venerdì 1 marzo 2013
Dedicato agli appassionati di storia della lingua italiana
lunedì 6 febbraio 2012
...mente

Gli avverbi che terminano in mente (prontamente, attentamente ecc.) sono costituiti dall'unione della forma femminile dell'aggettivo con il suffisso indicato. Ma, come mai si usa come base proprio la forma femminile dell'aggettivo?
Troviamo una risposta a questa domanda se ricerchiamo l'etimologia dell'avverbio, cioè la sua origine e la sua storia.
Esaminiamo ad esempio l'avverbio lietamente. Lietamente ha origine dalla locuzione latina laeta mente, che voleva dire "con mente, con disposizione d'animo gioiosa", poiché mente era una forma del nome mens, mentis che significava appunto mente, disposizione d'animo.
Siccome questo nome in latino era femminile, anche l'aggettivo che lo accompagnava doveva essere declinato al femminile. E l'abitudine di usare il femminile dell'aggettivo si è mantenuta nel tempo, anche quando le due parole (il nome mente e l'aggettivo che l'accompagnava) si sono fuse insieme e mente ha mantenuto solo una funzione di suffisso.
venerdì 12 novembre 2010
Non è mai troppo tardi...per l'Italiano
La lingua italiana nasce dal volgare, cioè da una lingua, derivante dal latino, parlata dal popolo.mercoledì 20 gennaio 2010
lingue in prestito
Le parole non provenienti dal latino che fanno parte del lessico italiano provengono in buona parte dalle lingue dei popoli con cui gli italiani sono venuti in contatto, direttamente o indirettamente nei secoli, per vicende storiche, economiche, sociali, politiche e culturali.giovedì 14 gennaio 2010
...andare a Canossa
Questo modo di dire deriva da un episodio storico avvenuto in un periodo di grandi scontri fra Chiesa e Impero.Nel gennaio del 1077, Matilde, marchesa di Toscana, donna energica e diplomatica, ospitava il papa Gregorio VII nel suo castello di Canossa (sull’Appennino Emiliano).
L’imperatore Enrico IV, che era stato scomunicato per aver sostenuto che il suo potere era anche spirituale, attraversò le Alpi e giunse fin lì per farsi perdonare dal papa. Attese tre giorni fuori dal castello, nel freddo inverno, prima di essere ammesso. Ottenne quindi la remissione della scomunica e giurò fedeltà al papa.
Da quel momento la frase “andare a Canossa” indicò un’azione, un atto di pentimento e di sottomissione.
venerdì 8 gennaio 2010
...il dado è tratto!
Il 10 gennaio del 49 a.C., sulle rive del fiume Rubicone (Romagna), che segnava il confine tra Italia e Gallia Cisalpina, Giulio Cesare proferì la famosa frase: “Alea iacta est”, ovvero: “il dado è tratto”. L’attraversamento del Rubicone significava infatti violare la legge che proibiva l’ingresso di uomini armati entro i confini dell’Italia e segnò l’inizio della guerra civile, conclusasi con la fine della Repubblica e l’inizio della dittatura personale di Giulio Cesare.Oggi la frase allude a un’azione dopo la quale non si può più tornare indietro.
mercoledì 30 dicembre 2009
"passare la notte in bianco"
lunedì 30 novembre 2009
...abbiamo fatto 30, facciamo 31
Sapete cosa si intende con l’espressione “abbiamo fatto 30, facciamo 31”?Significa accettare di svolgere un lavoro imprevisto, dopo essersi già dati molto da fare.
Questo perché nel 1517 papa Leone X creò 30 nuovi cardinali, poi ricordò di avere escluso un prelato di grandi meriti e lo aggiunse.
martedì 24 novembre 2009
..."essere al verde"
Sapete cosa si intende con l’espressione “essere al verde”?lunedì 16 novembre 2009
..."Paganini non ripete"

Sapete cosa si intende con l’espressione “Paganini non ripete”?
Significa rifiutarsi di ripetere un gesto o una frase.
lunedì 2 novembre 2009
Fare le cose alla carlona
Sapete cosa vuol dire “fare le cose alla carlona”?Significa fare le cose in maniera poco curata, frettolosa, con trascuratezza.
L’espressione deriva da Carlone, nome popolare di Carlo Magno, presentato nei tardi poemi cavallereschi come un sovrano "alla buona" (semplice, affabile ma un po' superficiale).

