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giovedì 26 marzo 2015

Hemingway e Caorle


La ventitreesima edizione della Giornata FAI di primavera, domenica 22 Aprile, è stata un vero successo in tutta Italia ed anche a Caorle, dove numerosi sono accorsi per l'apertura speciale della casa Valle in Valle Grande detta Valle Franchetti, in località San Gaetano: casa che ha ospitato spesso il premio Nobel Americano Ernest Hemingway.
Vi vogliamo raccontare da dove nasce l'amore del grande scrittore per la nostra terra...

Nel 1917 quando gli USA entrano nella prima guerra mondiale, Ernest decide di licenziarsi dal giornale Kansas City Star, per partire come volontario in Italia, ma non può combattere a causa di problemi alla vista, quindi partirà come volontario della Croce Rossa Americana.
Dopo aver attraversato in nave l'Atlantico, arriva in Francia e dopo una breve sosta a Parigi, in treno arriva a Fossalta di Piave, dove si sta combattendo l'ultima fase della guerra, che vedrà vincere l'Italia contro l'Austria. 
Qui fa l'assistente di trincea, porta viveri, medicine e munizioni ai soldati italiani.
L'8 luglio 1918, in una sua "missione" in bicicletta, viene colpito dalle schegge di una granata austriaca, ma aiuta comunque un soldato gravemente ferito a trarsi in salvo. Durante l'operazione viene colpito a un ginocchio. Verrà portato in ospedale a Milano e dopo esser guarito gli verrà conferita la medaglia d'argento al valore militare.
Ernest, partito volontario con l'ideale virile della guerra, capisce proprio in quella circostanza che la guerra non è un gioco, capisce di non essere immortale.
Finita la guerra torna in America.
Ernest aveva continuato a scrivere durante la guerra e continuerà a farlo anche dopo. Continua la sua opera di scrittore e di giornalista. Lavorerà per il Toronto Star che lo invierà in Europa negli anni '20, mentre stanno prendendo piede i totalitarismi e sarà inviato di guerra, successivamente, durante la Seconda Guerra Mondiale.
Cresce la sua fama letteraria ma anche quella mondana: frequenta il mondo dei vip, ha molte donne (si sposerà 4 volte e avrà 3 figli) e gli piace bere.
Viaggia spesso, ma gli unici due luoghi che sembrano dargli pace sono Cuba e il Veneto.
Del Veneto adora in particolare i luoghi della sua giovinezza: l'area tra Venezia e Trieste.
Lui rende famoso l'Harry's bar di Venezia, e la locanda Cipriani a Torcello, dove va a scrivere. Va spesso a sciare a Cortina e viene a S. Gaetano a caccia, dove è ospite dei conti Franchetti, proprietari terrieri di tutta la zona. Hemingway adora il bel mondo ma anche la gente semplice, quella con cui canta e beve all'osteria e che trova spazio nei romanzi.
Il più autobiografico dei suoi romanzi è proprio quello che ha come sfondo quest'area geografica, uscito nel 1950 dal titolo "di là del fiume e tra gli alberi", nel quale racconta la storia di un vecchio colonnello americano, che ritorna sui luoghi dove ha combattuto la Prima Guerra Mondiale. Il protagonista, dietro il quale si nasconde lo stesso Hemingway, è innamorato di una giovane contessina veneziana; l'uomo riflette continuamente su questo amore: sulla giovane età di lei, sulla maturità di lui e sul suo corpo malato che si lascerà morire dopo una battuta di caccia in botte...forse già un pensiero di morte. In questo libro Hemingway racconta in modo non troppo celato il ferimento di Fossalta e il suo significato.
QUELL'INVERNO IL COLONNELLO ERA STATO FERITO TRE VOLTE, MA ERANO STATE TUTTE FERITE DA NIENTE; PICCOLE FERITE NELLA CARNE SENZA FRATTURE DI OSSA, E AVEVA ACQUISTATO FIDUCIA NELL'IMMORTALITÀ DELLA PROPRIA PERSONA PERCHÉ SAPEVA CHE NEI BOMBARDAMENTI DI ARTIGLIERIA PESANTE CHE PRECEDEVANO SEMPRE GLI ATTACCHI AVREBBE DOVUTO RESTARE UCCISO.
ALLA FINE VENNE FERITO A DOVERE E SUL SERIO, NESSUNA DELLE ALTRE FERITE GLI AVEVA FATTO L'EFFETTO CHE GLI FECE LA PRIMA FERITA GRAVE, DEV'ESSERE STATA LA PERDITA DELL'IMMORTALITÀ, PENSO' , BE', IN UN CERTO SENSO E' UNA PERDITA GROSSA.

Oltre all'appassionante storia in questo romanzo Hemingway riesce a descrivere magnificamente la natura, quasi magica della laguna, 
I SILENZI SONO DOLCISSIMI. I RUMORI SONO QUELLI DI UN CEFALO CHE QUA E LA' GUIZZA A MEZZ'ARIA E RICADE NELL'ACQUA, DEL FRUSCIO DELLE FOGLIE APPENA MOSSE DAL VENTO, DEL RICHIAMO DEGLI UCCELLI MIGRATORI CHE ARRIVANO DOPO UN LUNGO VIAGGIO DAI PAESI DELL'EST E SCENDONO CON LARGHE VOLUTE SULLA LAGUNA DI CAORLE RIMASTA ANTICA NEI SUOI UMORI E NEL SAPORE DELLA VITA.
Questa è una zona sicuramente privilegiata dal punto di vista naturalistico, piena di uccelli che mentre vanno dal nord al sud, per svernare, decidono di fermarsi qui, dal momento che non ghiacciandosi la laguna è generosa di cibo anche d'inverno.

Continua il successo di Hemingway: nel 1953 vince il Pulizer con "il Vecchio e il mare" e nel 1954 il Nobel.
Man mano che gli anni passano Hemingway sente sempre più vicina la morte, la depressione e l'alcolismo diventano sempre più gravi, proprio questo stato mentale lo porterà al suicidio il 2 luglio del 1961, quando deciderà di spararsi alla testa con il fucile.
Così finisce la vita del grande scrittore, ma ancor oggi continua, attraverso la letteratura, il mito del ragazzo del basso Veneto che qui ha lasciato il suo cuore.



giovedì 12 marzo 2015

Letto per voi: Marco Malvaldi "odore di chiuso" (Sellerio Editore)




Nel castello di una famiglia nobiliare in decadenza, posto dalle parti di Campiglia Marittima in provincia di Livorno, viene scoperto un delitto proprio quando in casa ci sono ospiti: uno di questi è il gastronomo Pellegrino Artusi, stazza imponente e baffi ancor di più, le cui intuizioni saranno preziose per il delegato di polizia Artistico impegnato a scoprire il colpevole. Il divertito disegno delle figure di contorno è uno dei punti forti del libro.

La brillantezza di scrittura costringe a girare le pagine con una certa insistenza...da leggere tutto d'un fiato!

martedì 7 ottobre 2014

L'Italiano?...Facilissimo!

Facilissimo (di Daniel Krasa e Aldo Riboni, Alma Edizioni) è un corso rapido che consente in poco tempo, senza sforzi e in modo intuitivo di imparare a destreggiarsi nelle principali situazioni comunicative.

È particolarmente indicato per i corsi rivolti a lavoratori migranti residenti in Italia e per chi:
  • si trova in Italia per piacere o perché è in cerca di un lavoro e desidera raggiungere rapidamente un livello che gli consenta di gestire situazioni comunicative di base
  • dispone di poco tempo da dedicare allo studio ma deve comunque raggiungere in fretta un livello di "sopravvivenza" in italiano
  • cerca suggerimenti legati alla vita pratica (trovare una sistemazione, risolvere un problema di salute, fare spese, muoversi in città, accedere a servizi di base, ecc.)
Facilissimo è
  • un libro con
- unità didattiche su temi pratici
- schede grammaticali e lessicali semplici e intuitive
- sezione culturale strutturata come un vero e proprio "manuale di vita pratica" in  Italia
- test di autovalutazione, glossario e  soluzioni degli esercizi
  • un CD audio (allegato al libro) con
- i dialoghi delle lezioni
- la registrazione del lessico per esercitare la pronuncia


lunedì 5 maggio 2014

L'Italiano in gioco


E' un libro gioco, utile ed efficace per misurare, divertendosi, la conoscenza della lingua italiana. E' lo scopo dichiarato di L'Italiano in gioco, scritto da due autori che sono un marchio di garanzia: Valeria Della Valle e Giuseppe Patota, ambedue professori universitari con una vasta esperienza di divulgazione. L'italiano in gioco propone quiz mirati divisi in tre livelli: elementare, intermedio e avanzato. 
Ogni risposta corretta fornisce una spiegazione esauriente; gli autori spiegano perché una soluzione è giusta o perché è sbagliata, l'origine delle parole o come nascono i proverbi e i luoghi comuni.
Un passatempo divertente, prezioso e che fa bene a noi e alla lingua italiana.


Valeria Della Valle e Giuseppe Patota

L'italiano in gioco
Sperling&Kupfer
Pag 306, euro 14,90

giovedì 30 gennaio 2014

Lettura consigliata: "la boutique del mistero" di Dino Buzzati


La boutique del mistero è una raccolta di racconti di Dino Buzzati, pubblicata per la prima volta nel 1968 da Mondadori.
I racconti presenti ne La boutique del mistero rappresentano al meglio tutte le tematiche più care all'autore: la solitudine, la paura, l'angoscia e vari paradossi dell'età contemporanea narrati con uno stile magico e surreale.
Uno di questi racconti è "Sette piani" che racconta la vicenda dell'avvocato Giuseppe Corte, che dopo aver letto un volantino pubblicitario, si fa ricoverare in un moderno ospedale di una grande città italiana, specializzato nella cura del male da cui si sente leggermente affetto.
L'ospedale è strutturato in sette piani: i pazienti meno gravi vengono ricoverati in quello più alto, mentre ai piani più bassi si trovano, in forma crescente da piano a piano, i casi più gravi. 
Corte viene accolto subito al settimo livello, in attesa che i medici riescano a convincerlo che non ha nulla e lo rispediscano a casa. Corte inizia un buon iter verso la guarigione, ma una serie di cause concatenate fa sì che venga trasferito nei piani inferiori, sempre con motivi pretestuosi...


martedì 21 gennaio 2014

Agli insegnanti di Italiano L2 consigliamo il volume:

PAOLO BALBONI "Le sfide di Babele. Insegnare le lingue nelle società complesse", Utet, 2008 (euro 19)

In una società come la nostra, profondamente segnata dal processo di globalizzazione, il plurilinguismo è forse l'ultima difesa contro la globalizzazione delle menti e l'omologazione culturale. Conoscere le lingue straniere, dunque, non è più solo un mezzo per facilitare gli scambi di informazioni, merci o servizi, ma è soprattutto lo strumento per immergersi in modi di pensare diversi dal proprio, in una logica aperta al contagio linguistico e culturale, in cui ciascuno prende dagli altri le parole, i modelli e i valori che trova migliori. 

Cosciente del nuovo ruolo a cui è chiamata la glottodidattica, "Le sfide di Babele" sviluppa i temi dell'insegnamento linguistico a partire dalla consapevolezza dell'infinita molteplicità delle esigenze di chi vuole apprendere una lingua straniera e di chi la deve insegnare. Infatti, dopo essersi soffermato sui problemi comuni a tutti i tipi di didattica, il libro si concentra sugli aspetti peculiari delle situazioni di insegnamento delle lingue straniere: le differenti tipologie di studenti, l'uso veicolare della lingua straniera, per poi chiudersi dedicando una parte ai particolari problemi legati all'insegnamento dell'italiano agli stranieri e delle lingue seconde nelle regioni bilingui.

martedì 14 gennaio 2014

Modi di dire: mettere all'indice


"Mettere all'indice" è un modo di dire che significa escludere qualcuno da una cerchia di amici, da un gruppo sociale, perché' ritenuto ostile e dannoso. L'indice dei libri proibiti, istituito alla chiusura del Concilio di Trento, nel 1563, elencava tutte quelle pubblicazioni che la Chiesa cattolica giudicava contrarie all'ortodossia o moralmente dannose e delle quali vietava la lettura ai propri membri.

Tra gli italiani finiti all'indice - scienziati, filosofi, pensatori, scrittori, economisti - vi sono stati Vittorio Alfieri, Pietro Aretino, Cesare Beccaria, Boccaccio, Giordano Bruno, Benedetto Croce, Dante, Gabriele D'Annunzio, Antonio Fogazzaro, Ugo Foscolo, Galileo Galilei, Giovanni Gentile, Giulio Cesare Vanini, Francesco Guicciardini, Giacomo Leopardi, Niccolò Machiavelli, Ada Negri, Petrarca,Enea Silvio Piccolomini (papa Pio II), Giovanni Pico della Mirandola, Adeodato Ressi, Girolamo Savonarola, Luigi Settembrini,Tommaso Stigliani, Niccolò Tommaseo, Pietro Siciliani, Pietro Verri e Antonio Rosmini.

 L'elenco comprendeva, fra gli altri, nomi della letteratura, della scienza e della filosofia come Francesco Bacone, Honoré de Balzac, Henri Bergson, George Berkeley, Cartesio, Colette, D'Alembert, Daniel Defoe, Denis Diderot, Alexandre Dumas (padre) e Alexandre Dumas (figlio), Gustave Flaubert, Thomas Hobbes, Victor Hugo, David Hume, Immanuel Kant, Jean de La Fontaine, John Locke, Karl Marx, Montaigne, Montesquieu, Blaise Pascal, Pierre-Joseph Proudhon, Jean-Jacques Rousseau, George Sand, Spinoza, Stendhal, Voltaire, Émile Zola e il filosofo del nazionalsocialismo Alfred Rosenberg.

Tra gli ultimi ad entrare nella lista sono stati Simone de Beauvoir, André Gide, Jean-Paul Sartre, Alberto Moravia, Aldo Capitini.

L'indice ebbe diverse versioni e fu soppresso solo il 4 febbraio del 1966 con la fine dell'Inquisizione Romana.




martedì 29 ottobre 2013

Una fiaba per Halloween


Pierino Pierone era un bambino alto così, che andava a scuola. Per la strada di scuola c'era un orto con un pero, e Pierino Pierone ci s'arrampicava a mangiar le pere. Sotto il pero passò la Strega Bistrega e disse:Pierino Pierone dammi una pera
Con la tua bianca manina,
Ché a vederle, son sincera,
Sento in bocca l'acquolina
!
Pierino Pierone pensò: «Questa si sente l'acquolina in bocca perché vuole mangiare me, non le pere», e non voleva scendere dall'albero. Colse una pera e la buttò alla Strega Bistrega. Ma la pera cascò per terra, proprio dov'era passata una mucca e aveva lasciato un suo ricordo.
La Strega Bistrega ripeté:
Pierino Pierone dammi una pera
Con la tua bianca manina,
Ché a vederle, son sincera,
Sento in bocca l'acquolina
!
Ma Pierino Pierone non scese e buttò un'altra pera, e la pera cadde per terra, proprio dov'era passato un cavallo e aveva lasciato un laghetto.
La Strega Bistrega ripeté la sua preghiera e Pierino Pierone pensò che era meglio accontentarla. Scese e le porse una pera. La Strega Bistrega aperse il sacco ma invece di metterci la pera ci mise Pierino Pierone, legò il sacco e se lo mise in spalla.
Fatto un pezzo di strada, la Strega Bistrega dovette fermarsi a fare un bisognino: posò il sacco e si nascose in un cespuglio. Pierino Pierone che intanto, coi suoi dentini da topo, aveva rosicchiato la corda che legava il sacco, saltò fuori, ficcò nel sacco una bella pietra e scappò. La Strega Bistrega riprese il sacco e se lo mise sulle spalle.
Ahimè Pierino Pierone
Pesi come un pietrone
!
disse, e andò a casa. L'uscio era chiuso e la Strega Bistrega chiamò sua figlia:
Margherita Margheritone,
Vieni giù e apri il portone
E prepara il calderone
Per bollire Pierino Pierone
.
Margherita Margheritone apri e poi mise sul fuoco un calderone pieno d'acqua. Appena l'acqua bollì, la Strega Bistrega ci vuotò dentro il sacco. - Plaff! - fece la pietra, e sfondò il calderone; l'acqua andò sul fuoco e tutt'intorno e bruciò le gambe alla Strega Bistrega.
Mamma mia cosa vuol dire:
Porti i sassi da bollire?
disse Margherita Margheritone. E la Strega Bistrega saltando per il bruciore:Figlia mia, riaccendi il fuoco,
Io ritorno qui tra poco
.
Cambiò vestito, si mise una parrucca bionda, e andò via col sacco.
Pierino Pierone invece d'andare a scuola era tornato sul pero. Ripassò la Strega Bistrega travestita, sperando di non esser riconosciuta, e gli disse:
Pierino Pierone dammi una pera
Con la tua bianca manina,
Ché a vederle, son sincera,
Sento in bocca l'acquolina
!
Ma Pierino Pierone l'aveva riconosciuta lo stesso e si guardava bene dallo scendere:
Non dò pere alla Strega Bistrega
Se no mi prende e nel sacco mi lega
.
E la Strega Bistrega lo rassicurò:
Non sono chi credi, son sincera,
Arrivata son qui stamattina,
Pierino Pierone dammi una pera
Con la tua bianca manina.
E tanto disse tanto fece che Pierino Pierone si persuase scese a darle una pera. La Strega Bistrega lo ficcò subito nel sacco.
Arrivati a quel cespuglio, dovette di nuovo fermarsi per un bisognino, ma stavolta il sacco era legato così forte che Pierino Pierone non poteva scappare. Allora il ragazzo si mise a fare il verso della quaglia. Passò un cacciatore con un cane cercando quaglie, trovò il sacco e l'aperse. Pierino Pierone saltò fuori e supplicò il cacciatore di mettere il cane al suo posto nel sacco. Quando lí Strega Bistrega tornò e riprese il sacco, il cane lì dentro non faceva che dimenarsi e guaire, e la Strega Bistrega diceva:
Pierino Píerone non ti rimane
Che saltare e guaire come un cane.

Arrivò alla porta e chiamò la figlia:
Margherita Margheritone,
Vieni giù e apri il portone
E prepara il calderone
Per bollire Pierino Pierone.

Ma quando fece per rovesciare il sacco nell'acqua bollente, il cane furioso sgusciò fuori, le morse un polpaccio, saltò in cortile e cominciò a sbranar galline.
Mamma mia, che casi strani,
Tu per cena mangi i cani?
disse Margherita Margheritone. E la Strega Bistrega:Figlia mia, riaccendi il fuoco,
Io ritorno qui tra poco.
Cambiò vestito, si mise una parrucca rossa e tornò al pero; e tanto disse tanto fece che Pierino Pierone si lasciò acchiappare un'altra volta. Questa volta non si fermò in nessun posto e portò il sacco fino a casa, dove sua figlia l'aspettava sull'uscio.
- Prendilo e chiudilo nella stia, - le disse, - e domani di buonora, mentre io sono via, fallo in spezzatino con patate.
Margherita Margheritone, l'indomani mattina, prese un tagliere e una mezzaluna e aperse uno spiraglio nella stia.
Pierino Pierone fammi un piacere,
Metti la testa su questo tagliere.
E lui:Come? Fammi un po' vedere.Margherita Margheritone posò il collo sul tagliere e Pierino Pierone prese la mezzaluna, le tagliò la testa e la mise a friggere in padella.
Venne la Strega Bistrega ed esclamò:
Margheritone figlia mia bella,
Chi t'ha messa lì in pade
lla?
- Io! - fece Pierino Pierone su dalla cappa del camino,
- Come hai fatto a salire lassù? - chiese la Strega Bistrega.
- Ho messo una pignatta sopra l'altra e sono salito.
Allora la Strega Bistrega provò a farsi una scala di pignatte per salire ad acchiapparlo, ma sul più bello sfondò le pignatte, cadde nel fuoco e bruciò fino all'ultimo briciolo.
Da Fiabe Italiane (1956), di Italo Calvino



lunedì 14 ottobre 2013

La Venezia di Casanova


A Venezia esiste uno speciale itinerario ispirato al grande seduttore Giacomo Casanova.
Così attraversando i percorsi da lui descritti nelle sue memorie, potrete riscoprire il frequentatore di salotti, giramondo e conquistatore di donne, che, dal Settecento a oggi, non cessa di affascinare l’immaginario collettivo...ma che non riusciva a definire l'amore!

Qu'est-ce donc que l'amour ! J'ai beau avoir lu tout ce que des prétendus sages ont écrit sur sa nature, et j'ai beau y philosopher dessus en vieillissant que je n'accorderai jamais qu'il soit ni bagatelle, ni vanité. C'est une espèce de folie sur laquelle la philosophie n'a aucun pouvoir ; une maladie à laquelle l'homme est sujet à tout âge, et qui est incurable si elle frappe dans la vieillesse. Amour indéfinissable ! Dieu de la nature ! Amertume dont rien n'est plus doux, douceur dont rien n'est plus amer. Monstre divin qu'on ne peut définir que par des paradoxes. (da Histoire de ma vie, éd. Robert Laffont, coll. Bouquins, 1993, t. I, vol. 2, chap. V, p. 346)

Per informazioni:

Prigioni di Palazzo Ducale 
Tel: 041-5224951/ 041-2715911; Fax: 0415285028; E-mail:  info@fmcvenezia.it
Orari: Aprile-ottobre: lunedì-domenica 8.30-19.00 (ultimo ingresso un'ora prima).
Novembre-marzo: lunedì-domenica 8.30-17.30. 


lunedì 26 novembre 2012

Cosa c'è alle spalle della Gioconda?



Si pensava il paesaggio del Valdarno, ma secondo la fotografa e pittrice Rosetta Borchia e la professoressa associata di Geografia dell'Università di Urbino Olivia Nesci, è il Montefeltro.
Nel loro libro, “Codice P”, che sarà pubblicato da Electa Mondadori a dicembre 2012, le due scrittrici identificano lo sfondo del famoso dipinto con il Montefeltro, che fu il Ducato di Urbino, osservato dalla Valmarecchia.
Leonardo era stato più volte in Montefeltro, con un ruolo che lo aveva portato a guardare il paesaggio con attenzione: nel 1502 il Valentino, quel Cesare Borgia che ispirò la figura del Principe al Machiavelli, lo aveva nominato “soprintendente generale alle fortificazioni del paesaggio”. E di altri suoi passaggi si hanno diverse testimonianze.
Se questa teoria è esatta, è probabile che il genio Leonardo da Vinci abbia incamerato con il suo occhio leggendario quel panorama di vallate e alture e ne abbia usato la prospettiva come scenografia per il suo ritratto del mistero.


venerdì 19 ottobre 2012

Film: esce il 25 ottobre nelle sale "io e te" di Bernardo Bertolucci





Bernardo Bertolucci torna al cinema con Io e te, tratto da un romanzo di Niccolò Ammaniti, che è anche sceneggiatore del film.
Protagonisti sono Lorenzo (Jacopo Olmo Antinori), figlio di una famiglia romana bene che risiede nel ricco quartiere Parioli, e Olivia (Tea Falco), la sua sorellastra. Lorenzo si chiude nella cantina del suo palazzo in un esilio voluto, per sfuggire a una settimana bianca organizzata dalla scuola. Ma il piano perfetto fallisce quando nella cantina arriva anche Olivia, tossica in fuga da tutti. Inizia così un processo di scoperta che porterà alla reciproca comprensione.

mercoledì 17 ottobre 2012

Zingarelli 2013



Lo Zingarelli 2013 si è arricchito di oltre 1.500 nuove parole e nuovi modi di dire, come ‘Circo mediatico’, ‘acqua del sindaco’, ‘carico da undici’, ‘analfabetismo digitale’ e ‘museo degli orrori’.

Nel nuovo Zingarelli 2013 ci sono anche molte parole nate per innovazioni culturali, generate da mode e tendenze dell’Italia di oggi.
Alcuni esempi?!
tanoressia: la tendenza compulsiva ad abbronzarsi
daspo: divieto di accedere alle manifestazioni sportive, imposto agli ultras
hikikomori: la tendenza, diffusa in Giappone, di un adolescente di isolarsi dal mondo reale e rinchiudersi in una vita virtuale fatta di videogiochi e social network
...e molte altre parole ancora!

lunedì 23 aprile 2012

DOSSIER ITALIA: materiali autentici per l’insegnamento dell’italiano come seconda lingua


L’autenticità dei testi è il punto cardine di questo volume. Le attività proposte agli studenti sono dei veri e propri compiti comunicativi, orali e scritti, centrati sull’uso globale della lingua e sull’analisi di particolari elementi. Quindi il lavoro di analisi testuale proposto tocca vari punti e livelli di competenza comunicativa, che uno studente dei corsi superiori deve acquisire e possedere. Un altro livello di competenza comunicativa che le attività intendono sollecitare è quella semantica: capire le relazioni di significato che legano fra di loro le varie parti di un testo.

EDIRORE: Guerra Edizioni 
AUTORI: Massimo Maggini, Marilia Zappalà

ISBN: 88-7715-182-X
EAN: 978-88-7715-182-7
PAGINE: 256
FORMATO: 17X24
LIVELLO: interm./avanz. B2/C1

lunedì 2 aprile 2012

Lingua Italiana e televisione

Che cosa unisce l’italiano sciolto e spregiudicato della televisione di oggi e quello sobrio e garbato della televisione delle origini, e che cosa li separa?

Quali strumenti ha lo spettatore per riconoscere nella selva di programmi un linguaggio da fare proprio?

La tv fu buona ed è cattiva maestra di lingua?

"Lingua Italiana e televisione" (Carocci Editore), di Ilaria Bonomi e Gabriella Alfieri, intende offrire un contributo alla conoscenza descrittiva dell’italiano trasmesso per televisione e delle sue differenti varietà di parlato.

Ilaria Bonomi, è ordinaria di Linguistica italiana all’Università degli Studi di Milano, si è occupata in particolare di lingua dei media.

Gabriella Alfieri, è ordinaria di Storia della lingua italiana all’Università di Catania, ha studiato l’italiano letterario e paraletterario, il parlato radiotelevisivo e la scrittura professionale.


mercoledì 28 marzo 2012

filastrocca marzolina

Filastrocca di primavera,
come tarda a venire la sera.

L'hanno vista ferma in un prato
dove il verde è rispuntato,
un profumo di viole in fiore
l'ha trattenuta un paio d'ore,
ha perso tempo lungo la via
presso un cespuglio di gaggia,
due bimbi con un tamburo di latta
hanno incantato la sera distratta.

Adesso è tardi, lo so bene:
ma però la sera non viene

Da"Prime fiabe e filastrocche" - Einaudi Ragazzi

venerdì 16 marzo 2012

Sugarpulp: polpa di zucchero


Sugarpulp è un sito di recensioni librarie che è diventato, in tre anni, uno dei fenomeni veneti culturali più vivaci e interessanti: movimento letterario, associazione, festival e network.

Il nome alla Quentin Tarantino, che alla lettera significa «polpa di zucchero», è in realtà un omaggio a uno dei prodotti tipici del Veneto, terra di barbabietole da zucchero e di zuccherifici.

«Legame con il territorio» è il primo comandamento del Decalogo Sugarpulp ideato da Giacomo Brunoro, autore e editore digitale (Lacase), e dagli scrittori Matteo Righetto («Bacchiglione Blues») e Matteo Strukul («La Ballata di Mila»), tre under 40 padovani, amici dalla scuola e uniti dalla passione per la lettura.

Brunoro dice: «Stanchi di sentire chi si lamenta, ci siamo dati da fare».

Ed è stato un successo! Il festival Sugarpulp a Padova, da loro ideato, è nato grande, con già un profilo internazionale: la prima edizione, realizzata nel 2011 senza contributi pubblici e con il patrocinio del Comune, ha avuto padrini eccellenti come Joe Lansdale, Victor Gischler, Jeffery Deaver, Jan Wallentin e il noirista di casa Massimo Carlotto.

Se volete saperne di più visitate il loro sito!


lunedì 12 marzo 2012

Feltrinelli: i libri che cambiano il mondo

La casa editrice Feltrinelli nacque alla fine del 1954 a Milano. Ne fu fondatore Giangiacomo Feltrinelli, che già nel 1949 aveva dato vita alla Biblioteca G. Feltrinelli per lo studio della storia contemporanea e i movimenti sociali.
La casa editrice sorse sulle ceneri della Colip (Cooperativa del Libro Popolare, 1949-54), di cui rilevò una collana prestigiosa, l'Universale Economica.
Feltrinelli fece uscire libri che scossero profondamente le coscienze di molti.
Lui fece pubblicare autori del terzo mondo, letteratura politica e romanzi che fecero scandalo, come quelli di Henry Miller e due capolavori letterari di rilievo internazionale: nel 1957 Il dottor Živago di Boris Pasternak e, nel 1958, Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

"Cambiare il mondo con i libri, combattere le ingiustizie con i libri"; erano questi i moventi e la meta di Giangiacomo Feltrinelli quando fondò la sua casa editrice, e ancor oggi i suoi eredi continuano a portare avanti il suo progetto.

mercoledì 29 febbraio 2012

La grammatica italiana per stranieri più venduta al mondo


E' uscita "la NUOVA grammatica pratica della lingua italiana" di Susanna Nocchi (Alma Editore).
La NUOVA grammatica è stata arricchita con nuovi esercizi e schemi grammaticali, test a punti e riquadri con curiosità linguistiche e suggerimenti per l'autoapprendimento.
Della prima edizione il volume ha mantenuto la presentazione chiara e sintetica delle regole attraverso schede grammaticali essenziali e immediatamente comprensibili, esercizi agili e graduati e l'attenzione riservata alle forme più utili, autentiche e di immediata utilizzazione.
livello: A1/B2
prezzo: Euro 18.90
isbn: 9788861822474

giovedì 23 febbraio 2012

Il giovane Montalbano di Camilleri


Abbiamo imparato a conoscere l’eroe di Vigata nell’età adulta, ma adesso l’orologio gira al contrario e ci riconduce ad un ragazzo adolescente che perde la madre prematuramente e ha con il padre un rapporto complesso e costellato di silenzi, paure e ferite non sanate.

Il commissario Montalbano da giovane era un ragazzo barbuto e testardo all’inverosimile. Così lo scrittore Andrea Camilleri ha descritto gli inizi del giovane poliziotto.

Da qui la nuova fiction in sei puntate, con protagonista Michele Riondino.

Un prequel che racconta il commissario vent’anni prima.

Scopriremo così chi era il commissario prima di arrivare a Vigata, come ha conosciuto Fazio, Mimì Augello e Catarella, quando ha incontrato Livia...

Non mancate stasera l'appuntamento con Il giovane Montalbano, Rai1, ore 21.10.



martedì 7 febbraio 2012

italiano per stranieri: ci vuole orecchio!

Una delle abilità che ha maggior necessità di essere esercitata e rafforzata, quando si studia una lingua, è sicuramente la comprensione orale. Alma Edizioni vi dà modo di poterla esercitare anche quando non siete in Italia, con "Ci vuole orecchio!" di Filomena Anzivino e Katia D'Angelo.

Sono tre volumi, con cd audio, divisi per livello A1-A2, A2-B1, B2-C1.

In ciascun livello vengono proposti dei brani di ascolto, appartenenti a varie tipologie testuali, corredati da una serie di originali esercizi di comprensione e di analisi della lingua, con attenzione alle forme del parlato.

Ogni volume è fornito di soluzioni e può essere usato sia in classe con l'insegnante che in autoapprendimento.