Visualizzazione post con etichetta storia della lingua. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta storia della lingua. Mostra tutti i post

venerdì 1 marzo 2013

Dedicato agli appassionati di storia della lingua italiana

Sul sito "Italica" della Rai Internazionale esiste un'interessantissima sezione monografica dedicata alla Storia della Lingua Italiana.
Dopo aver definito i confini linguistici e politici, vengono analizzate le comunità linguistiche e i rapporti con i "confini mediterranei" dell'Italia. 
Dall'Italiano di ieri, si passa all'Italiano di oggi, con le influenze dovute alle immigrazioni e alle lingue diverse dall'Italiano, presenti oggi in Italia.

lunedì 6 febbraio 2012

...mente

Gli avverbi che terminano in mente (prontamente, attentamente ecc.) sono costituiti dall'unione della forma femminile dell'aggettivo con il suffisso indicato. Ma, come mai si usa come base proprio la forma femminile dell'aggettivo?

Troviamo una risposta a questa domanda se ricerchiamo l'etimologia dell'avverbio, cioè la sua origine e la sua storia.

Esaminiamo ad esempio l'avverbio lietamente. Lietamente ha origine dalla locuzione latina laeta mente, che voleva dire "con mente, con disposizione d'animo gioiosa", poiché mente era una forma del nome mens, mentis che significava appunto mente, disposizione d'animo.

Siccome questo nome in latino era femminile, anche l'aggettivo che lo accompagnava doveva essere declinato al femminile. E l'abitudine di usare il femminile dell'aggettivo si è mantenuta nel tempo, anche quando le due parole (il nome mente e l'aggettivo che l'accompagnava) si sono fuse insieme e mente ha mantenuto solo una funzione di suffisso.

venerdì 12 novembre 2010

Non è mai troppo tardi...per l'Italiano

La lingua italiana nasce dal volgare, cioè da una lingua, derivante dal latino, parlata dal popolo.
Fu il Cardinale Pietro Bembo che nel Cinquecento regolò la Lingua Italiana basandola sull’uso che ne avevano fatto i grandi scrittori toscani del Trecento: Dante Alighieri, Giovanni Boccaccio e Francesco Petrarca.
Nel corso dell’Ottocento Alessandro Manzoni, con il suo celebre romanzo storico "I Promessi Sposi", apportò notevoli cambiamenti alla lingua italiana, abbassandone il registro, per calarla nella realtà a lui contemporanea.
Ma l'alfabetizzazione di massa, di un popolo che ancor oggi continua a parlare i suoi numerosi dialetti, avvenne solo nella seconda metà del Novecento, grazie ai Mass Media con in testa la televisione, attraverso programmi popolari come “Non è mai troppo tardi” condotto da Alberto Manzi e trasmesso dalla RAI. Questa trasmissione ebbe inizio il 15 novembre 1960 e venne sospesa solo nel 1968, dopo 484 puntate, grazie all'aumento della frequenza della scuola dell'obbligo.

mercoledì 20 gennaio 2010

lingue in prestito

Le parole non provenienti dal latino che fanno parte del lessico italiano provengono in buona parte dalle lingue dei popoli con cui gli italiani sono venuti in contatto, direttamente o indirettamente nei secoli, per vicende storiche, economiche, sociali, politiche e culturali.
Queste parole, che coprono una buona parte della percentuale di parole di origine non latina e che hanno arricchito il lessico italiano di termini importanti ed essenziali, sono dette prestiti, e più precisamente:
-prestiti integrati, quando sono stati adattati foneticamente, cioè hanno assunto una grafia e una pronuncia italiana, subendo mutazioni di genere (femminile e maschile) o numero (singolare e plurale), in modo da risultare parole italiane a tutt gli effetti. E' il caso di parole come "giardino" (dal franco-provenzale jardin), "bistecca" (dall'inglese beefsteak) e "zucchero" (dall'arabo súkkar);
-prestiti non integrati, quando, essendo entrati nella lingua italiana in epoca "recente", hanno conservato la loro forma (la grafia e, in certi casi, anche la pronuncia) originaria e quindi, sono invariabili (al plurale hanno la stessa forma del singolare). E' il caso di parole come "dessert" (dal francese dessert), "golpe" (dallo spagnolo golpe), "sport" (dall'inglese sport), "würstel" (dal tedesco würstel) e "robot" (dal ceco robot).

giovedì 14 gennaio 2010

...andare a Canossa

Questo modo di dire deriva da un episodio storico avvenuto in un periodo di grandi scontri fra Chiesa e Impero.
Nel gennaio del 1077, Matilde, marchesa di Toscana, donna energica e diplomatica, ospitava il papa Gregorio VII nel suo castello di Canossa (sull’Appennino Emiliano).
L’imperatore Enrico IV, che era stato scomunicato per aver sostenuto che il suo potere era anche spirituale, attraversò le Alpi e giunse fin lì per farsi perdonare dal papa. Attese tre giorni fuori dal castello, nel freddo inverno, prima di essere ammesso. Ottenne quindi la remissione della scomunica e giurò fedeltà al papa.
Da quel momento la frase “andare a Canossa” indicò un’azione, un atto di pentimento e di sottomissione.

venerdì 8 gennaio 2010

...il dado è tratto!

Il 10 gennaio del 49 a.C., sulle rive del fiume Rubicone (Romagna), che segnava il confine tra Italia e Gallia Cisalpina, Giulio Cesare proferì la famosa frase: “Alea iacta est”, ovvero: “il dado è tratto”. L’attraversamento del Rubicone significava infatti violare la legge che proibiva l’ingresso di uomini armati entro i confini dell’Italia e segnò l’inizio della guerra civile, conclusasi con la fine della Repubblica e l’inizio della dittatura personale di Giulio Cesare.

Oggi la frase allude a un’azione dopo la quale non si può più tornare indietro.

mercoledì 30 dicembre 2009

"passare la notte in bianco"


Sapete cosa si intende con l’espressione “passare una notte in bianco”?

Non riuscire a chiudere occhio...


Questo perché nel Medioevo chi doveva essere nominato cavaliere passava, vestito di bianco, una notte insonne.

lunedì 30 novembre 2009

...abbiamo fatto 30, facciamo 31

Sapete cosa si intende con l’espressione “abbiamo fatto 30, facciamo 31”?
Significa accettare di svolgere un lavoro imprevisto, dopo essersi già dati molto da fare.

Questo perché nel 1517 papa Leone X creò 30 nuovi cardinali, poi ricordò di avere escluso un prelato di grandi meriti e lo aggiunse.

martedì 24 novembre 2009

..."essere al verde"

Sapete cosa si intende con l’espressione “essere al verde”?
Significa non avere più soldi.
Questo perché anticamente all’inizio di un’asta, il banditore accendeva una candela tinta di verde alla base. Quando la fiamma arrivava al verde l’asta terminava.
Oppure l’asta si concludeva quando nessuno aveva più soldi: da qui nasce il detto.

lunedì 16 novembre 2009

..."Paganini non ripete"


Sapete cosa si intende con l’espressione “Paganini non ripete”?
Significa rifiutarsi di ripetere un gesto o una frase.

Questo perché nel 1825, Niccolò Paganini si esibì al violino di fronte al re Carlo Felice.

Il re gli chiese un bis, ma il grande musicista rifiutò.

lunedì 2 novembre 2009

Fare le cose alla carlona

Sapete cosa vuol dire “fare le cose alla carlona”?
Significa fare le cose in maniera poco curata, frettolosa, con trascuratezza.



L’espressione deriva da Carlone, nome popolare di Carlo Magno, presentato nei tardi poemi cavallereschi come un sovrano "alla buona" (semplice, affabile ma un po' superficiale).