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lunedì 17 marzo 2014

Portogruaro e la Grande Guerra: la storia dei cittadini


Il Comune di Portogruaro sta organizzando delle iniziative di celebrazione per il Centenario dello scoppio della Prima Guerra Mondiale. 
A tale scopo il Comune ha avviato una raccolta di documenti (lettere, fotografie, articoli di giornale, diari, mappe, cartoline, documenti dell’epoca) del periodo bellico posseduti dai cittadini. 
Si specifica che i cittadini che consegneranno i documenti, lo faranno solo per il tempo strettamente necessario alla scansione degli stessi.

Per la consegna dei documenti sarà disponibile l’Ufficio Cultura, presso il Palazzo Municipale (orari: da lunedì a venerdì 10 - 12; mercoledì anche 15 - 17).  
INFO:0421-277230/231;e.mail: luisa.pizzolitto@comune.portogruaro.ve.it

claudia.artico@comune.portogruaro.ve.it

martedì 2 marzo 2010

8 marzo

Le origini della festa dell'8 Marzo risalgono al 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare.
Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire.

Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme.

Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia.

giovedì 18 febbraio 2010

Il corpo di Sant'Antonio esposto in Basilica a Padova

Fino a sabato 20 febbraio, i fedeli potranno vedere, dopo 29 anni dall'ultima esposizione, le spoglie, lo scheletro, di Sant'Antonio, presso la Basilica di Padova.
Sono esposte nella cappella delle reliquie, sopra la teca che solitamente custodisce i resti del saio del Santo.

L'ultima esposizione delle spoglie risale al marzo del 1981 quando, in occasione del 750esimo anniversario della morte del Santo, arrivarono 650mila persone durante quattro settimane di preghiera.

Le spoglie sono esposte all'interno di una teca di vetro antisfondamento.

L'ostensione coincide con la festa liturgica della Traslazione di S. Antonio (detta anche Festa della Lingua), che si celebra ogni anno in Basilica il 15 febbraio, a ricordo soprattutto della prima traslazione del Corpo del Santo, avvenuta l'8 aprile 1263 ad opera di San Bonaventura (che trovò in quell'occasione la Lingua incorrotta) e di quella del 15 febbraio 1350, quando la tomba del Santo ebbe la sua definitiva sistemazione nell'attuale Cappella dell'Arca.

mercoledì 10 febbraio 2010

Oggi è il giorno del ricordo, in memoria delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata

La giornata del ricordo, istituita nel 2004, vuole riportare l’attenzione, con una serie di cebrazioni, su una tragica pagina della storia europea scritta tra il 1943 e il 1947.

Le foibe sono cavità carsiche di origine naturale con un ingresso a strapiombo.

È in quelle voragini dell’Istria, nella zona al confine con l’Italia che sono stati gettati, vivi e morti, quasi diecimila cittadini italiani o comunque di etnia italiana.

L’eccidio partì con la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943: in Istria e in Dalmazia i partigiani slavi si vendicarono contro i fascisti e gli italiani non comunisti, torturarono e gettarono nelle foibe circa un migliaio di persone.

La violenza aumentò poi nella primavera del 1945, quando la Jugoslavia occupò Trieste, Gorizia e l’Istria.

A cadere dentro le foibe furono fascisti, cattolici, liberaldemocratici, socialisti, uomini di chiesa, donne, anziani e bambini.

La persecuzione proseguì fino alla primavera del 1947, momento in cui venne fissato definitivamente il confine fra l’Italia e la Jugoslavia.

martedì 26 gennaio 2010

Domani è il 27 gennaio: giorno della memoria

Nel 2001 è stato istituito, dalla Repubblica Italiana, il “giorno della memoria”, in ricordo delle persecuzioni e dello sterminio del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.
E’ stata simbolicamente scelta come data atta alla celebrazione il 27 gennaio: giorno in cui, nel 1945, vennero abbattuti i cancelli del lager più tristemente famoso al mondo, Auschwitz.
Anche in Italia c’erano campi di detenzione di polizia, attivi durante l’occupazione nazista fra il settembre 1943 e la primavera 1945: due a Bolzano, a Fossoli, presso Carpi, nel Modenese e la vicina Risiera di San Sabba a Trieste.
Quest’ultimo lager, ricavato da uno stabilimento per la raffinazione del riso nel rione periferico di San Sabba a Trieste, fu destinato ai detenuti politici ed ebrei. Pur rimanendo di dimensioni limitate rispetto ai campi di concentramento e sterminio dell’Europa orientale, la Risiera aveva però una tragica peculiarità: era l’unico campo dell’Europa occidentale provvisto di forno crematorio, per cui non svolgeva solo un ruolo di smistamento per le deportazioni negli altri campi, ma anche quello di uccisione su larga a scala dei prigionieri.
Le vittime della Risiera, secondo calcoli approssimativi, furono oltre 5.000, mentre 20.000 furono le persone rastrellate, imprigionate e deportate. Al numero delle vittime fucilate o asfissiate con i gas di scarico degli autocarri e bruciate, vanno aggiunti i 7.000 fra vecchi, donne e bambini morti di stenti in prigionia. Ogni notte, una barca con soldati delle SS a bordo lasciava il litorale triestino nei pressi della Risiera per scaricare in mare sacchi contenenti le ceneri e i resti dei detenuti passati quel giorno nel forno.
Dal 1965 la Risiera, dopo essere stata utilizzata nel dopoguerra come campo profughi, è stata dichiarata museo nazionale.
San Sabba è anche un sacrario, perché dal 1975 conserva le ceneri delle vittime ritrovate subito dopo la Liberazione e che per trent’anni erano state custodite nel Museo lapidario di San Giusto.
Il museo è stato realizzato nel 1975 su progetto dell’architetto Romano Boico; la cella della morte è stata lasciata intatta.