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lunedì 29 settembre 2014

4 ottobre alle 21.00 all'auditorium Vivaldi di Jesolo: Simone Cristicchi in "Magazzino 18"


Al Porto Vecchio di Trieste c’è un “luogo della memoria” particolarmente toccante: una sedia, accatastata assieme a molte altre, porta un nome, una sigla, un numero e la scritta “Servizio Esodo”, così come tanti altri oggetti.
Con il trattato di pace del 1947 l’Italia perdette vasti territori dell’Istria e della fascia costiera, e quasi 350 mila persone scelsero – davanti a una situazione intricata e irta di lacerazioni – di lasciare le loro terre natali destinate ad essere jugoslave e proseguire la loro esistenza in Italia.
Simone Cristicchi è rimasto colpito da questa scarsamente frequentata pagina della nostra storia ed ha deciso di ripercorrerla, con l'aiuto di Jan Bernas e Antonio Calenda, in un testo che prende il titolo proprio da quel luogo nel Porto Vecchio di Trieste: il Magazzino 18.

mercoledì 10 febbraio 2010

Oggi è il giorno del ricordo, in memoria delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata

La giornata del ricordo, istituita nel 2004, vuole riportare l’attenzione, con una serie di cebrazioni, su una tragica pagina della storia europea scritta tra il 1943 e il 1947.

Le foibe sono cavità carsiche di origine naturale con un ingresso a strapiombo.

È in quelle voragini dell’Istria, nella zona al confine con l’Italia che sono stati gettati, vivi e morti, quasi diecimila cittadini italiani o comunque di etnia italiana.

L’eccidio partì con la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943: in Istria e in Dalmazia i partigiani slavi si vendicarono contro i fascisti e gli italiani non comunisti, torturarono e gettarono nelle foibe circa un migliaio di persone.

La violenza aumentò poi nella primavera del 1945, quando la Jugoslavia occupò Trieste, Gorizia e l’Istria.

A cadere dentro le foibe furono fascisti, cattolici, liberaldemocratici, socialisti, uomini di chiesa, donne, anziani e bambini.

La persecuzione proseguì fino alla primavera del 1947, momento in cui venne fissato definitivamente il confine fra l’Italia e la Jugoslavia.