Visualizzazione post con etichetta storie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta storie. Mostra tutti i post

lunedì 4 gennaio 2010

Pan e Vin

Una delle più caratteristiche tradizioni popolari del Veneto è la "casera": un falò di grandi cataste di legno e frasche, che viene acceso alla vigilia dell'epifania.
In alcune zone del Veneto la casera viene chiamata "panevìn" (da "pane e vino", il cibo povero che si consumava durante il falò).
Il rogo viene benedetto dal parroco con l'acqua santa e lo scoppiettare del fuoco viene identificato con il demonio infuriato che fugge.
Sembra che questa usanza risalga a riti pre-cristiani: i Celti infatti accendevano dei fuochi per ingraziarsi le divinità e bruciavano un fantoccio rappresentante il passato.
Ancor oggi la fiamma simboleggia la speranza e la forza di bruciare il vecchio (non a caso si può bruciare la "vecchia" posta sopra la pira di legna) e la direzione delle scintille viene letta come presagio per il futuro: verso est ci sarà buona sorte nei mesi a venire, verso ovest sarà tempo per andare in cerca di fortuna.
In passato mentre il falò ardeva, i contadini in cerchio gridavano e cantavano varie formule augurali.
Il rito dei fuochi è anche un momento in cui la comunità si raccoglie per stare in compagnia. Viene accompagnato dalla degustazione di vin brulé e di pinza, focaccia tipica di questa festa.
Quindi se la sera del 5 gennaio state attraversando la campagna Veneta e vedete dei fuochi nei campi, non spaventatevi... fermatevi, parcheggiate la macchina e andate a festeggiare!
Partecipare a questo rito propiziatorio porta bene!

lunedì 14 dicembre 2009

Una cittadina di Caorle davvero speciale!

Tra i cittadini di Caorle c’è una donna veramente speciale: Rigoberta Menchú Tum.
Rigoberta Menchú Tum è una pacifista guatemalteca, che ha ricevuto nel 1992 il Premio Nobel per la Pace, datole "in riconoscimento dei suoi sforzi per la giustizia sociale e la riconciliazione etno-culturale basata sul rispetto per i diritti delle popolazioni".
La Menchú iniziò a lavorare come bracciante agricola migrante, all'età di cinque anni, in condizioni che causarono la morte dei suoi fratelli ed amici. Da adulta, si unì a membri della sua famiglia in azioni contro i militari per i loro abusi dei diritti umani.
La violenza la costrinse all'esilio nel 1981.
Nel 1991 partecipò alla stesura da parte delle Nazioni Unite di una dichiarazione dei diritti dei popoli indigeni.
Rigoberta Menchú è ambasciatrice per l'ONU ed è tornata in Guatemala per lavorare al cambiamento del paese.
La Menchú appartiene al gruppo etnico indigeno dei Maya Quiché e dal 2002 è stata insignita della cittadinanza onoraria di Caorle.