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venerdì 10 febbraio 2012

Giorno del Ricordo 10.02.2012

Come avvenuto in occasione della Giornata della Memoria per non dimenticare le vittime della Shoah, la Rai rinnova il suo impegno anche per il Giorno del Ricordo che si celebra oggi in memoria dei martiri delle foibe e dell’esodo dei profughi giuliani, istriani e dalmati che furono perseguitati dalle milizie partigiane del maresciallo Tito dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943.

Rai Uno stasera, all’interno di Tv7, in onda alle 23.25, trasmetterà "Foibe", il docu-film realizzato dal giornalista del Tg1 Roberto Olla sul dramma degli ‘infoibati’.

Su Rai Tre, in seconda serata, alle 23.10, verrà trasmesso il documentario "Sette storie istriane" firmato da Nevio Casadio.

Sul canale Rai Storia, alle 18.05 e alle 2.35 di notte, sarà trasmesso un segmento della collana Combat film di Italo Moscati e Roberto Olla dedicato proprio al dramma delle foibe e all’occupazione jugoslava di Trieste alla fine della Seconda Guerra mondiale.

Su Rai Premium, alle 22.45, andrà in onda invece "Il cuore nel pozzo", fiction di Alberto Negrin con Giuseppe Fiorello, Leo Gullotta e Antonia Liskova.

Rai Movie proporrà in prima serata "Porzus", controverso film di Renzo Martinelli su una drammatica pagina della Resistenza Italiana: la faida fratricida tra la brigata Osoppo (legata al partito d’azione) e la brigata comunista (GAP) guidata dal comandante Geko.

mercoledì 10 febbraio 2010

Oggi è il giorno del ricordo, in memoria delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata

La giornata del ricordo, istituita nel 2004, vuole riportare l’attenzione, con una serie di cebrazioni, su una tragica pagina della storia europea scritta tra il 1943 e il 1947.

Le foibe sono cavità carsiche di origine naturale con un ingresso a strapiombo.

È in quelle voragini dell’Istria, nella zona al confine con l’Italia che sono stati gettati, vivi e morti, quasi diecimila cittadini italiani o comunque di etnia italiana.

L’eccidio partì con la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943: in Istria e in Dalmazia i partigiani slavi si vendicarono contro i fascisti e gli italiani non comunisti, torturarono e gettarono nelle foibe circa un migliaio di persone.

La violenza aumentò poi nella primavera del 1945, quando la Jugoslavia occupò Trieste, Gorizia e l’Istria.

A cadere dentro le foibe furono fascisti, cattolici, liberaldemocratici, socialisti, uomini di chiesa, donne, anziani e bambini.

La persecuzione proseguì fino alla primavera del 1947, momento in cui venne fissato definitivamente il confine fra l’Italia e la Jugoslavia.