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lunedì 29 settembre 2014

4 ottobre alle 21.00 all'auditorium Vivaldi di Jesolo: Simone Cristicchi in "Magazzino 18"


Al Porto Vecchio di Trieste c’è un “luogo della memoria” particolarmente toccante: una sedia, accatastata assieme a molte altre, porta un nome, una sigla, un numero e la scritta “Servizio Esodo”, così come tanti altri oggetti.
Con il trattato di pace del 1947 l’Italia perdette vasti territori dell’Istria e della fascia costiera, e quasi 350 mila persone scelsero – davanti a una situazione intricata e irta di lacerazioni – di lasciare le loro terre natali destinate ad essere jugoslave e proseguire la loro esistenza in Italia.
Simone Cristicchi è rimasto colpito da questa scarsamente frequentata pagina della nostra storia ed ha deciso di ripercorrerla, con l'aiuto di Jan Bernas e Antonio Calenda, in un testo che prende il titolo proprio da quel luogo nel Porto Vecchio di Trieste: il Magazzino 18.

mercoledì 9 novembre 2011

Trieste Science+Fiction: festival della fantascienza 10/13 novembre

Domenica inizia a Trieste l'XI edizione di Science+Fiction Festival, il festival internazionale della Fantascienza,dedicato all'esplorazione dei mondi del fantastico, dei linguaggi sperimentali e delle nuove tecnologie nelle produzioni di cinema, televisione, arti visive e dello spettacolo

Sarà un'edizione intensa, ricca di prestigiosi ospiti e di attese anteprime, a partire dal film di apertura, Monsters di Gareth Edwards(il regista sarà presente in sala), pellicola low budget già diventata un caso cinematografico, all'ultimo lavoro di Werner Herzog, il documentario Cave of Forgotten Dreams.

Inoltre, in occasione della Giornata Mondiale della Scienza, come evento inaugurale di Trieste Science+Fiction in collaborazione con l'International Centre for Theoretical Physics verrà proiettato il documentario Abdus Salam, scienziato fondatore dell'ICTP di Trieste e Premio Nobel per la Fisica nel 1979.

Da venerdì George Romero sarà ospite della kermesse e nei prossimi giorni riceverà il Premio Urania d'Argento alla Carriera per mano del maestro del brivido Dario Argento.


lunedì 2 maggio 2011

verso la fine del campionato un'ode al calcio

Gli Italiani, si sa, vanno pazzi per il calcio: quasi tutti hanno una squadra del cuore e seguono il campionato con passione... Persino la letteratura ha cantato odi al nostro sport nazionale.




Una delle poesie più belle che gli siano state dedicate, del poeta triestino Umberto Saba, è GOAL, che "filma"tutte le emozioni di una partita a 360 gradi.




Il portiere caduto alla difesa
ultima vana, contro terra cela
la faccia, a non veder l'amara luce.
Il compagno in ginocchio che l'induce,
con parole e con mano, a rilevarsi,
scopre pieni di lacrime i suoi occhi.

La folla - unita ebbrezza - par trabocchi
nel campo. Intorno al vincitore stanno,
al suo collo si gettano i fratelli.
Pochi momenti come questo belli,
a quanti l'odio consuma e l'amore,
è dato, sotto il cielo, di vedere.

Presso la rete inviolata il portiere
- l'altro - è rimasto. Ma non la sua anima,
con la persona vi è rimasto sola.
La sua gioia si fa una capriola,
si fa baci che manda di lontano.
Della festa - egli dice - anch'io son parte.

Umberto Saba

lunedì 7 febbraio 2011

10 febbraio: giorno del ricordo delle vittime delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata

Almeno diecimila persone, negli anni drammatici a cavallo del 1945, sono state torturate e uccise a Trieste e nell'Istria controllata dai partigiani comunisti jugoslavi di Tito. E, in gran parte, vennero gettate (molte ancora vive) dentro le voragini naturali disseminate sull'altipiano del Carso triestino ed in Istria, le "foibe".
La Foiba di Basovizza (Trieste), dichiarata monumento nazionale nel 1992, è il simbolo di tutte le atrocità commesse sul finire della seconda guerra mondiale e negli anni successivi dalle milizie e dai fiancheggiatori del dittatore comunista Tito.

La Foiba di Basovizza è un monumento all'aperto, senza quindi limiti di orari.

mercoledì 10 febbraio 2010

Oggi è il giorno del ricordo, in memoria delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata

La giornata del ricordo, istituita nel 2004, vuole riportare l’attenzione, con una serie di cebrazioni, su una tragica pagina della storia europea scritta tra il 1943 e il 1947.

Le foibe sono cavità carsiche di origine naturale con un ingresso a strapiombo.

È in quelle voragini dell’Istria, nella zona al confine con l’Italia che sono stati gettati, vivi e morti, quasi diecimila cittadini italiani o comunque di etnia italiana.

L’eccidio partì con la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943: in Istria e in Dalmazia i partigiani slavi si vendicarono contro i fascisti e gli italiani non comunisti, torturarono e gettarono nelle foibe circa un migliaio di persone.

La violenza aumentò poi nella primavera del 1945, quando la Jugoslavia occupò Trieste, Gorizia e l’Istria.

A cadere dentro le foibe furono fascisti, cattolici, liberaldemocratici, socialisti, uomini di chiesa, donne, anziani e bambini.

La persecuzione proseguì fino alla primavera del 1947, momento in cui venne fissato definitivamente il confine fra l’Italia e la Jugoslavia.

martedì 26 gennaio 2010

Domani è il 27 gennaio: giorno della memoria

Nel 2001 è stato istituito, dalla Repubblica Italiana, il “giorno della memoria”, in ricordo delle persecuzioni e dello sterminio del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.
E’ stata simbolicamente scelta come data atta alla celebrazione il 27 gennaio: giorno in cui, nel 1945, vennero abbattuti i cancelli del lager più tristemente famoso al mondo, Auschwitz.
Anche in Italia c’erano campi di detenzione di polizia, attivi durante l’occupazione nazista fra il settembre 1943 e la primavera 1945: due a Bolzano, a Fossoli, presso Carpi, nel Modenese e la vicina Risiera di San Sabba a Trieste.
Quest’ultimo lager, ricavato da uno stabilimento per la raffinazione del riso nel rione periferico di San Sabba a Trieste, fu destinato ai detenuti politici ed ebrei. Pur rimanendo di dimensioni limitate rispetto ai campi di concentramento e sterminio dell’Europa orientale, la Risiera aveva però una tragica peculiarità: era l’unico campo dell’Europa occidentale provvisto di forno crematorio, per cui non svolgeva solo un ruolo di smistamento per le deportazioni negli altri campi, ma anche quello di uccisione su larga a scala dei prigionieri.
Le vittime della Risiera, secondo calcoli approssimativi, furono oltre 5.000, mentre 20.000 furono le persone rastrellate, imprigionate e deportate. Al numero delle vittime fucilate o asfissiate con i gas di scarico degli autocarri e bruciate, vanno aggiunti i 7.000 fra vecchi, donne e bambini morti di stenti in prigionia. Ogni notte, una barca con soldati delle SS a bordo lasciava il litorale triestino nei pressi della Risiera per scaricare in mare sacchi contenenti le ceneri e i resti dei detenuti passati quel giorno nel forno.
Dal 1965 la Risiera, dopo essere stata utilizzata nel dopoguerra come campo profughi, è stata dichiarata museo nazionale.
San Sabba è anche un sacrario, perché dal 1975 conserva le ceneri delle vittime ritrovate subito dopo la Liberazione e che per trent’anni erano state custodite nel Museo lapidario di San Giusto.
Il museo è stato realizzato nel 1975 su progetto dell’architetto Romano Boico; la cella della morte è stata lasciata intatta.

giovedì 1 ottobre 2009

Trieste: seguendo le orme del Commissario Laurenti

Trieste in giallo. Alla scoperta dei luoghi dello scrittore Veit Heinichen.
Via Dante Alighieri - Via San Nicolò - Dov’è la pipa di Saba?
Una persona senza cuore ha rubato per ben due volte la pipa di bronzo alla… scultura di Umberto Saba. Davanti a quest’opera che ritrae il grande poeta, rivivrete il momento in cui il medico legale Galvano, uno dei protagonisti del libro “Totentanz”, infila per compassione una sigaretta accesa tra le labbra di bronzo della statua.
In Via San Nicolò si trova anche la Libreria Antiquaria Umberto Saba, gestita a inizio Novecento dall’artista triestino.
Piazza Oberdan – Attenti a non perdere il tram.
Lo spettacolare finale di “Totentanz” ha luogo nel mitico “tram di Opicina”, che da oltre un secolo parte da piazza Oberdan e si arrampica sui ripidi pendii del Carso. La fermata dell’Obelisco è l’ideale punto di partenza per passeggiare lungo la” strada Napoleonica”, da cui godrete di una vista spettacolare sulla città e sul golfo.
Via San Silvestro - la più antica chiesa di Trieste.
Ettore Orlando, uno dei personaggi di “Morte in lista d’attesa”, passando davanti alla chiesa di San Silvestro ne commenta la storia. Viene naturale soffermarsi a guardare questa basilica romanica risalente all’undicesimo secolo, la più antica chiesa della città. Messa all’incanto dagli Asburgo nel Settecento, fu acquistata dalla comunità evangelica elvetica, a cui si è aggiunta poi quella valdese.
Via del teatro Romano – Ufficio… con vista
L’ufficio del commissario Laurenti si affaccia direttamente sul teatro romano: un’opera risalente al primo secolo dopo Cristo, che ospitava seimila spettatori. Immaginatela com’era un tempo, prospiciente il blu del mare.
La penna dello scrittore Veit Heinichen descrive una Trieste affascinante e misteriosa, intrisa di arte e cultura, dei profumi di una cucina unica, di scenari sospesi sul mare Adriatico, di intrecci figli di un territorio di confine: una Trieste come non l’avete mai vista, immortalata anche grazie ai film tratti dai libri di Heinichen.
Ora, attraverso emozionanti visite guidate, “seguirete” le orme del protagonista dei romanzi gialli dell’autore tedesco, il commissario Proteo Laurenti; scoprirete i luoghi chiave della sua quotidiana attività di investigatore, ma anche i siti dove vive il tempo libero e si dedica al divertimento. Una Trieste interpretata “dal di fuori”, grazie a uno scrittore che, trasferitosi in questa città mitteleuropea nel 1999, ne fa emergere i suoi aspetti meno consueti e più intriganti.


Visite il 4 e il 25 ottobre - mail to Info.trieste@turismo.fvg.it