Visualizzazione post con etichetta Arena. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Arena. Mostra tutti i post

giovedì 15 settembre 2011

Jovanotti: La notte dei desideri

Da oggi è online il nuovo video di Jovanotti "La notte dei desideri".

Il brano è il quarto singolo estratto da "Ora". Diretto e ideato dall'artista stesso insieme a Leandro Manuel Emede, il video racconta la mattina dopo la "notte dei desideri". Guardatelo sulla piattaforma web soleluna .

Vi ricordiamo che domani, venerdì 16 settembre e sabato 17 settembre Jovanotti sarà in concerto all'Arena di Verona.

mercoledì 16 giugno 2010

88° Festival Lirico 2010 - Franco Zeffirelli e L'Arena

Il Festival Lirico Arena di Verona dal 18 giugno al 29 agosto, raggiunge quest’anno la sua 88^ edizione: Franco Zeffirelli e l’Arena, questo è il sottotitolo della stagione interamente dedicata al regista fiorentino che firma tutti i titoli in cartellone: Turandot di Giacomo Puccini, Aida di Giuseppe Verdi, Madama Butterfly di Giacomo Puccini, Carmen di Georges Bizet, Il Trovatore di Giuseppe Verdi.
A esibirsi sarà un cast di fama internazionale: fra i direttori d’orchestra non mancheranno Plácido Domingo, Giuliano Carella, Daniel Oren, Antonio Pirolli, Julian Kovatchev, fra gli interpreti spiccano i nomi di Marcelo Álvarez, Maria Guleghina, Dmitri Hvorostovsky ed ancora Fiorenza Cedolins, Marianne Cornetti, Hui He, Kristin Lewis, Amarilli Nizza, Svetla Vassileva, Tichina Vaughn, Marco Berti, Carlo Ventre, Ambrogio Maestri, solo per menzionare alcuni significativi protagonisti della prossima stagione.

martedì 9 febbraio 2010

Anniversario del Manifesto Futurista

La corrente artistica più studiata, recentemente, in Italia e all'estero, è il FuTurisMo.
Proprio il 9 febbraio (del 1909) il Manifesto del Futurismo, firmato F.T.Marinetti, fu pubblicato in Veneto nel quotidiano l' ARENA di Verona.

Eccolo qui sotto!

1. Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.
2. Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
3. La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità pensosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.
4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un'automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo...un'automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.
5. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.
6. Bisogna che il poeta si prodighi con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali.
7. Non v'è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all'uomo.
8. Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell'assoluto, poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente.
9. Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei liberatori, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.
10. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica e utilitaria.
11. Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le marce multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri, incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole per i contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che fiutano l'orizzonte, e le locomotive dall'ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d'acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta. È dall'Italia che noi lanciamo per il mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il FUTURISMO perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologi, di ciceroni e d'antiquari. Già per troppo tempo l'Italia è stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagli innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri.