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mercoledì 19 ottobre 2011

Le figurine d'Italia da domani in edicola

La nuova raccolta delle figurine Panini e' dedicata ai 47 siti italiani dichiarati dall'Unesco patrimonio dell'Umanita'. La casa modenese, che nel 2011 celebra i 50 anni di attivita', ha realizzato questo progetto in collaborazione con l'Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale Unesco e con il patrocinio del ministero dei Beni culturali.

L'album e' in italiano e in inglese e da domani sara' in vendita in tutte le edicole al prezzo di due euro, mentre ogni bustina (contenente cinque figurine) costera' 0,60 euro.

Il successo è assicurato, del resto, e' una sorta di rito che in 50 anni non e' cambiato e ha soggiogato generazioni di bambini e collezionisti.

martedì 22 marzo 2011

Copyright Italia

Dal Secondo dopoguerra agli anni Settanta, passando per il "miracolo economico": la mostra “Copyright Italia. Marchi, brevetti, prodotti dal 1948 ad oggi”, che si apre il 24 marzo a Roma all'Archivio centrale dello Stato, all'Eur, ripercorre gli anni della ricostruzione e dello sviluppo economico e scientifico dell'Italia attraverso storie di persone e di imprese, focalizzandosi sulle scoperte destinate a rivoluzionare non solo quei decenni ma anche il nostro futuro.
Saranno in esposizione oggetti che rappresentano il made in Italy, dal lavoro al tempo libero, dai nuovi consumi alla moda, allo sport e al cibo.

martedì 23 marzo 2010

daylight saving time

L'ora legale è la convenzione di avanzare di un'ora le lancette degli orologi durante il periodo estivo, in modo da aumentare la luce solare nel tardo pomeriggio a scapito del primo mattino.
In Italia l'ora legale è stata adottata per la prima volta nel 1916. Da allora fu abolita e ripristinata diverse volte.
Tuttavia dal 1966, periodo di crisi energetica, a livello europeo, si stabilì che l'ora legale dovesse prolungarsi dall'ultima domenica di marzo fino all'ultima di ottobre.

Il cambio dall'ora solare a quella legale quest'anno avverrà domenica 28 Marzo alle ore 02.00.

lunedì 8 marzo 2010

Celebrazione dei 500 anni dell'apparizione della Madonna a Motta di Livenza

Il 9 marzo 1510, la Vergine apparve a Giovanni Cigana, un pio contadino di 79 anni, nativo di Redigole, che da vent’anni recitava ogni giorno il Rosario davanti ad un ‘Capitello’ della Beata Vergine, tuttora esistente. Mentre stava passando davanti al capitello della Madonna, posto all'incrocio di tre strade, l'uomo si arrestò colpito da una visione celeste: una bellissima giovane, vestita di bianco, se ne stava seduta sul campo di grano ancora verde.
Tra il vecchio, stupito, e la misteriosa Fanciulla si svolse un dialogo semplice e cordiale. Poi, Maria gli avrebbe ordinato di digiunare insieme con la famiglia per tre sabati consecutivi, di predicare tale digiuno a tutta la popolazione di Motta e di proclamarlo per nove giorni continui in tutte le città, borgate e villaggi della terra trevisana. Chi avesse digiunato con vero pentimento avrebbe ottenuto misericordia e perdono dal Signore, sdegnato per i troppi peccati del popolo. Inoltre, gli ordinò di far costruire una chiesa in legno, dove il popolo si potesse raccogliere in preghiera.
In seguito ai prodigi che si verificarono, l'autorità ecclesiastica istituì un processo canonico che confermò l'apparizione. La primitiva edicola in legno venne sostituita da un santuario, edificato tra il 1486 e il 1570.
All'interno del Santuario della Madonna dei Miracoli, si scende nella CRIPTA, passando per due stretti passaggi, ai lati dell' Altare della Madonna, dove si venera l'antichissima statua della Vergine col Bambino Gesù: è posta in una nicchia di marmo, sotto l'altare ed ha una espressione soavemente materna.
La bianca veste della Madonna e il Bambino Gesù, come pure i due Angeli inginocchiati ai lati, sono costellati di ori e di doni votivi. La corona d'oro che splende sul capo della Vergine è dono del popolo di Motta.

Il Giubileo avviene ogni 25 anni; ecco il programma religioso per i pellegrini che intendono prendere parte alla celebrazione.

mercoledì 3 marzo 2010

Innovazione nella tradizione: Ferrari SUV

Non si sa ancora, con precisione, quando ne vedremo una per strada, ma la casa automobilistica Ferrari, presenta un suo Suv: peso di 2.200 kg, capacità di raggiungere 0-100 km/h in meno di 5” e una velocità massima di 300 km/h.
Prezzo stabilito: circa 250.000 euro.
Il nuovo Ferrari Suv si presenta come vettura abbastanza esclusiva, ma lontana dai canoni e dagli stili che reggono da sempre casa Ferrari.

Questa azienda ha deciso di non adagiarsi sugli allori ma intende rinnovarsi, forte della tradizione!

giovedì 11 febbraio 2010

Carnevale di Ceggia

Se amate festeggiare il Carnevale come si deve, non potete mancare l'appuntamento con il Carnevale di Ceggia (circa 20 Km da Caorle).
Questo Carnevale, nato in sordina più di cinquant’anni fa, ha saputo, passo dopo passo, trovare compagni di strada che gli hanno consentito di mettere insieme, per un unico fine, tante professionalità.
Per fare un Carnevale o forse semplicemente per fare un bel carro allegorico bisogna avere un’idea, creare poi attorno ad essa un progetto, infine realizzarlo... questo è quello che fanno tutti gli abitanti di Ceggia, nel loro tempo libero, durante tutto l'anno.
Proprio l'unione e la sinergia di creatività e di forze di tutti gli abitanti del paese rendono il Carnevale di Ceggia un tripudio di gioia e colore.
Non mancate!

martedì 9 febbraio 2010

Anniversario del Manifesto Futurista

La corrente artistica più studiata, recentemente, in Italia e all'estero, è il FuTurisMo.
Proprio il 9 febbraio (del 1909) il Manifesto del Futurismo, firmato F.T.Marinetti, fu pubblicato in Veneto nel quotidiano l' ARENA di Verona.

Eccolo qui sotto!

1. Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.
2. Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
3. La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità pensosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.
4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un'automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo...un'automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.
5. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.
6. Bisogna che il poeta si prodighi con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali.
7. Non v'è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all'uomo.
8. Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell'assoluto, poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente.
9. Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei liberatori, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.
10. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica e utilitaria.
11. Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le marce multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri, incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole per i contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che fiutano l'orizzonte, e le locomotive dall'ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d'acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta. È dall'Italia che noi lanciamo per il mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il FUTURISMO perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologi, di ciceroni e d'antiquari. Già per troppo tempo l'Italia è stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagli innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri.

lunedì 8 febbraio 2010

Una scorpacciata di crostoli!


Il crostolo è il dolce tipico delle feste di carnevale; è di origine veneziana ma i crostoli sono diffusi in molte regioni con nomi diversi come chiacchiere, cenci, galani.

La parola crostolo deriva dal latino crusta, che indicava una sorta di biscottino su cui i venditori ambulanti, un tempo, mettevano il gelato prima che fosse inventato il cono.

Provate anche voi a fare i crostoli, è facile! Ecco la ricetta per 4 persone.


Ingredienti

· farina 500g
· tuorli 5
· zucchero 90g
· burro 25g
· vanillina 1 bustina
· grappa bianca 2 cucchiai
· olio per friggere (meglio se di arachidi) 1 litro
· zucchero a velo qb
· sale un pizzico
· limone grattato 1


Preparazione
Fate fondere il burro in un pentolino.
Versate la farina sulla spianatoia, ammucchiatela, fate un buco nel mezzo e versatevi le uova, la grappa, il burro fuso, la vanillina, la buccia di limone grattata, un pizzico di sale. Amalgamate sino a ottenere un composto omogeneo.
Formate con la pasta una palla, avvolgetela con la pellicola alimentare e lasciatela riposare per circa 1 ora.
Trascorso questo tempo, con l’aiuto di un matterello o dell’apposita macchinetta, stendete una sfoglia sottile e ritagliatela con la rotella in rettangoli irregolari.
Versate l’olio in una padella dai bordi alti, fatelo riscaldare; quando è caldo tuffatevi i crostoli e fateli friggere fino a che risulteranno dorati e avranno formato in superficie alcune bollicine (tipiche dei crostoli).
Prelevate i crostoli con una schiumarola, sgocciolateli, sistemateli su un foglio di carta assorbente per far loro perdere l'olio in eccesso.
Spolverate i crostoli abbondantemente con lo zucchero a velo e serviteli caldi o freddi.

Buona scorpacciata!

lunedì 18 gennaio 2010

Superstizioni

Come ogni popolo, gli italiani hanno diverse superstizioni.
Il numero XVII, si sa, porta sfortuna perchè i numeri romani che lo compongono formano la scritta latina VIXI, cioè "vissi", il che significa che ora sono morto... dunque è un numero da evitare come la peste!
Un’altra superstizione riguarda la rottura degli specchi.
Furono gli antichi Romani a decidere che uno specchio rotto avrebbe causato 7 anni di guai: esisteva infatti all’epoca una credenza secondo cui la vita si rinnoverebbe ogni 7 anni. Poiché uno specchio rotto significava che la salute era stata spezzata, si concluse che sarebbero stati necessari 7 anni per tornare sani come prima.

venerdì 15 gennaio 2010

La grammatica rubata

C’è un paesino nel quale ogni giorno si verificano misteriose scomparse: prima il punto, poi il punto esclamativo, la virgola, i verbi… E ogni mattina la classe del maestro Giacomo parte per recuperare un pezzo di grammatica scomparsa.

Dalla fortunata serie tv per bambini di Rai 3, sull'insegnamento della lingua (italiana e non), scritta e diretta da Corrado Veneziano, arriva in libreria Accipicchia, ci hanno rubato la lingua -con dvd- ( Giunti Junior 2009, 12 euro)

mercoledì 13 gennaio 2010

Grandi uomini in Veneto: Galileo Galilei

Galileo Galilei, vissuto a cavallo tra il XVI e il XVII secolo, è considerato il padre della scienza moderna.
Il suo nome è associato all'introduzione del metodo scientifico (detto spesso metodo galileiano) e anche al perfezionamento del telescopio, che gli permise importanti osservazioni astronomiche.
Di primaria importanza fu il suo ruolo nella rivoluzione astronomica e il suo sostegno al sistema eliocentrico e alle teorie copernicane. Accusato di voler sovvertire la filosofia naturale aristotelica e le Sacre Scritture, Galileo fu per questo condannato come eretico dalla Chiesa cattolica e costretto, il 22 giugno 1633, all'abiura delle sue concezioni astronomiche, nonché a trascorrere il resto della sua vita in isolamento.
Uno dei periodi più "liberi", Galileo lo visse proprio in Veneto, a Padova, dove lavorò in ambito universitario dal 1592-1610.

Sono ancora numerose le tracce del passaggio di questo grande uomo nella nostra regione, soprattutto nell'apertura mentale e nella curiosità tipica della sua gente.

« La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto. »
(Galileo Galilei, Il Saggiatore, Cap. VI)

lunedì 11 gennaio 2010

a proposito di dadi...

Nonostante la crisi economica ci sono sempre più italiani che amano giocare d’azzardo, con lotto, superenalotto, cavalli, videopoker, winforlife, casinò online e infine “gratta e vinci” che è il gioco più amato, in particolare modo il “Miliardario", con il quale si può vincere fino a 500.000 euro.
La febbre del gioco ha contagiato l’82 per cento della popolazione...
Attenzione però: il gioco è bello solo se moderato!

venerdì 8 gennaio 2010

...il dado è tratto!

Il 10 gennaio del 49 a.C., sulle rive del fiume Rubicone (Romagna), che segnava il confine tra Italia e Gallia Cisalpina, Giulio Cesare proferì la famosa frase: “Alea iacta est”, ovvero: “il dado è tratto”. L’attraversamento del Rubicone significava infatti violare la legge che proibiva l’ingresso di uomini armati entro i confini dell’Italia e segnò l’inizio della guerra civile, conclusasi con la fine della Repubblica e l’inizio della dittatura personale di Giulio Cesare.

Oggi la frase allude a un’azione dopo la quale non si può più tornare indietro.

giovedì 7 gennaio 2010

I 5 sensi di Calvino

Non è uno dei libri più conosciuti di Italo Calvino, anzi a dir la verità non è neanche un libro, ma una serie di appunti tratti da una conferenza che l'autore ha tenuto nel 1983, stiamo parlando di "Sotto il sole giaguaro".


E' molto particolare, ecco come lo presenta lo stesso Calvino:


"Un libro che sto scrivendo parla dei 5 sensi, per dimostrare che l'uomo contemporaneo ne ha perso l'uso. Il mio problema scrivendo questo libro è che il mio olfatto non è sviluppato, manco di attenzione auditiva, non sono un buongustaio, la mia sensibilità tattile è approssimativa, e sono miope."

Leggetelo, è una vera esperienza sensoriale!

lunedì 4 gennaio 2010

Pan e Vin

Una delle più caratteristiche tradizioni popolari del Veneto è la "casera": un falò di grandi cataste di legno e frasche, che viene acceso alla vigilia dell'epifania.
In alcune zone del Veneto la casera viene chiamata "panevìn" (da "pane e vino", il cibo povero che si consumava durante il falò).
Il rogo viene benedetto dal parroco con l'acqua santa e lo scoppiettare del fuoco viene identificato con il demonio infuriato che fugge.
Sembra che questa usanza risalga a riti pre-cristiani: i Celti infatti accendevano dei fuochi per ingraziarsi le divinità e bruciavano un fantoccio rappresentante il passato.
Ancor oggi la fiamma simboleggia la speranza e la forza di bruciare il vecchio (non a caso si può bruciare la "vecchia" posta sopra la pira di legna) e la direzione delle scintille viene letta come presagio per il futuro: verso est ci sarà buona sorte nei mesi a venire, verso ovest sarà tempo per andare in cerca di fortuna.
In passato mentre il falò ardeva, i contadini in cerchio gridavano e cantavano varie formule augurali.
Il rito dei fuochi è anche un momento in cui la comunità si raccoglie per stare in compagnia. Viene accompagnato dalla degustazione di vin brulé e di pinza, focaccia tipica di questa festa.
Quindi se la sera del 5 gennaio state attraversando la campagna Veneta e vedete dei fuochi nei campi, non spaventatevi... fermatevi, parcheggiate la macchina e andate a festeggiare!
Partecipare a questo rito propiziatorio porta bene!

giovedì 31 dicembre 2009

Caorle: Festa dell'Alba 2010

Eccovi il programma della Festa dell'Alba, una delle manifestazioni più giovani e caratteristiche della Città di Caorle, nata solo una decina d'anni fa per festeggiare l'arrivo del nuovo anno.

Aspettando il 2010 dalle ore 23.00 alle ore 02.30 nelle Piazze ed in diversi locali: concertini musicali e intrattenimenti vari.

Dalle ore 23.00 alle ore 01.30 in Piazza Vescovado: Caramel Orkestra (Liscio e Revival),

dalle ore 01.30 alle ore 02.15 animazione con DJ e vocalist,

dalle ore 02.15 alle ore 04.00 Radio XL (extra live music anni '70 - '80),

dalle ore 04.00 alle ore 06.00 Cindy's project (rock anni '80 - '90),

ore 06.00: Spettacolo pirotecnico dell'Alba 2010.

Dalle ore 16.30 alle ore 18.30, sempre sul palco in Piazza Vescovado, Festa del primo tramonto con Concerto dei Filoreggae, la band della nota cantante Elisa.

BUONA FINE, BUON INIZIO, MA SOPRATTUTTO BUON DIVERTIMENTO!

mercoledì 30 dicembre 2009

"passare la notte in bianco"


Sapete cosa si intende con l’espressione “passare una notte in bianco”?

Non riuscire a chiudere occhio...


Questo perché nel Medioevo chi doveva essere nominato cavaliere passava, vestito di bianco, una notte insonne.

martedì 29 dicembre 2009

Fratello Bancomat

Afflitti dalla crisi economica, come siamo, ci vorrebbe proprio un “Fratello Bancomat” come quello di Stefano Benni: un Bancomat umano, che fa da consulente psicologico e da giustiziere allo stesso tempo.
Il protagonista del brano tratto da “L’Ultima lacrima” (Feltrinelli, Milano 1994) è davvero uno sportello Bancomat, su cui si imbatte il Signor Piero, appena abbandonato dalla moglie Laura (che gli ha preferito il dottor Vanini, diventato ricco a furia di speculazioni).
Conoscendo la storia, ricostruita attraverso i movimenti bancari, quando Piero chiede al Bancomat 400.000 delle vecchie lire, per arrivare alla fine del mese, quest’ultimo ordina:
Bancomat: “…componga in fretta questa numero 99362"
Signor Piero: “Ma, non è il mio.”
Bancomat: “Infatti, è quello di Vanini.”
Signor Piero: “Ma io non so se…”
Bancomat: “Componga! Non posso tenere un collegamento irregolare così a lungo. Operazione in corso. Attendere prego.”
Signor Piero: "Attendo, ma…"
Bancomat: "Operazione momentaneamente non disponibile"
Signor Piero: "Ritiro subito la tessera"
Bancomat: "Fermo signor Piero. Era un messaggio falso per ingannare il computer centrale. Apra la borsa."
Signor Piero: "Perché?"
Bancomat: "Apra la borsa e stia zitto. Ora le sparo fuori sedici milioni in contanti."

....e così fece...giustizia!

mercoledì 23 dicembre 2009

Torrone fatto in casa

Uno dei dolci tipici della tradizione natalizia italiana è il torrone.

Eccovi la ricetta per prepararne uno con le vostre mani!

Ingredienti per 4 persone
·
zucchero 300 g
· miele 175 g
· acqua 1/4 di litro
· uovo 3 albumi
· pistacchi 10 g
· mandorle 100 g
· nocciole 100 g
· scorze d’arancio candito 1g
· fogli di ostia (reperibile nei più riforniti supermercati)

Procedimento
1.Tostare la frutta secca in forno a 130°C per 30 minuti, toglierla e lasciarla raffreddare. Porre in un tegame gli albumi, montarli a neve consistente servendosi della cottura a bagnomaria (permette di far sviluppare la massa rapidamente senza che si attacchi al tegame). Togliere dal fuoco e lasciar raffreddare.
2.In un’altra casseruola versare lo zucchero, il miele e l’acqua e con l'aiuto di un termometro cuocere la miscela a 125°C. Colarla poco per volta negli albumi precedentemente montati mescolando continuamente il composto che si gonfierà diventando bianco e spumoso. Lasciarlo intiepidire e amalgamare la frutta secca e le scorze d'arancia.
3.Rivestire la tortiera con l'ostia, colare l'impasto ottenuto e servendosi di un cucchiaio livellare il tutto. Ricoprire la superficie con un altro strato di ostia. Appoggiare sopra un tagliere con un peso in modo da appiattirlo.
4.Una volta freddo toglierlo dallo stampo e tagliarlo in listarelle, avvolgerlo nella pellicola e riporlo in una scatola di metallo conservandolo in un posto asciutto.

lunedì 21 dicembre 2009

Il Bambinello portato dal mare

Ogni Vigilia di Natale (dagli anni '70), verso le 23.30, il gruppo Sommozzatori di Caorle si tuffa in mare, per un'insolita processione.

I soci del Gruppo raggiungono a bordo di due barche, messe a disposizione dalla flotta di pescherecci di Caorle, la zona di litorale antistante il Duomo.

Viene poi calata una statua del Bambinello, che verrà portata a terra, a nuoto, con fiaccole alla mano.

Raggiunta la riva, i Sommozzatori formano un corteo, con tutta la popolazione presente, raggiungono il Duomo e consegnano la statua del Gesù Bambino al Monsignore di Caorle, poco prima della messa di Mezzanotte.

La statua viene poi deposta nel presepe allestito all' interno del Duomo stesso, tra gli applausi di ringraziamento dei fedeli.

E' uno spettacolo imperdibile!