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martedì 18 maggio 2010

Omaggio a Sanguineti

« La poesia non è una cosa morta, ma vive una vita clandestina. »
Edoardo Sanguineti
Oggi ci ha lasciato il poeta e intellettuale antifascista Edoardo Sanguineti.
Sanguineti, nato a Genova nel 1930, è stato esponente di punta del Gruppo '63, autore teatrale, saggista, critico letterario, studioso di Dante, oltre che consigliere comunale della sua città natale e deputato.

Con Saguineti scompare una delle migliori, più belle e più alte figure dell'intellettualità italiana.

mercoledì 12 maggio 2010

FluSSidiverSi 3

Anche quest'anno Caorle, dal 28 al 30 maggio, sarà teatro di FluSSidiverSi, il festival di poesia nato nel 2007, a cui partecipano poeti delle nazioni e regioni aderenti alla Comunità Alpe-Adria.
In 56 ore, 26 poeti declameranno i loro migliori lavori, per le calli e i campielli dell'antico borgo di pescatori.

"Regina" della manifestazione quest'anno sarà Patrizia Valduga che "succederà" ad Andrea Zanzotto e Christoph Wilhelm Aigner, protagonisti delle prime due edizioni di FluSSidiverSi. Un suo haiku, scritto per l'occasione, resterà scolpito per sempre, accanto a quelli dei suoi due predecessori, sulla scogliera di Caorle.
Una prima presentazione ufficiale di FluSSidiverSi si terrà al Salone Internazionale del Libro di Torino, venerdì 14 maggio 2010 alle ore 15.00.

mercoledì 7 aprile 2010

Poesia di Primavera...per festeggiare il ritorno del sole

Specchio

Ed ecco sul tronco
si rompono le gemme:
un verde più nuovo dell'erba
che il cuore riposa:
il tronco pareva già morto,
piegato sul fosso.
E tutto sa di miracolo;
e sono quell'acqua di nube
che oggi rispecchia nei fossi
più azzurro il suo pezzo di cielo,
quel verde che spacca la scorza
che pure stanotte non c'era.


S.Quasimodo

martedì 9 marzo 2010

Babele in festa

Quaranta lingue in un cappello, pescate a sorte e utilizzate per legger poesie, sonetti e testi di qualsiasi tipo, rigorosamente brevi, accompagnati da una traduzione in italiano.
E' iniziato così il pomeriggio dedicato a "L'Italia nelle 40 lingue di Ca' Foscari", che ha avuto luogo oggi dalle 15 alle 18, presso l'Auditorium di Santa Margherita a Venezia. Attraverso la voce di scrittori e lettori di diverse nazionalità si è potuto ascoltare un verso in hindi, un canto in turco, ma anche in polacco, neogreco, yiddish, armeno, persiano, cinese, coreano, senza dimenticare l'inglese, il francese, il tedesco per arrivare fino al latino, al veneziano, all'italiano e persino alla lingua dei segni. Un grande laboratorio linguistico, dove la convivenza di lingue diverse rappresenta una ricchezza culturale e sociale. Una maratona di parole dove si sono mescolate tutte le 40 lingue che si insegnano alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Ca' Foscari, la più fornita di corsi di studi linguistici di tutta l'Europa.
L'iniziativa, in collaborazione con la Casa delle Parole, è nata per amore della ricerca e dello studio delle lingue, ma anche per il piacere della condivisione nell'ascolto di tanti pezzi di mondo.
Una festa del cosmopolitismo che ha avuto un grande successo già l'anno scorso, con l'Auditorium costantemente pieno e un via vai di idee, poesie e persone in una festosa maratona linguistico letteraria di parole di tanti paesi.

venerdì 5 marzo 2010

Giornata mondiale della Poesia

Ogni anno, il 21 marzo, viene celebrata, in Italia e in tutti gli Stati membri dell'Unesco, la giornata mondiale della poesia .

Per stimolare e promuovere la divulgazione dell'espressione poetica, l'Unesco ha dichiarato il primo giorno di primavera Giornata Mondiale della Poesia.


Dal 1999 la Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco si occupa di promuovere, coordinare, monitorare e pubblicizzare le manifestazioni in programma nel Paese in questa ricorrenza.

martedì 22 dicembre 2009

Filastrocca di Natale


Filastrocca di Natale,

la neve è bianca come il sale,

la neve è fredda, la notte è nera

ma per i bimbi è primavera:

soltanto per loro, ai piedi del letto

è fiorito un alberetto.


da "Filastrocche in cielo e in terra"

di Gianni Rodari

giovedì 17 dicembre 2009

Le piante del Faro: il gelsomino

Il primo ad averne qualche esemplare, in Italia, fu Cosimo I de' Medici, detto il "Gran diavolo": si invaghì tanto di questo fiorellino, che volendo esserne l'unico possessore, proibì severamente ai suoi giardinieri di regalarne anche una sola pianta e di riprodurlo in molti esemplari.
L'ordine granducale fu scrupolosamente rispettato per molti anni.
Alla fine un giovane giardiniere, volendo presentare un ricco e gentil dono alla propria fidanzata nel giorno del suo onomastico, pensò di offrirle un ramoscello di Gelsomino.
La giovane gradì moltissimo; dolente che un così bello e raro fiore dovesse avvizzire così presto, lo mise in terra per conservarlo fresco più lungamente.
Ottenne più di quanto sperasse. Il Gelsomino restò verde per tutto l'anno e nella seguente primavera gettò nuovi germogli e nuovi fiori.
Questo fiore divenne il padre, se non di tutti, almeno di buona parte dei Gelsomini che possediamo!
Il ricavo della vendita di queste pianticelle fu tanto cospicuo, che i poveri amanti divennero ben presto sposi doviziosi e felici.
Da quel tempo le giovinette toscane usano portare nel dì delle nozze un mazzetto di gelsomini, in memoria di tale avvenimento.

In Spagna il Gelsomino è l’emblema della sensualità... e lo sapeva anche Montale, come traspare dalla sua bellissima poesia "Il gelsomino notturno".


E s'aprono i fiori notturni,

nell'ora che penso a' miei cari.

Sono apparse in mezzo ai viburni

le farfalle crepuscolari.


Da un pezzo si tacquero i gridi:

là sola una casa bisbiglia.

Sotto l'ali dormono i nidi,

come gli occhi sotto le ciglia.


Dai calici aperti si esala

l'odore di fragole rosse.

Splende un lume là nella sala.

Nasce l'erba sopra le fosse.


Un'ape tardiva sussurra

trovando già prese le celle.

La Chioccetta per l'aia azzurra

va col suo pigolio di stelle.


Per tutta la notte s'esala

l'odore che passa col vento.

Passa il lume su per la scala;

brilla al primo piano: s'è spento . . .


È l'alba: si chiudono i petali

un poco gualciti; si cova,

dentro l'urna molle e segreta,

non so che felicità nuova.

giovedì 10 dicembre 2009

Risonanze: omaggio a Romano Pascutto

Sabato 12 Dicembre, alle 16.30, verrà inaugurata presso il Museo del Paesaggio di Torre di Mosto (in località Boccafossa), l'esposizione "Risonanze-Omaggio a Romano Pascutto".

Romano Pascutto è stato poeta dialettale, partigiano e sindaco del suo paese natale: San Stino di Livenza.

L'esposizione è nata dalla collaborazione tra il Comune di S. Stino, quello di Torre di Mosto, la "Fondazione terra d'acqua" di San Donà di Piave e la "Fondazione Venezia", in occasione delle celebrazioni del centenario della nascita di Pascutto, con il contributo della Regione Veneto e su iniziativa del "Comitato Regionale del primo centenario della nascita di Romano Pascutto".

Il dialogo ininterrotto tra pittura e poesia, nell'Italia del secondo dopoguerra, resta uno dei punti fermi di questa esposizione; è un percorso affascinante, che parte dal 1945 e arriva fino agli anni settanta, coinvolgendo i pittori della scena veneta di quel periodo, amici di Romano: Armando Pizzinato, Biagio Pancino, Remo Pasetto, Vittorio Basaglia, Virgilio Guidi, Roberto Crippa...
Non mancheranno però gli omaggi, alla figura del poeta, delle nuove generazioni d'artisti.

"Risonanze -Omaggio a Romano Pascutto " rimarrà aperta fino al 14 febbraio 2010.

Per informazioni telefonate allo 0421.324440 (interno1) dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00.

Viver l'è 'na fadiga granda par omeni e piante, e forse anche par la piera/Vivere è una grande fatica per gli uomini e le piante, e forse anche per la pietra
Romano Pascutto

giovedì 5 novembre 2009

Novembre

Riportiamo qui sotto il testo (bucato) della canzone di Giusy Ferreri, uscita un anno fa, e diventata un tormentone.
Prova a coniugare al tempo giusto i verbi all’infinito tra parentesi, puoi scegliere tra passato prossimo, passato remoto e imperfetto.
Poi ascoltala e correggi l’esercizio!

Novembre

(io-difendere) _____________ le mie scelte
(io-credere) _____________nelle attese
(io-sapere) _____________ dire spesso di no

con te non (io – riuscirci) _____________.
(io-indossare) _____________ le catene
io ho i segni delle pene
lo so che non volendo ricorderò quel pugno nello stomaco.


RIT. A novembre la città (spegnersi) _____________in un istante
tu (dire) _____________basta e io (rimanere) _____________ inerme
il tuo ego (essere) _____________ sempre più forte di ogni mia convinzione.
A novembre la città si accende in un istante il mio corpo non si veste più di voglie e tu non sembri neanche più così forte come ti (credere) _____________ un anno fa novembre.

(io-dare) _____________ fiducia al buio ma ora sto in piena luce
e in bilico tra estranei che mi contendono la voglia di rinascere

RIT.

E tu (parlare) _____________ senza dire niente
(io- cercare) _____________ invano di addolcire

quel retrogusto amaro di una preannunciata fine.

ASCOLTA E VERIFICA

martedì 3 novembre 2009

Ciao Alda!

Domenica si è spenta, a causa di un tumore osseo, una grande donna della poesia italiana:
Alda Merini.
Domani pomeriggio alle 14.00, in Duomo a Milano, ci saranno i funerali di Stato.

Alda verrà poi sepolta tra i grandi al Famedio, il cimitero monumentale.

Questo è l’omaggio di Milano, città che ha tanto amato e odiato, come lei stessa ha confessato in “Canto Milano”, una raccolta di prose e poesie pubblicate nel 2007.

Alda, classe 1931, aveva esordito a 15 anni spinta da Spagnoletti, che nel 1950 pubblicò alcune sue poesie nell’ "Antologia della poesia italiana 1909-1949”.
Nel 1947 la Merini incontra quelle che definirà come "prime ombre della sua mente": viene internata per un mese all'ospedale psichiatrico di Villa Turno.
Nel 1951, anche su suggerimento di Eugenio Montale, l'editore Scheiwiller stampa due poesie inedite di Alda Merini in "Poetesse del Novecento". In questo periodo frequenta per interesse di lavoro ma anche per amicizia Salvatore Quasimodo.
Sposa Ettore Carniti, proprietario di alcune panetterie di Milano, nel 1953.
Esce poi il primo volume di versi intitolato "La presenza di Orfeo". Due anni dopo pubblica "Nozze Romane" e "Paura di Dio". Sempre nel 1955 nasce la primogenita Emanuela: al medico pediatra dedica la raccolta "Tu sei Pietro" (pubblicata nel 1961).
La poetessa inizia poi un triste periodo di silenzio e di isolamento: viene internata al "Paolo Pini" fino al 1972, periodo in cui non manca comunque di tornare in famiglia, e durante il quale nascono altri tre figli.
Dopo alternati periodi di salute e malattia, che durano fino al 1979, la Merini torna a scrivere; lo fa con testi intensi e drammatici che raccontano le sue sconvolgenti esperienze al manicomio: secondo lei vera causa dell'alienazione e della pazzia degli internati.
I testi sono raccolti in "La Terra Santa", pubblicato da Vanni Scheiwiller nel 1984.
Nel 1981 muore il marito; si risposa nel 1983 con il poeta tarantino Michele Pierri.
Alda si trasferisce a Taranto dove rimarrà tre anni. In questi anni scrive le venti "poesie-ritratti" de "La gazza ladra" (1985). A Taranto porta a termine anche "L'altra verità. Diario di una diversa", suo primo libro in prosa.
Dopo aver nuovamente sperimentato gli orrori del manicomio, questa volta a Taranto, torna a Milano nel 1986: si mette in terapia con la dottoressa Marcella Rizzo alla quale dedicherà più di un lavoro.
Dal punto di vista letterario questi sono anni molto produttivi: naturale conseguenza è anche la conquista di una nuova serenità.
Negli anni, diverse pubblicazioni consolideranno il ritorno sulla scena letteraria della scrittrice. Nel 1993 riceve il Premio Librex-Guggenheim "Eugenio Montale” per la Poesia. Nel 1996 le viene assegnato il "Premio Viareggio" per il volume "La vita facile"; l'anno seguente riceve il "Premio Procida-Elsa Morante".
Nel 2002 viene pubblicato da Salani un piccolo volume dal titolo "Folle, folle, folle d'amore per te", con un pensiero di Roberto Vecchioni, il quale nel 1999 aveva scritto "Canzone per Alda Merini".
Nel 2003 la "Einaudi Stile Libero" pubblica un cofanetto con videocassetta e testo dal titolo "Più bella della poesia è stata la mia vita".
Nel 2004 esce un disco che contiene undici brani cantati da Milva tratti dalle poesie di Alda Merini.
Nel 2006 la poetessa si avvicina al genere noir con "La nera novella" (Rizzoli).

La sua è stata una vita piena di passione, segnata da gioie, dolori e da un'intensa produzione letteraria, tutta volta a mostrarci la meraviglia di quello che comunemente chiamiamo follia!

Follia, mia grande giovane nemica,
un tempo ti portavo come un velo
sopra i miei occhi che mi scoprivo appena.
Mi vide in lontananza il tuo bersaglio
e hai pensato che fossi la tua musa;
quando mi venne quel calar di denti
che ancora mi addolora tra le spoglie,
comprasti quella mela del futuro
per darmi il frutto della tua fragranza.

Alda Merini