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lunedì 17 maggio 2010

VI FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA STORIA

La Storia torna a essere protagonista nel VI Festival internazionale che porta a Gorizia da venerdì 21 a domenica 23 maggio 2010 storici e studiosi, scrittori, giornalisti e testimoni del passato, italiani e stranieri. Tre giorni di incontri, dibattiti, conferenze, interviste, lezioni magistrali, intorno al tema "ORIENTI" per ragionare sugli aspetti storici, geopolitici, antropologici e sociali propri di civiltà che, pur diversissime dalla nostra, intrattengono un rapporto vivo e fecondo con la cultura occidentale, che si definisce sì come "altra" rispetto a un mondo lontano, ma che a quell’orizzonte così distante guarda costantemente.
Per maggiori informazioni andate al sito http://www.estoria.it/

mercoledì 10 febbraio 2010

Oggi è il giorno del ricordo, in memoria delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata

La giornata del ricordo, istituita nel 2004, vuole riportare l’attenzione, con una serie di cebrazioni, su una tragica pagina della storia europea scritta tra il 1943 e il 1947.

Le foibe sono cavità carsiche di origine naturale con un ingresso a strapiombo.

È in quelle voragini dell’Istria, nella zona al confine con l’Italia che sono stati gettati, vivi e morti, quasi diecimila cittadini italiani o comunque di etnia italiana.

L’eccidio partì con la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943: in Istria e in Dalmazia i partigiani slavi si vendicarono contro i fascisti e gli italiani non comunisti, torturarono e gettarono nelle foibe circa un migliaio di persone.

La violenza aumentò poi nella primavera del 1945, quando la Jugoslavia occupò Trieste, Gorizia e l’Istria.

A cadere dentro le foibe furono fascisti, cattolici, liberaldemocratici, socialisti, uomini di chiesa, donne, anziani e bambini.

La persecuzione proseguì fino alla primavera del 1947, momento in cui venne fissato definitivamente il confine fra l’Italia e la Jugoslavia.

martedì 26 gennaio 2010

Domani è il 27 gennaio: giorno della memoria

Nel 2001 è stato istituito, dalla Repubblica Italiana, il “giorno della memoria”, in ricordo delle persecuzioni e dello sterminio del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.
E’ stata simbolicamente scelta come data atta alla celebrazione il 27 gennaio: giorno in cui, nel 1945, vennero abbattuti i cancelli del lager più tristemente famoso al mondo, Auschwitz.
Anche in Italia c’erano campi di detenzione di polizia, attivi durante l’occupazione nazista fra il settembre 1943 e la primavera 1945: due a Bolzano, a Fossoli, presso Carpi, nel Modenese e la vicina Risiera di San Sabba a Trieste.
Quest’ultimo lager, ricavato da uno stabilimento per la raffinazione del riso nel rione periferico di San Sabba a Trieste, fu destinato ai detenuti politici ed ebrei. Pur rimanendo di dimensioni limitate rispetto ai campi di concentramento e sterminio dell’Europa orientale, la Risiera aveva però una tragica peculiarità: era l’unico campo dell’Europa occidentale provvisto di forno crematorio, per cui non svolgeva solo un ruolo di smistamento per le deportazioni negli altri campi, ma anche quello di uccisione su larga a scala dei prigionieri.
Le vittime della Risiera, secondo calcoli approssimativi, furono oltre 5.000, mentre 20.000 furono le persone rastrellate, imprigionate e deportate. Al numero delle vittime fucilate o asfissiate con i gas di scarico degli autocarri e bruciate, vanno aggiunti i 7.000 fra vecchi, donne e bambini morti di stenti in prigionia. Ogni notte, una barca con soldati delle SS a bordo lasciava il litorale triestino nei pressi della Risiera per scaricare in mare sacchi contenenti le ceneri e i resti dei detenuti passati quel giorno nel forno.
Dal 1965 la Risiera, dopo essere stata utilizzata nel dopoguerra come campo profughi, è stata dichiarata museo nazionale.
San Sabba è anche un sacrario, perché dal 1975 conserva le ceneri delle vittime ritrovate subito dopo la Liberazione e che per trent’anni erano state custodite nel Museo lapidario di San Giusto.
Il museo è stato realizzato nel 1975 su progetto dell’architetto Romano Boico; la cella della morte è stata lasciata intatta.

mercoledì 13 gennaio 2010

Grandi uomini in Veneto: Galileo Galilei

Galileo Galilei, vissuto a cavallo tra il XVI e il XVII secolo, è considerato il padre della scienza moderna.
Il suo nome è associato all'introduzione del metodo scientifico (detto spesso metodo galileiano) e anche al perfezionamento del telescopio, che gli permise importanti osservazioni astronomiche.
Di primaria importanza fu il suo ruolo nella rivoluzione astronomica e il suo sostegno al sistema eliocentrico e alle teorie copernicane. Accusato di voler sovvertire la filosofia naturale aristotelica e le Sacre Scritture, Galileo fu per questo condannato come eretico dalla Chiesa cattolica e costretto, il 22 giugno 1633, all'abiura delle sue concezioni astronomiche, nonché a trascorrere il resto della sua vita in isolamento.
Uno dei periodi più "liberi", Galileo lo visse proprio in Veneto, a Padova, dove lavorò in ambito universitario dal 1592-1610.

Sono ancora numerose le tracce del passaggio di questo grande uomo nella nostra regione, soprattutto nell'apertura mentale e nella curiosità tipica della sua gente.

« La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto. »
(Galileo Galilei, Il Saggiatore, Cap. VI)

lunedì 9 novembre 2009

Berlin: Alles Gute zum Geburtstag!

Si celebra oggi il ventennale della caduta del Muro di Berlino: evento storico che ha cambiato i destini dell’Europa.
Tra le varie iniziative per ricordare i concitati eventi berlinesi del 1989, il 5 novembre scorso c’è stato il concerto gratuito (durato mezz’ora) degli U2.
La band irlandese ha voluto così omaggiare questa città simbolo della riconciliazione, in concomitanza con gli Mtv Ema. Bono, the Edge e gli altri, con alle spalle proiezioni dei graffiti del muro, hanno aperto il concerto con One: canzone dai poteri ascensionali che ha fatto rivolgere gli occhi al cielo per cercare alle spalle gli angeli di Wenders.
In diecimila hanno assistito al cocerti, sotto il nevischio, intirizziti dal freddo, stipati in prossimità della Porta di Brandeburgo.
Quest’ultima è uno dei monumenti più caratteristici di Berlino, costruita alla fine del XVII secolo.

Qui la popolazione berlinese si ritrovò il 22 dicembre 1989 per abbattere il muro eretto il 31 agosto 1961, per impedire agli abitanti di Berlino Est, sottoposti al regime comunista, di rifugiarsi a Berlino Ovest.
Nel corso degli anni, molti avevano cercato comunque di scavalcare il muro, perdendo la vita sotto i colpi del regime comunista.
Verso la fine degli anni Ottanta, il comunismo in Europa crollò quasi ovunque: il 9 novembre 1989 il portavoce del governo comunista della Germania dell’Est dichiarò che i confini con la Germania occidentale erano ufficialmente aperti.
La popolazione si trovò in piazza il 22 dicembre per festeggiare la riunificazione. Il muro è stato poi abbattuto quasi totalmente, salvo alcuni tratti.
Ma stasera alle 20, nell'angolo nord est del vicino edificio del Reichstag, Lech Walesa e l'ex primo ministro ungherese Miklos Nemeth, innescheranno la caduta a catena di alcuni "pezzi di muro". Alle 20.15 il Presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso e il Presidente del Parlamento europeo Jerzy Buzek faranno altrettanto con il tratto più lungo di muro a Potzdamer Platz. Alle 20.20 cadranno anche gli ultimi tratti di muro a Piazza 18 Marzo.


Se volete capire un po’ di più cosa ha rappresentato per gli abitanti di Berlino Est la caduta del muro vi consigliamo la visione di Good Bye Lenin!: film del 2003 diretto da Wolfgang Becker, storia poetica e un po’ umoristica di una famiglia dell’est dopo la caduta del regime.