martedì 14 gennaio 2014
venerdì 24 febbraio 2012
I luoghi meravigliosi della letteratura italiana

Ci sono luoghi meravigliosi di origine letteraria che non esistono nella realtà ma di cui tutti usiamo il nome e conosciamo il significato. Il primo che vi illustreremo viene dal Decameron di Boccaccio (1350) ed è il Paese di Bengodi, un luogo di grande abbondanza soprattutto alimentare, dove non è necessario lavorare.
Ecco come lo descrive Boccaccio:
...in una contrada che si chiamava Bengodi, nella quale si legano le vigne con le salsicce, e avevavisi un'oca a denaio e un papero giunta, ed eravi una montagna tutta di formaggio grattugiato, sopra la quale stavan genti che niuna altra cosa facevan che far maccheroni e raviuoli e cuocergli in un brodo di capponi, e poi gli gittavan quindi giù, e chi più ne pigliava più se n'aveva: e ivi presso correva un fiumicel di vernaccia, della migliore che mai si bevve, senza avervi dentro gocciol d'acqua.
Passiamo poi ad un altro bel paese, quello dei Balocchi de "le avventure di Pinocchio" di Carlo Collodi (1883).
Ecco come Lucignolo lo descrive a Pinocchio:
"Lì non vi sono scuole: lì non vi sono maestri: lì non vi sono libri. In quel paese benedetto non si studia mai. Il giovedì non si fa scuola: e ogni settimana è composta di sei giovedì e di una domenica. Figurati che le vacanze d'autunno cominciano col primo gennaio e finiscono coll'ultimo di dicembre. Ecco un paese come piace veramente a me! Ecco come dovrebbero essere tutti i paesi civili!"...in questo paese ci si diverte sempre e non si lavora mai."
E' interessante notare come a distanza di secoli i desideri dell'uomo siano sempre gli stessi: mangiare, bere e divertirsi, senza aver bisogno di faticare!
mercoledì 1 febbraio 2012
Anno bisesto anno funesto!

La regolazione degli anni bisestili risale ai tempi di Ottaviano Augusto, nell'8 avanti Cristo. Propri gli antichi romani sono responsabili di "anno bisesto anno funesto". Normalmente febbraio era infatti il "mensis feralis", il mese dedicato ai morti, in cui si tenevano i riti funebri per i defunti. Questo perché nel calendario antico febbraio era l'ultimo mese dell'anno che sarebbe ricominciato dal primo marzo.
Nei Paesi non latini e meno soggetti a tali influssi storici, ad esempio quelli anglosassoni, l'anno bisestile invece si considera beneaugurante e iniziare una attività il 29 febbraio è di buon auspicio. Curiosamente però proprio negli Stati Uniti d'America si è notato uno strano fenomeno: diversi presidenti eletti negli anni bisestili non portarono a termine il loro mandato, come è successo ad esempio a William Harrison, eletto nel 1840, e ad Abramo Lincoln eletto nel 1860.
lunedì 12 dicembre 2011
13 Dicembre: "Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia"

Contrariamente a quanto dice il proverbio il giorno di Santa Lucia, ossia il 13 dicembre, non è il giorno più corto dell’anno, che di solito è il 21 o 22 dicembre, cioè quando si verifica il solstizio invernale.
Il detto “Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia” risale infatti a 600 anni fa, quando il solstizio invernale cadeva proprio fra il 12 e il 13 rendendo questo giorno il più corto dell’anno. Riformando il calendario secondo accurate osservazioni astronomiche, Papa Gregorio XIII, nel 1582, decretò che si togliessero 10 giorni di sfasatura accumulati nei secoli precedenti: il solstizio passò così al 21-22 dicembre.
Va comunque rilevato che ancora oggi attorno al 13 dicembre si ha effettivamente un “accorciamento” delle giornate.
lunedì 17 gennaio 2011
Facia da toa
Più volte ci siamo occupate dei modi di dire italiani, spiegandone l'origine. Oggi vi spiegheremo l'origine di un modo di dire del nostro dialetto, strettamente legato alla nostra storia.venerdì 8 gennaio 2010
...il dado è tratto!
Il 10 gennaio del 49 a.C., sulle rive del fiume Rubicone (Romagna), che segnava il confine tra Italia e Gallia Cisalpina, Giulio Cesare proferì la famosa frase: “Alea iacta est”, ovvero: “il dado è tratto”. L’attraversamento del Rubicone significava infatti violare la legge che proibiva l’ingresso di uomini armati entro i confini dell’Italia e segnò l’inizio della guerra civile, conclusasi con la fine della Repubblica e l’inizio della dittatura personale di Giulio Cesare.Oggi la frase allude a un’azione dopo la quale non si può più tornare indietro.
mercoledì 30 dicembre 2009
"passare la notte in bianco"
mercoledì 9 dicembre 2009
Buono come il pane!
La bontà del pane è indiscussa... pensate al modo di dire "buono come il pane".mercoledì 2 dicembre 2009
Le metafore del corpo
Ci sono moltissime espressioni metaforiche che hanno a che fare con il corpo, qui sotto ne indichiamo alcune delle più famose, sapendo che le più colorite già le conoscete!Aprire gli occhi = capire
Es. Tutti mi dicevano che eri meschino, ma ho aperto gli occhi solo ora!
Aprire le orecchie = ascoltare
Tirare le orecchie = sgridare
Chinare la testa = cedere
lunedì 30 novembre 2009
...abbiamo fatto 30, facciamo 31
Sapete cosa si intende con l’espressione “abbiamo fatto 30, facciamo 31”?Significa accettare di svolgere un lavoro imprevisto, dopo essersi già dati molto da fare.
Questo perché nel 1517 papa Leone X creò 30 nuovi cardinali, poi ricordò di avere escluso un prelato di grandi meriti e lo aggiunse.
martedì 24 novembre 2009
..."essere al verde"
Sapete cosa si intende con l’espressione “essere al verde”?martedì 17 novembre 2009
ma che "K" scrivi?
Si è diffusa l’abitudine di usare in sms e nelle e-mail “ke” al posto di “che”.La “K” aveva preso una connotazione sovversiva, negli anni Settanta: la cosiddetta "K politica" era usata dall’estrema sinistra nei suoi slogan (es. lotta al Kapitale).
Ovviamente è ritornata di moda perché riesumata dai più giovani, in quanto ha anche un che di americano e di moderno.
L’uso di ke rientra sicuramente nella fretta di scrivere i messaggi, ma visto che si tratta dell’abbreviazione di una sola lettera, forse è meglio usare il più tradizionale, ma anche più elegante "che".
lunedì 16 novembre 2009
..."Paganini non ripete"

Sapete cosa si intende con l’espressione “Paganini non ripete”?
Significa rifiutarsi di ripetere un gesto o una frase.
lunedì 2 novembre 2009
Fare le cose alla carlona
Sapete cosa vuol dire “fare le cose alla carlona”?Significa fare le cose in maniera poco curata, frettolosa, con trascuratezza.
L’espressione deriva da Carlone, nome popolare di Carlo Magno, presentato nei tardi poemi cavallereschi come un sovrano "alla buona" (semplice, affabile ma un po' superficiale).
lunedì 26 ottobre 2009
I tarocchi della moda italiana
I tarocchi sono delle carte da gioco che servono anche a predire il futuro…ma l’espressione “tarocco” in italiano gergale significa “un falso, una patacca”, lo si usa generalmente parlando di capi d’abbigliamento ed accessori griffati, non originali, falsificati.La loro collezione di profumi, Anthology Fragrance, si ispira proprio agli antichi tarocchi marsigliesi.
Il N°1 “Le Bateleur” è un profumo fresco con note aromatiche di cedro, melone e vetiver; adatto sia agli spiriti creativi, sia a quelli pratici.
Il N°3 “L’impèratrice” è un eau de toilette dolce, dai sentori di cocomero, kiwi, rosa, muschio e ciclamino… perfetto per le ambiziose.
Il N°6 “L’amoreux” combina bergamotto con pepe rosa, cardamomo e ginepro, insieme a foglie di betulla, legno e muschio; profuma di “animi tormentati”.
Il N°10 “La Roue de la Fortune” fonde tuberose, gardenia e gelsomino, con benzoino, patchouli, un pizzico di banana e agrumi canditi… è molto passionale!
Il N°18 “La Lune” propone un mix di giglio, tuberose, sandalo, muschio e cuoio; sa di libertà!
Testimonial (tutti senza veli ) delle nuove fragranze sono Tyson Ballou, Naomi Campbell, Noah Mills, Eva Herzigova e Fernando Fernandes, Claudia Schiffer.

