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giovedì 6 novembre 2014

Un film di Ermanno Olmi, sulla Prima guerra mondiale: Torneranno i prati

Da oggi al cinema!



Il film è ambientato in una notte del 1917, alla vigilia della disfatta di Caporetto, e ha per protagonista un manipolo di soldati chiusi in una trincea.

Il titolo Torneranno i prati sottintende la speranza, che finita la guerra, la natura si riprenda i campi di battaglia e la vita ricominci.

Il regista si è ispirato ai racconti di suo padre che combatté sul Carso, e a quelli dei reduci senza nome “ignorati dalla storiografia ufficiale”.
Il racconto si svolge nel tempo di una sola nottata. Gli accadimenti si susseguono sempre imprevedibili, a volte sono lunghe attese...
E' un film che rende onore a tutti coloro che hanno dato la vita per la Patria.

martedì 3 aprile 2012

Il più grande archivio on-line sulla Grande Guerra

L'iniziativa è stata realizzata dal Centro Studi Storico-Militari sulla Grande Guerra "Piero Pieri" di Vittorio Veneto, con il contribuito della Regione del Veneto, e sarà presentata il 4 aprile 2012, alle ore 11.30 a Palazzo Balbi di Venezia.

Quella che si presenta come una vasta azione di riproposizione storica di uno degli eventi che hanno profondamente segnato il Veneto dello scorso millennio, si basa sulla collaborazione tra studiosi e famiglie, le quali hanno messo a disposizione fotografie e documenti inediti dell’epoca, e si propone di creare anche un database del Censimento dei Caduti della Grande Guerra.

L’Archivio sarà liberamente accessibile a tutti sul sito www.archiviomemoriagrandeguerra.it



mercoledì 4 maggio 2011

un po' di storia: la spedizione dei Mille

Nella notte tra il 4 e il 5 maggio 1860 da Quarto, presso Genova, salparono due piroscafi: il Piemonte e il Lombardo. A bordo c'erano 1072 volontari vestiti in camicia rossa, comandati da Giuseppe Garibaldi, diretti in Sicilia. Giunti a Talamone, in Toscana, i garibaldini si rifornirono di armi e poi sbarcarono a Marsala in Sicilia. A Calatafimi incontrarono e sconfissero le truppe borboniche, che contavano ben 80.000 soldati, poco motivati alla guerra. Invece i garibaldini diffondevano entusiasmo tra le popolazioni, che speravano nella distribuzione delle terre, portate via ai latifondisti privilegiati. Garibaldi sconfisse nuovamente i borbonici a Milazzo. L'8 agosto sbarcò in Calabria e il 7 settembre 1860, travolta ogni resistenza, entrò vincitore a Napoli. Cavour era preoccupato che Garibaldi invadesse lo Stato Pontificio, sollevando le reazioni di mezza Europa. Perciò prese una decisione difficile. Inviò un esercito piemontese per fermare Garibaldi e per restituire al re Vittorio Emanuele II il controllo della situazione. L'incontro tra il re e Garibaldi avvenne a Teano. Il generale lasciò ogni potere nelle mani nel monarca, dicendo "obbedisco" e si ritirò nell'isola di Caprera.

lunedì 17 maggio 2010

VI FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA STORIA

La Storia torna a essere protagonista nel VI Festival internazionale che porta a Gorizia da venerdì 21 a domenica 23 maggio 2010 storici e studiosi, scrittori, giornalisti e testimoni del passato, italiani e stranieri. Tre giorni di incontri, dibattiti, conferenze, interviste, lezioni magistrali, intorno al tema "ORIENTI" per ragionare sugli aspetti storici, geopolitici, antropologici e sociali propri di civiltà che, pur diversissime dalla nostra, intrattengono un rapporto vivo e fecondo con la cultura occidentale, che si definisce sì come "altra" rispetto a un mondo lontano, ma che a quell’orizzonte così distante guarda costantemente.
Per maggiori informazioni andate al sito http://www.estoria.it/

mercoledì 10 febbraio 2010

Oggi è il giorno del ricordo, in memoria delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata

La giornata del ricordo, istituita nel 2004, vuole riportare l’attenzione, con una serie di cebrazioni, su una tragica pagina della storia europea scritta tra il 1943 e il 1947.

Le foibe sono cavità carsiche di origine naturale con un ingresso a strapiombo.

È in quelle voragini dell’Istria, nella zona al confine con l’Italia che sono stati gettati, vivi e morti, quasi diecimila cittadini italiani o comunque di etnia italiana.

L’eccidio partì con la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943: in Istria e in Dalmazia i partigiani slavi si vendicarono contro i fascisti e gli italiani non comunisti, torturarono e gettarono nelle foibe circa un migliaio di persone.

La violenza aumentò poi nella primavera del 1945, quando la Jugoslavia occupò Trieste, Gorizia e l’Istria.

A cadere dentro le foibe furono fascisti, cattolici, liberaldemocratici, socialisti, uomini di chiesa, donne, anziani e bambini.

La persecuzione proseguì fino alla primavera del 1947, momento in cui venne fissato definitivamente il confine fra l’Italia e la Jugoslavia.

martedì 26 gennaio 2010

Domani è il 27 gennaio: giorno della memoria

Nel 2001 è stato istituito, dalla Repubblica Italiana, il “giorno della memoria”, in ricordo delle persecuzioni e dello sterminio del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.
E’ stata simbolicamente scelta come data atta alla celebrazione il 27 gennaio: giorno in cui, nel 1945, vennero abbattuti i cancelli del lager più tristemente famoso al mondo, Auschwitz.
Anche in Italia c’erano campi di detenzione di polizia, attivi durante l’occupazione nazista fra il settembre 1943 e la primavera 1945: due a Bolzano, a Fossoli, presso Carpi, nel Modenese e la vicina Risiera di San Sabba a Trieste.
Quest’ultimo lager, ricavato da uno stabilimento per la raffinazione del riso nel rione periferico di San Sabba a Trieste, fu destinato ai detenuti politici ed ebrei. Pur rimanendo di dimensioni limitate rispetto ai campi di concentramento e sterminio dell’Europa orientale, la Risiera aveva però una tragica peculiarità: era l’unico campo dell’Europa occidentale provvisto di forno crematorio, per cui non svolgeva solo un ruolo di smistamento per le deportazioni negli altri campi, ma anche quello di uccisione su larga a scala dei prigionieri.
Le vittime della Risiera, secondo calcoli approssimativi, furono oltre 5.000, mentre 20.000 furono le persone rastrellate, imprigionate e deportate. Al numero delle vittime fucilate o asfissiate con i gas di scarico degli autocarri e bruciate, vanno aggiunti i 7.000 fra vecchi, donne e bambini morti di stenti in prigionia. Ogni notte, una barca con soldati delle SS a bordo lasciava il litorale triestino nei pressi della Risiera per scaricare in mare sacchi contenenti le ceneri e i resti dei detenuti passati quel giorno nel forno.
Dal 1965 la Risiera, dopo essere stata utilizzata nel dopoguerra come campo profughi, è stata dichiarata museo nazionale.
San Sabba è anche un sacrario, perché dal 1975 conserva le ceneri delle vittime ritrovate subito dopo la Liberazione e che per trent’anni erano state custodite nel Museo lapidario di San Giusto.
Il museo è stato realizzato nel 1975 su progetto dell’architetto Romano Boico; la cella della morte è stata lasciata intatta.

giovedì 21 gennaio 2010

le tre capitali d'Italia

L’unità d’Italia è avvenuta grazie agli eventi storici a cavallo tra il 1860 e il 1861.
Nella prima convocazione del Parlamento italiano (nel febbraio del 1861), Vittorio Emanuele II venne dichiarato primo re d'Italia.
Nel 1866, a seguito della Terza guerra di indipendenza, vennero annessi al regno d’Italia il Veneto e parte della Lombardia, sottratti all'impero austro-ungarico.
Nel 1870, con la presa di Roma, al regno viene annesso il Lazio, sottraendolo definitivamente allo Stato della Chiesa.
Roma diventò allora ufficialmente capitale d'Italia (prima lo erano state in ordine: Torino dal 1861 al 1865 e Firenze dal 1865 al 1870).

lunedì 18 gennaio 2010

Superstizioni

Come ogni popolo, gli italiani hanno diverse superstizioni.
Il numero XVII, si sa, porta sfortuna perchè i numeri romani che lo compongono formano la scritta latina VIXI, cioè "vissi", il che significa che ora sono morto... dunque è un numero da evitare come la peste!
Un’altra superstizione riguarda la rottura degli specchi.
Furono gli antichi Romani a decidere che uno specchio rotto avrebbe causato 7 anni di guai: esisteva infatti all’epoca una credenza secondo cui la vita si rinnoverebbe ogni 7 anni. Poiché uno specchio rotto significava che la salute era stata spezzata, si concluse che sarebbero stati necessari 7 anni per tornare sani come prima.

mercoledì 13 gennaio 2010

Grandi uomini in Veneto: Galileo Galilei

Galileo Galilei, vissuto a cavallo tra il XVI e il XVII secolo, è considerato il padre della scienza moderna.
Il suo nome è associato all'introduzione del metodo scientifico (detto spesso metodo galileiano) e anche al perfezionamento del telescopio, che gli permise importanti osservazioni astronomiche.
Di primaria importanza fu il suo ruolo nella rivoluzione astronomica e il suo sostegno al sistema eliocentrico e alle teorie copernicane. Accusato di voler sovvertire la filosofia naturale aristotelica e le Sacre Scritture, Galileo fu per questo condannato come eretico dalla Chiesa cattolica e costretto, il 22 giugno 1633, all'abiura delle sue concezioni astronomiche, nonché a trascorrere il resto della sua vita in isolamento.
Uno dei periodi più "liberi", Galileo lo visse proprio in Veneto, a Padova, dove lavorò in ambito universitario dal 1592-1610.

Sono ancora numerose le tracce del passaggio di questo grande uomo nella nostra regione, soprattutto nell'apertura mentale e nella curiosità tipica della sua gente.

« La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto. »
(Galileo Galilei, Il Saggiatore, Cap. VI)

venerdì 8 gennaio 2010

...il dado è tratto!

Il 10 gennaio del 49 a.C., sulle rive del fiume Rubicone (Romagna), che segnava il confine tra Italia e Gallia Cisalpina, Giulio Cesare proferì la famosa frase: “Alea iacta est”, ovvero: “il dado è tratto”. L’attraversamento del Rubicone significava infatti violare la legge che proibiva l’ingresso di uomini armati entro i confini dell’Italia e segnò l’inizio della guerra civile, conclusasi con la fine della Repubblica e l’inizio della dittatura personale di Giulio Cesare.

Oggi la frase allude a un’azione dopo la quale non si può più tornare indietro.

lunedì 4 gennaio 2010

Pan e Vin

Una delle più caratteristiche tradizioni popolari del Veneto è la "casera": un falò di grandi cataste di legno e frasche, che viene acceso alla vigilia dell'epifania.
In alcune zone del Veneto la casera viene chiamata "panevìn" (da "pane e vino", il cibo povero che si consumava durante il falò).
Il rogo viene benedetto dal parroco con l'acqua santa e lo scoppiettare del fuoco viene identificato con il demonio infuriato che fugge.
Sembra che questa usanza risalga a riti pre-cristiani: i Celti infatti accendevano dei fuochi per ingraziarsi le divinità e bruciavano un fantoccio rappresentante il passato.
Ancor oggi la fiamma simboleggia la speranza e la forza di bruciare il vecchio (non a caso si può bruciare la "vecchia" posta sopra la pira di legna) e la direzione delle scintille viene letta come presagio per il futuro: verso est ci sarà buona sorte nei mesi a venire, verso ovest sarà tempo per andare in cerca di fortuna.
In passato mentre il falò ardeva, i contadini in cerchio gridavano e cantavano varie formule augurali.
Il rito dei fuochi è anche un momento in cui la comunità si raccoglie per stare in compagnia. Viene accompagnato dalla degustazione di vin brulé e di pinza, focaccia tipica di questa festa.
Quindi se la sera del 5 gennaio state attraversando la campagna Veneta e vedete dei fuochi nei campi, non spaventatevi... fermatevi, parcheggiate la macchina e andate a festeggiare!
Partecipare a questo rito propiziatorio porta bene!

giovedì 17 dicembre 2009

Le piante del Faro: il gelsomino

Il primo ad averne qualche esemplare, in Italia, fu Cosimo I de' Medici, detto il "Gran diavolo": si invaghì tanto di questo fiorellino, che volendo esserne l'unico possessore, proibì severamente ai suoi giardinieri di regalarne anche una sola pianta e di riprodurlo in molti esemplari.
L'ordine granducale fu scrupolosamente rispettato per molti anni.
Alla fine un giovane giardiniere, volendo presentare un ricco e gentil dono alla propria fidanzata nel giorno del suo onomastico, pensò di offrirle un ramoscello di Gelsomino.
La giovane gradì moltissimo; dolente che un così bello e raro fiore dovesse avvizzire così presto, lo mise in terra per conservarlo fresco più lungamente.
Ottenne più di quanto sperasse. Il Gelsomino restò verde per tutto l'anno e nella seguente primavera gettò nuovi germogli e nuovi fiori.
Questo fiore divenne il padre, se non di tutti, almeno di buona parte dei Gelsomini che possediamo!
Il ricavo della vendita di queste pianticelle fu tanto cospicuo, che i poveri amanti divennero ben presto sposi doviziosi e felici.
Da quel tempo le giovinette toscane usano portare nel dì delle nozze un mazzetto di gelsomini, in memoria di tale avvenimento.

In Spagna il Gelsomino è l’emblema della sensualità... e lo sapeva anche Montale, come traspare dalla sua bellissima poesia "Il gelsomino notturno".


E s'aprono i fiori notturni,

nell'ora che penso a' miei cari.

Sono apparse in mezzo ai viburni

le farfalle crepuscolari.


Da un pezzo si tacquero i gridi:

là sola una casa bisbiglia.

Sotto l'ali dormono i nidi,

come gli occhi sotto le ciglia.


Dai calici aperti si esala

l'odore di fragole rosse.

Splende un lume là nella sala.

Nasce l'erba sopra le fosse.


Un'ape tardiva sussurra

trovando già prese le celle.

La Chioccetta per l'aia azzurra

va col suo pigolio di stelle.


Per tutta la notte s'esala

l'odore che passa col vento.

Passa il lume su per la scala;

brilla al primo piano: s'è spento . . .


È l'alba: si chiudono i petali

un poco gualciti; si cova,

dentro l'urna molle e segreta,

non so che felicità nuova.

giovedì 10 dicembre 2009

Risonanze: omaggio a Romano Pascutto

Sabato 12 Dicembre, alle 16.30, verrà inaugurata presso il Museo del Paesaggio di Torre di Mosto (in località Boccafossa), l'esposizione "Risonanze-Omaggio a Romano Pascutto".

Romano Pascutto è stato poeta dialettale, partigiano e sindaco del suo paese natale: San Stino di Livenza.

L'esposizione è nata dalla collaborazione tra il Comune di S. Stino, quello di Torre di Mosto, la "Fondazione terra d'acqua" di San Donà di Piave e la "Fondazione Venezia", in occasione delle celebrazioni del centenario della nascita di Pascutto, con il contributo della Regione Veneto e su iniziativa del "Comitato Regionale del primo centenario della nascita di Romano Pascutto".

Il dialogo ininterrotto tra pittura e poesia, nell'Italia del secondo dopoguerra, resta uno dei punti fermi di questa esposizione; è un percorso affascinante, che parte dal 1945 e arriva fino agli anni settanta, coinvolgendo i pittori della scena veneta di quel periodo, amici di Romano: Armando Pizzinato, Biagio Pancino, Remo Pasetto, Vittorio Basaglia, Virgilio Guidi, Roberto Crippa...
Non mancheranno però gli omaggi, alla figura del poeta, delle nuove generazioni d'artisti.

"Risonanze -Omaggio a Romano Pascutto " rimarrà aperta fino al 14 febbraio 2010.

Per informazioni telefonate allo 0421.324440 (interno1) dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00.

Viver l'è 'na fadiga granda par omeni e piante, e forse anche par la piera/Vivere è una grande fatica per gli uomini e le piante, e forse anche per la pietra
Romano Pascutto

mercoledì 25 novembre 2009

Lezione di cinema: la famiglia

Per addentrarsi meglio nella cultura italiana attraverso il Cinema, Guerra Editore propone una collana di quaderni dedicati ai film italiani più famosi, con attività volte alla comprensione dell’opera, ma anche del contesto in cui è stata realizzata.
L’ultima fatica di Maria Teresa Bonfatti Sabbioni focalizza la sua attenzione su
LA FAMIGLIA di Ettore Scola
Il film è basato su nove flash back (scaturiti da una foto di famiglia del 1906) di Carlo: un anziano professore di italiano in pensione.
Le vicende hanno luogo, per lo più, all'interno di una casa romana del quartiere Prati.
Intorno a Carlo ci sono Giulio, il fratello che si lascerà poi coinvolgere dal fascismo, Beatrice, una ragazza che si reca da lui a lezioni di ripetizione e che diventerà sua moglie, la sorella di lei, Adriana, una giovane pianista di cui Carlo rimane segretamente preso anche dopo esser diventato marito e padre...
Nella parte finale del film c’è la festa di compleanno di Carlo, in cui tutti si danno convegno nell'antica casa per festeggiarlo e posano per una seconda foto-ricordo di famiglia.

Quello che viene messo in scena è la storia di una famiglia, ma anche dei 90 anni di storia italiana sullo sfondo…
Consigliamo la lettura del quaderno di cinema per aiutare gli studenti stranieri a capire (se non altro a grandi linee) un secolo italiano fitto di eventi che hanno portato il nostro paese a essere quello che è!
Il quaderno si può acquistare anche on line, e costa solo 6 euro!

venerdì 20 novembre 2009

La misteriosa storia dell'eretica Forestiera

Per il ciclo di eventi promosso dalla regione Veneto, nel mese di novembre, dal titolo "Spettacoli di Mistero”, andrà in scena a Portogruaro: La misteriosa storia dell’eretica Isabella detta "La Forestiera".
Lo spettacolo, a metà tra una visita alla città e una rievocazione storica in costume , è a cura della Pro Loco di Portogruaro in collaborazione con la Maison du theatre e la Biblioteca di Portogruaro (per la paternità intellettuale e le notizie storiche).
Il fantasma del mugnaio Domenico Scandella detto Menocchio, che ancora oggi vive nei Mulini del Lemene, racconterà, nei luoghi più suggestivi, la storia eretica della città di Portogruaro.
Lo sentiremo rievocare il processo che lo condusse a morte sul rogo per eresia e ci condurrà nel palazzo dove vedremo il fantasma della gentildonna Isabella da Passano.
Isabella, donna rara per sua intelligenza, accusata anch'essa da Sant'Uffizio veneziano, ci farà rivivere la lite con il geloso e crudele marito Marco della Fratina che la porterà ad una morte disperata. Causa del loro dissenso la passione di Isabella per la lettura di libri proibiti, come l'Ariosto, la Bibbia in volgare e la frequentazione di personaggi sospetti.

L'evento avrà inizio in Piazza della Repubblica dove 2 mugnai accoglieranno il gruppo di spettatori e li condurranno a conoscere i segreti e misteri di Isabella attraverso un'animazione teatrale.
L'animazione poi passerà nei Mulini, in piazzetta della pescheria e si concluderà nella sala del Municipio.
Lo spettacolo inizierà alle 15:30, poi verrà fatta una replica alle 16:30.

venerdì 9 ottobre 2009

Storie sommerse

“Vincere” (2009), del regista Marco Bellocchio, è un film che ha come protagonista uno dei tanti personaggi, non considerati dai libri di storia: Ida Dalser, la donna di Benito Mussolini, quando ancora, all’inizio della sua carriera politica, era un antimonarchico, anticlericale, agitatore socialista.
Ida credeva in lui e per finanziare il programma di emancipazione sociale ideato da Benito, aveva venduto tutti i suoi beni. Allo scoppio della guerra Benito Mussolini si arruola e scompare dalla vita della donna. Ida lo rivedrà in un ospedale militare, immobilizzato e accudito dalla moglie Rachele. Ida comincia così a rivendicare, davanti alle autorità, al Papa e ai giornali, di essere la vera moglie di Mussolini e di avergli dato un figlio. La donna verrà rinchiusa in manicomio e il figlio in un istituto, dal quale non uscirà mai. La loro esistenza verrà così cancellata.
Un film denso di emozioni che contrappone la forza dei sentimenti alla rinuncia degli ideali per desiderio di gloria… un film dove in realtà non vince proprio nessuno!

giovedì 8 ottobre 2009

L’amicizia è sempre di moda

"Due di due" è un romanzo di Andrea De Carlo apparso per la prima volta nel 1989, il cui successo non cessa neanche dopo vent’anni.
Narra l'amicizia, nata negli anni 70, fra il narratore Mario e Guido.
Mario è un adolescente impaurito, indeciso che vede Guido come un modello a cui ispirarsi. Quest’ultimo è un ragazzo carismatico, affascinante, diverso da tutti i suoi coetanei.
Nonostante le differenze, la loro amicizia continuerà fino all’età adulta, momento in cui i ruoli dei due protagonisti si invertiranno; la debolezza diventerà forza e la forza diventerà debolezza.
E’ una storia molto bella che mostra l’amicizia nel suo massimo grado, in un contesto storico brulicante di cambiamenti.

lunedì 5 ottobre 2009

Baarìa in corsa per l’Oscar

Sarà “Baarìa” di Giuseppe Tornatore a rappresentare il cinema italiano nella corsa all’Oscar per il miglior film straniero.
A 19 anni dall’Oscar con “Nuovo Cinema Paradiso”, tocca ancora a Tornatore rappresentare l’Italia all’Academy di Hollywood. “Baarìa” aveva aperto la Mostra del Cinema di Venezia, ricevendo recensioni oscillanti. Il presidente del Consiglio l’ha definito “un capolavoro” (cosa che ha fatto storcere il naso allo stesso Tornatore), le associazioni animaliste l’hanno preso di mira per il sacrificio di un toro… beh aspettiamo febbraio!

giovedì 1 ottobre 2009

Trieste: seguendo le orme del Commissario Laurenti

Trieste in giallo. Alla scoperta dei luoghi dello scrittore Veit Heinichen.
Via Dante Alighieri - Via San Nicolò - Dov’è la pipa di Saba?
Una persona senza cuore ha rubato per ben due volte la pipa di bronzo alla… scultura di Umberto Saba. Davanti a quest’opera che ritrae il grande poeta, rivivrete il momento in cui il medico legale Galvano, uno dei protagonisti del libro “Totentanz”, infila per compassione una sigaretta accesa tra le labbra di bronzo della statua.
In Via San Nicolò si trova anche la Libreria Antiquaria Umberto Saba, gestita a inizio Novecento dall’artista triestino.
Piazza Oberdan – Attenti a non perdere il tram.
Lo spettacolare finale di “Totentanz” ha luogo nel mitico “tram di Opicina”, che da oltre un secolo parte da piazza Oberdan e si arrampica sui ripidi pendii del Carso. La fermata dell’Obelisco è l’ideale punto di partenza per passeggiare lungo la” strada Napoleonica”, da cui godrete di una vista spettacolare sulla città e sul golfo.
Via San Silvestro - la più antica chiesa di Trieste.
Ettore Orlando, uno dei personaggi di “Morte in lista d’attesa”, passando davanti alla chiesa di San Silvestro ne commenta la storia. Viene naturale soffermarsi a guardare questa basilica romanica risalente all’undicesimo secolo, la più antica chiesa della città. Messa all’incanto dagli Asburgo nel Settecento, fu acquistata dalla comunità evangelica elvetica, a cui si è aggiunta poi quella valdese.
Via del teatro Romano – Ufficio… con vista
L’ufficio del commissario Laurenti si affaccia direttamente sul teatro romano: un’opera risalente al primo secolo dopo Cristo, che ospitava seimila spettatori. Immaginatela com’era un tempo, prospiciente il blu del mare.
La penna dello scrittore Veit Heinichen descrive una Trieste affascinante e misteriosa, intrisa di arte e cultura, dei profumi di una cucina unica, di scenari sospesi sul mare Adriatico, di intrecci figli di un territorio di confine: una Trieste come non l’avete mai vista, immortalata anche grazie ai film tratti dai libri di Heinichen.
Ora, attraverso emozionanti visite guidate, “seguirete” le orme del protagonista dei romanzi gialli dell’autore tedesco, il commissario Proteo Laurenti; scoprirete i luoghi chiave della sua quotidiana attività di investigatore, ma anche i siti dove vive il tempo libero e si dedica al divertimento. Una Trieste interpretata “dal di fuori”, grazie a uno scrittore che, trasferitosi in questa città mitteleuropea nel 1999, ne fa emergere i suoi aspetti meno consueti e più intriganti.


Visite il 4 e il 25 ottobre - mail to Info.trieste@turismo.fvg.it

mercoledì 23 settembre 2009

èStoriabus: i percorsi della Grande Guerra sul Carso

èStoriabus è un’iniziativa proposta da èStoria (www.estoria.it ), con la collaborazione della Regione Friuli Venezia Giulia, la Provincia di Gorizia, la Banca popolare FriulAdria-Crédit Agricole e l’APT di Gorizia.
Lungo itinerari storico-culturali espressamente studiati, vengono proposti diversi percorsi, in autobus, per viaggiare nel tempo e nella storia alla riscoperta del passato, arricchiti a bordo dal commento di autorevoli storici e studiosi. Sono viaggi pensati per riscoprire il contatto diretto con la storia e con le sue testimonianze, per comprendere la ricchezza del patrimonio culturale e per tenere viva la memoria.
I prossimi appuntamenti del calendario “Sulle tracce della Grande guerra in Friuli Venezia Giulia” sono i seguenti:



  • domenica 27 settembre “La battaglia della Bainsizza”

  • domenica 11 ottobre “la battaglia di Gorizia”

  • domenica 25 ottobre “sulle orme del Milite ignoto”

Le escursioni sono a numero chiuso: è possibile partecipare tramite prenotazione fino ad esaurimento posti.
Prenotazioni presso Associazione culturale èStoria: tel. 0481-539210; e-mail: eventi@leg.it