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venerdì 25 novembre 2011

Aspettando Natale...

Tra un mese è Natale!

Uno dei simboli più diffusi di questa festa è l'agrifoglio; sapete perchè?

C'è una leggenda che narra che un pastorello, quando gli angeli annunciarono la nascita di Cristo, decise di recarsi a rendere omaggio a Gesù.

Il bambino, sulla via di Betlemme, intrecciò una corona di rami di alloro per Cristo, ma quando arrivò al suo cospetto, il dono gli sembrò indegno e il pastorello cominciò a piangere.

Allora Gesù Bambino toccò la corona: le foglie cominciarono a brillare di un verde intenso e le lacrime del pastorello diventarono delle bellissime bacche rosse.

Proprio per questa leggenda è uso regalare delle bacche per Natale (agrifoglio o vischio): esse sono augurio di prosperità.

lunedì 21 novembre 2011

21 novembre: Festa della Madonna della Salute a Venezia

Questa celebrazione risale alla terribile pestilenza diffusasi a Venezia nel 1630. Il Senato e il Doge Nicolò Contarini decisero di ricorrere all'intercessione della Vergine, facendo voto di erigere un tempio in Suo nome, non appena il flagello fosse finito. Così quando nel Novembre del 1631, la pestilenza cessò, il Governo si affrettò a mantenere la promessa. Su disegno dell'architetto Baldassare Longhena, si diede inizio alla costruzione del tempio, che fu terminato 56 anni dopo.

Il 21 Novembre di ogni anno si celebra questa ricorrenza con una processione guidata dal Patriarca che, partendo da San Marco ed attraverso un ponte di barche costruito sul Canal Grande, si conclude solennemente nella Chiesa della Salute.
I Veneziani si recano a migliaia a chiedere la Grazia davanti alla Madonna, splendente fra centinaia di candele portate dagli stessi fedeli.

mercoledì 2 novembre 2011

Veneto: spettacoli di mistero

"Veneto: spettacoli di Mistero" vedrà nei luoghi più suggestivi del nostro territorio la messa in scena, a volte rivisitata, delle antiche leggende venete, provenienti dalla tradizione orale.

Promosso dalla Regione Veneto, il Festival del Mistero è organizzato dalle Pro Loco, che daranno vita a oltre duecento eventi: storie di streghe, di demoni, di folletti dispettosi, di fate generose e di antichi tiranni... mille fantasmi sono pronti a essere evocati per raccontarci storie di misteri.

Date un occhio al programma !



martedì 11 maggio 2010

La città di Caorle ospiterà, sabato 15 maggio 2010, la seconda edizione de La Notte Bianca del Gusto.
I negozi rimarranno aperti fino a tarda notte, i pub e i locali sulla spiaggia proporranno musica dal vivo e ci sarà animazione per grandi e piccini.
Infine un mercatino di prodotti tipici vi travolgerà con i suoi profumi e i suoi colori.

Non mancate!

martedì 4 maggio 2010

Bentornato Sior Rioba

E' stata ritrovata la testa marmoria della statua di "Sior Rioba", rubata il primo maggio in Campo dei Mori, a Venezia. La testa, caratterizzata dal naso in ferro che la leggenda vuole portare fortuna, è stata rinvenuta in una calle a Cannareggio da un operatore ecologico che poi l'ha consegnata ai carabinieri. Al momento non è ancora chiaro se si è trattato di un furto su commissione o di un atto vandalico.
La scoperta del furto era stata fatta da alcuni turisti francesi ed aveva causato l'indignazione di tutti i veneziani e per questo ad indagare sul furto c'erano sia la Polizia che la squadra Scientifica.
L'Associazione Olivolo, a difesa delle tradizioni veneziane, aveva anche creato su Facebook una frequentatissima pagina "Cercasi Rioba disperatamente" e proprio dal social network è arrivata la buona notizia del ritrovamento. In città ci si prepara ad una grande festa.

venerdì 23 aprile 2010

25 aprile: festa del bocòlo

Il 25 Aprile è il giorno in cui si celebra la liberazione dell'Italia dalla dittatura fascista, ma è anche il giorno di San Marco, festa del patrono di Venezia.
Questa festa, in Veneto, viene anche chiamata "festa del bòcolo" (festa del bocciolo di rosa), che viene donato da mariti, fidanzati, figli a mogli, fidanzate e mamme, richiamando alla memoria l'antica leggenda del contrastato amore tra la nobildonna Maria Partecipazio ed il trovatore Tancredi.
Nell’intento di superare gli ostacoli per la diversità di classe sociale, Tancredi parte per la guerra cercando di ottenere fama militare, che lo renda degno di tanto altolocata sposa. Purtroppo però cade ferito a morte sopra un roseto che si tinge di rosso con il suo sangue. Tancredi morente affida a Orlando, il paladino, un bocciolo di quel roseto perché lo consegni alla sua amata. Orlando fedele alla promessa giunge a Venezia il giorno prima di San Marco e consegna alla nobildonna il bocciolo quale estremo messaggio d’amore del perito spasimante. La mattina seguente Maria Partecipazio viene trovata morta con il bocciolo rosso posato sul cuore e da allora gli amanti veneziani usano quel fiore come emblematico pegno d’amore.

giovedì 1 aprile 2010

Ricetta Pasquale

L’agnello è il piatto tipico della tradizione pasquale italiana. Il suo consumo in quest’occasione è riconducibile già all’Antico Testamento.
Per gli Ebrei, infatti, la tradizione di mangiare l’agnello a Pasqua ricorda il sacrificio offerto al Dio d’Israele dal suo popolo prima di abbandonare l’Egitto.
La sera prima dell’Esodo, infatti, Mosé ordinò al suo popolo di sacrificare un agnello, di cospargere le porte delle proprie abitazioni con il suo sangue, di arrostirlo e mangiarlo con pane azzimo. Questa tradizione è stata tramandata anche nella Pasqua cristiana dove, però, l’agnello è il simbolo del sacrificio di Gesù Cristo per la salvezza dell’umanità.

Vi riportiamo qui di seguito una ricetta proposta dalla prestigiosa Accademia Barilla:

Cosciotto di agnello in umido

Ingredienti per 4 persone
1 kg di cosciotto di agnello
800 g di pomodori maturi
100 g di cipolle
10 g di rosmarino
10 g d'aglio
100 g di olio extravergine di oliva
sale e pepe q.b.
Preparazione
30 minuti per la preparazione + 1 ora per la cottura

Procedimento
Disossate il cosciotto l’agnello e imbrigliatelo in modo saldo, con spago da cucina, così durante la cottura, resta ben sodo e non perde la sua forma.

Con un coltello a lama lunga, stretta e ben affilata, incidete profondamente la carne inserendo all’interno un trito sottile di erbe aromatiche, salvia, rosmarino e dell’aglio.

Mettete l’agnello in una padella a bordi alti, condite con sale e pepe, lasciando rosolare a fuoco vivo su tutta la superficie. Incorporate la cipolla tritata e mescolando di tanto in tanto, continuate la cottura. Lavate e passate i pomodori nel passaverdure. Unite la polpa di pomodoro all’agnello e coprite il recipiente con un coperchio, lasciando cuocere a calore moderato per 45 minuti. Abbiate cura di controllare di tanto in tanto e condite il tutto con sale e pepe.

Tagliate l’agnello a fette, disponetelo sul piatto da portata, cospargetelo con la salsa calda e servite subito.

Consigli dello Chef
La carne di agnello non deve essere eccessivamente cotta, altrimenti risulterà stopposa. L’intingolo, ottenuto durante la cottura, servirà per accompagnare l’agnello una volta tagliato a fette. Potete marinare il cosciotto in vino rosso, prima della cottura, per eliminare parte del gusto caratteristico.

lunedì 29 marzo 2010

I Baraboi...

El Barabao è un essere immaginario considerato nei tempi antichi il protettore delle campagne venete. Nel Medioevo la gente lo tramutò in un essere incattivito e ostile all'uomo.

Dalla parola Barabao arriva la parola caorlotta "Baraboi". I Baraboi sono 5 uomini che da secoli, durante la Processione della Via Crucis del Venerdì Santo, portano la Croce. Loro incedono scalzi, vestiti di nero, incappucciati, destando curiosità e paura... Se non li avete mai visti, avrete l'occasione di vederli Venerdì prossimo.

martedì 16 marzo 2010

La Colomba Pasquale

E' un dolce, la cui preparazione richiede molta pazienza e precisione... ma ne vale davvero la pena!

Ingredienti: 600 gr di farina bianca; 250 gr di burro; 150 gr di scorze di cedro candite; 160 gr di zucchero semolato; 100 gr di latte; 25 gr di lievito di birra; 50 gr di mandorle; 30 gr di zucchero a grana grossa; 5 uova (1 intero e 4 tuorli); 1 limone; sale.

Preparazione:Impastate 200 gr di farina con il lievito sciolto in acqua tiepida e formate un panetto di giusta consistenza. Immergetelo in un recipiente di acqua tiepida dopo avervi effettuato due tagli a croce con un coltello affilato. Coprite con un coperchio finché il panetto, lievitando, verrà a galla.Versate sulla spianatoia 300 gr di farina, mezzo cucchiaio di sale e la scorza grattugiata del limone. Mescolate bene, fate la fontana e ponete al centro 150 gr di zucchero semolato, 4 tuorli, 125 gr di burro ammorbidito. Impastate il tutto aggiungendo latte tiepido. Quando la pasta sarà soda, amalgamatevi il panetto lievitato e scolato. Lavorate il tutto, fatene una palla che metterete a lievitare in una ciotola infarinata. Quando sarà aumentata di un terzo, rovesciatela sulla spianatoia, amalgamatevi 40 gr di burro ammorbidito e lavoratela per 10 minuti. Rimettete ancora la pasta a lievitare finché non avrà raddoppiato il volume. Lavoratela di nuovo aggiungendo altro burro e pezzetti di cedro candito, sbattendo energicamente la pasta per 10 minuti. Dividetela quindi in due parti: una per il corpo della colomba, l'altra per le ali. Coprite la pasta con un telo infarinato e lasciatela lievitare di nuovo. Una volta pronta e modellata mettetela sulla placca da forno, spennellatela con l'uovo sbattuto, aggiungete le mandorle e lo zucchero in granella. Infornate a 190° ma dopo 10 minuti scendete a 180° coprendo la pasta con un foglio di carta pergamena imburrato. Lasciate cuocere per 20 minuti, togliete dal forno e fate freddare.

giovedì 18 febbraio 2010

Il corpo di Sant'Antonio esposto in Basilica a Padova

Fino a sabato 20 febbraio, i fedeli potranno vedere, dopo 29 anni dall'ultima esposizione, le spoglie, lo scheletro, di Sant'Antonio, presso la Basilica di Padova.
Sono esposte nella cappella delle reliquie, sopra la teca che solitamente custodisce i resti del saio del Santo.

L'ultima esposizione delle spoglie risale al marzo del 1981 quando, in occasione del 750esimo anniversario della morte del Santo, arrivarono 650mila persone durante quattro settimane di preghiera.

Le spoglie sono esposte all'interno di una teca di vetro antisfondamento.

L'ostensione coincide con la festa liturgica della Traslazione di S. Antonio (detta anche Festa della Lingua), che si celebra ogni anno in Basilica il 15 febbraio, a ricordo soprattutto della prima traslazione del Corpo del Santo, avvenuta l'8 aprile 1263 ad opera di San Bonaventura (che trovò in quell'occasione la Lingua incorrotta) e di quella del 15 febbraio 1350, quando la tomba del Santo ebbe la sua definitiva sistemazione nell'attuale Cappella dell'Arca.

martedì 2 febbraio 2010

Carnevale... una volta all'anno è lecito impazzire

Il carnevale è una festa che si celebra nei paesi di tradizione cristiana.
I festeggiamenti si svolgono spesso in pubbliche parate in cui dominano elementi giocosi e fantasiosi; in particolare, l'elemento distintivo del carnevale è l'uso del masheramento.

Le celebrazioni del carnevale hanno origini in festività ben più antiche, come ad esempio le dionisiache greche o i saturnali romani, che erano espressione del bisogno di un temporaneo scioglimento degli obblighi sociali e delle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell'ordine, allo scherzo ed anche alla dissolutezza.
La parola carnevale deriva dal latino carnem levare (eliminare la carne), poiché anticamente indicava il banchetto che si teneva subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima.

Uno dei carnevali più famosi al mondo è quello di Venezia... visto il succoso programma noi ci andiamo e voi?

lunedì 18 gennaio 2010

Superstizioni

Come ogni popolo, gli italiani hanno diverse superstizioni.
Il numero XVII, si sa, porta sfortuna perchè i numeri romani che lo compongono formano la scritta latina VIXI, cioè "vissi", il che significa che ora sono morto... dunque è un numero da evitare come la peste!
Un’altra superstizione riguarda la rottura degli specchi.
Furono gli antichi Romani a decidere che uno specchio rotto avrebbe causato 7 anni di guai: esisteva infatti all’epoca una credenza secondo cui la vita si rinnoverebbe ogni 7 anni. Poiché uno specchio rotto significava che la salute era stata spezzata, si concluse che sarebbero stati necessari 7 anni per tornare sani come prima.

martedì 5 gennaio 2010

La Pinza della Nonna

La Pinza è sicuramente uno dei dolci più antichi della cucina veneta.
Ce ne sono di diversi tipi (in base all’origine geografica) ma tutte hanno come base la farina gialla e bianca 00.

Quella che segue è la ricetta della nonna.
Fai bollire un litro di acqua e aggiungi a pioggia due etti di farina, un pizzico di sale. Aggiungi poi un cucchiaio di semi di finocchio, mezzo chilo di uva sultanina (dopo averla lavata) e due etti di fichi secchi.
Grattugia una mela, un’arancia e unisci all’impasto mezzo chilo di zucchero, mezzo bicchiere di grappa, due bustine di lievito in polvere, un cucchiaio di olio e mezzo cucchiaino di bicarbonato…per renderla più digeribile.
Amalgama tutto e metti in forno a 180°.
Di tanto in tanto fai la prova dello stuzzicadente per controllare il punto di cottura; quando uscirà dalla torta asciutto, la Pinza sarà cotta.
Si mangia tiepida o fredda.

Buona Epifania a tutti… speriamo che la Befana non ci porti carbone!

lunedì 4 gennaio 2010

Pan e Vin

Una delle più caratteristiche tradizioni popolari del Veneto è la "casera": un falò di grandi cataste di legno e frasche, che viene acceso alla vigilia dell'epifania.
In alcune zone del Veneto la casera viene chiamata "panevìn" (da "pane e vino", il cibo povero che si consumava durante il falò).
Il rogo viene benedetto dal parroco con l'acqua santa e lo scoppiettare del fuoco viene identificato con il demonio infuriato che fugge.
Sembra che questa usanza risalga a riti pre-cristiani: i Celti infatti accendevano dei fuochi per ingraziarsi le divinità e bruciavano un fantoccio rappresentante il passato.
Ancor oggi la fiamma simboleggia la speranza e la forza di bruciare il vecchio (non a caso si può bruciare la "vecchia" posta sopra la pira di legna) e la direzione delle scintille viene letta come presagio per il futuro: verso est ci sarà buona sorte nei mesi a venire, verso ovest sarà tempo per andare in cerca di fortuna.
In passato mentre il falò ardeva, i contadini in cerchio gridavano e cantavano varie formule augurali.
Il rito dei fuochi è anche un momento in cui la comunità si raccoglie per stare in compagnia. Viene accompagnato dalla degustazione di vin brulé e di pinza, focaccia tipica di questa festa.
Quindi se la sera del 5 gennaio state attraversando la campagna Veneta e vedete dei fuochi nei campi, non spaventatevi... fermatevi, parcheggiate la macchina e andate a festeggiare!
Partecipare a questo rito propiziatorio porta bene!

giovedì 31 dicembre 2009

Caorle: Festa dell'Alba 2010

Eccovi il programma della Festa dell'Alba, una delle manifestazioni più giovani e caratteristiche della Città di Caorle, nata solo una decina d'anni fa per festeggiare l'arrivo del nuovo anno.

Aspettando il 2010 dalle ore 23.00 alle ore 02.30 nelle Piazze ed in diversi locali: concertini musicali e intrattenimenti vari.

Dalle ore 23.00 alle ore 01.30 in Piazza Vescovado: Caramel Orkestra (Liscio e Revival),

dalle ore 01.30 alle ore 02.15 animazione con DJ e vocalist,

dalle ore 02.15 alle ore 04.00 Radio XL (extra live music anni '70 - '80),

dalle ore 04.00 alle ore 06.00 Cindy's project (rock anni '80 - '90),

ore 06.00: Spettacolo pirotecnico dell'Alba 2010.

Dalle ore 16.30 alle ore 18.30, sempre sul palco in Piazza Vescovado, Festa del primo tramonto con Concerto dei Filoreggae, la band della nota cantante Elisa.

BUONA FINE, BUON INIZIO, MA SOPRATTUTTO BUON DIVERTIMENTO!

mercoledì 30 dicembre 2009

"passare la notte in bianco"


Sapete cosa si intende con l’espressione “passare una notte in bianco”?

Non riuscire a chiudere occhio...


Questo perché nel Medioevo chi doveva essere nominato cavaliere passava, vestito di bianco, una notte insonne.

lunedì 28 dicembre 2009

Innocenti

Oggi è il giorno della strage degli Innocenti.
I bambini di Betlemme uccisi da Erode il Grande furono dichiarati martiri, perché, anche se inconsapevolmente, erano morti per Gesù Cristo.
La fonte per la strage degli Innocenti è il Vangelo di Matteo (2,16): l’evangelista racconta che il re Erode, aveva saputo dai Magi venuti dall’Oriente che era nato il re dei Giudei, di cui avevano visto sorgere la stella ; dopo essersi consultato con gli scribi, mandò i Magi a Betlemme, ma chiese loro di tornare per dirgli dove si trovava: diceva di volerlo andare ad adorare, ma tramava in realtà di eliminare il suo rivale.
n angelo apparve ai Magi e disse loro di non tornare a Gerusalemme. Erode allora, compreso l’inganno, si infuriò e, per paura di perdere il potere, ordinò il massacro di tutti i bambini di età inferiore ai due anni a Betlemme e nel territorio circostante, per essere certo di eliminare Gesù.
Il numero dei bambini uccisi poteva essere di qualche decina, ma l’iconografia della Strage degli innocenti, più che sul numero, ha puntato sull’atroce violenza e la disperazione delle madri.
Nei paesi ispanici, il corrispettivo del nostro 1° aprile si festeggia proprio il 28 dicembre e prende il nome di “El dia de los Innocentes”, in memoria della strage degli innocenti compiuta da Erode.
Lo spirito ilare degli ispanici li induce a sdrammatizzare le tragedie con il riso.
E’ usanza che in questo giorno tutto ciò che si concede in prestito non tornerà più al legittimo proprietario; lo scherzo consiste proprio nel convincere i conoscenti a farsi prestare qualsiasi cosa. Se l’amico sprovveduto risponde alla richiesta, non sospettando lo scherzo, l’autore della burla gli recapita a casa dei dolci o un piccolo giocattolo in memoria dei bambini innocenti uccisi da Erode.
Comunque va bene qualsiasi tipo di scherzo… anche appendere sulla schiena, non il nostro pesce, ma un piccolo omino di carta!

mercoledì 23 dicembre 2009

Torrone fatto in casa

Uno dei dolci tipici della tradizione natalizia italiana è il torrone.

Eccovi la ricetta per prepararne uno con le vostre mani!

Ingredienti per 4 persone
·
zucchero 300 g
· miele 175 g
· acqua 1/4 di litro
· uovo 3 albumi
· pistacchi 10 g
· mandorle 100 g
· nocciole 100 g
· scorze d’arancio candito 1g
· fogli di ostia (reperibile nei più riforniti supermercati)

Procedimento
1.Tostare la frutta secca in forno a 130°C per 30 minuti, toglierla e lasciarla raffreddare. Porre in un tegame gli albumi, montarli a neve consistente servendosi della cottura a bagnomaria (permette di far sviluppare la massa rapidamente senza che si attacchi al tegame). Togliere dal fuoco e lasciar raffreddare.
2.In un’altra casseruola versare lo zucchero, il miele e l’acqua e con l'aiuto di un termometro cuocere la miscela a 125°C. Colarla poco per volta negli albumi precedentemente montati mescolando continuamente il composto che si gonfierà diventando bianco e spumoso. Lasciarlo intiepidire e amalgamare la frutta secca e le scorze d'arancia.
3.Rivestire la tortiera con l'ostia, colare l'impasto ottenuto e servendosi di un cucchiaio livellare il tutto. Ricoprire la superficie con un altro strato di ostia. Appoggiare sopra un tagliere con un peso in modo da appiattirlo.
4.Una volta freddo toglierlo dallo stampo e tagliarlo in listarelle, avvolgerlo nella pellicola e riporlo in una scatola di metallo conservandolo in un posto asciutto.

lunedì 21 dicembre 2009

Il Bambinello portato dal mare

Ogni Vigilia di Natale (dagli anni '70), verso le 23.30, il gruppo Sommozzatori di Caorle si tuffa in mare, per un'insolita processione.

I soci del Gruppo raggiungono a bordo di due barche, messe a disposizione dalla flotta di pescherecci di Caorle, la zona di litorale antistante il Duomo.

Viene poi calata una statua del Bambinello, che verrà portata a terra, a nuoto, con fiaccole alla mano.

Raggiunta la riva, i Sommozzatori formano un corteo, con tutta la popolazione presente, raggiungono il Duomo e consegnano la statua del Gesù Bambino al Monsignore di Caorle, poco prima della messa di Mezzanotte.

La statua viene poi deposta nel presepe allestito all' interno del Duomo stesso, tra gli applausi di ringraziamento dei fedeli.

E' uno spettacolo imperdibile!