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martedì 22 novembre 2011

Letto per voi: "Il nome giusto", romanzo d'esordio di Sergio Garufi


L'io narrante è il fantasma di un uomo morto in un banale incidente stradale, che ciondola con pigrizia e malinconia in un negozio di libri usati, che ora possiede qualcosa di molto prezioso per lui: la sua biblioteca.

Seguendo i clienti del negozio, il fantasma crea poetiche combinazioni, sovrapponendo le storie delle persone a quelle dei classici: Borges, Leopardi, Foster Wallace e molti altri.

La delicatezza con cui esplora le vite degli altri e la minuzia con cui descrive il valore che quei libri hanno per lui, si alternano alla partecipazione con cui racconta di sé, nell'evocazione costante del desiderio di scrivere un libro...

Sergio Garufi, IL NOME GIUSTO, Ponte alle Grazie ed., pp.234, euro 16

mercoledì 12 ottobre 2011

Roberto Saviano vince il Pen/Pinter prize come scrittore coraggioso dell'anno

Roberto Saviano ha vinto il Pen/Pinter prize, prestigioso riconoscimento letterario per la libertà di espressione. Il premio Pinter è stato istituito nel 2009 dall' associazione internazionale di scrittori Pen in memoria di Harold Pinter, drammaturgo premio Nobel per la letteratura nel 2005. Saviano è stato premiato come «scrittore coraggioso» dell'anno. Lo scrittore napoletano vive sotto scorta dalla pubblicazione di Gomorra, con cui ha rivelato ai lettori di tutto il mondo i retroscena della camorra

Saviano ha ringraziato, in un messaggio, i suoi lettori per aver fatto sì che le sue parole siano diventate pericolose per alcuni poteri che invece necessitano di silenzio e ombra.


mercoledì 31 agosto 2011

Novità editoriale: il primo volume della collana Quaderni di letteratura italiana di Guerra Edizioni


Il libro narra la storia di Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, neonato abbandonato, all'inizio del secolo di cui porta il nome, sul piroscafo Virginian dove trascorrerà l'intera vita, dedicandosi al suo straordinario talento di pianista.
Il protagonista, dotato di grandi capacità di apprendimento, vive attraverso passioni e sensazioni raccontate dai passeggeri dell'imbarcazione e si realizza esclusivamente con la musica, sospeso nel suo mondo tra il pianoforte e il mare, in una dimensione surreale e affascinante da cui neanche il desiderio di creare radici nel mondo reale riuscirà a strapparlo.

Il quaderno, a cura di Maria Carmela d'Angelo, è ovviamente dedicato al fortunato "Novecento" di Alessandro Barrico, da cui è stato tratto il film di Giuseppe Tornatore, del 1998, "La leggenda del pianista sull'Oceano".

Il volume di Guerra Edizioni è adatto agli studenti stranieri di lingua italiana di livello intermedio e avanzato (B2/C1), leggetelo...è una vera poesia!


venerdì 18 febbraio 2011

io e te: Ammaniti e Bertolucci


"C'e' una cosa che mi affascina molto e che sto sperimentando per il mio prossimo film: ho pensato di girare il film in 3D" dice il regista Bernardo Bertolucci.

In un'intervista a Sky Cine News, spiega poi che la sua prossima pellicola, "Io e te" ispirata all'omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti, sarà girata usando questa tecnologia.

Il film si svolge quasi tutto in una cantina e il 3D, secondo Bertolucci, darà meglio la possibilità di andare a fondo nella scenografia, nell'ombra, nel mistero e nei personaggi.

venerdì 3 dicembre 2010

Parco tematico su Ungaretti a Gorizia

Si chiama "Il Porto sepolto" come la celebre raccolta di poesie, il parco tematico, inaugurato lo scorso Sabato 18 settembre a Castelnuovo (Go), dedicato a Ungaretti.

Il parco occupa gli spazi che circondano la storica Villa Della Torre-Hohenhole.

Molto vicino ai luoghi in cui il poeta combatté durante la Prima Guerra Mondiale.

L'interno del parco è immaginato come un percorso ideale, culminante in una torretta centrale, da dove si può ammirare il Carso.

Per informazioni contattate info@amicidicastelnuovo.it tel: 0481/99742

lunedì 22 novembre 2010

Gomorra a episodi



"Gomorra", il bestseller di Roberto Saviano sul "sistema" della malavita campana diventerà un film in 12 episodi per il piccolo schermo. Prodotto da Sky e da Cattleya, sarà curato dalla Fandango di Domenico Procacci, produttore dell'omonimo film di Matteo Garrone campione di incassi e di premi internazionali nel 2008.

Saviano collaborerà alla sceneggiatura e sarà il supervisore del progetto.

Il primo ciak è previsto nel 2011.

lunedì 25 gennaio 2010

Oggi Eco a Venezia

A partire da oggi Palazzo Grassi e Punta della Dogana, di Venezia, inaugurano un ciclo di incontri che in occasione della mostra “Mapping the Studio” conversano sui temi legati all’arte. Saggisti, narratori o cronisti, i protagonisti degli incontri racconteranno di volta in volta la loro esperienza personale di appassionati d’arte, visitatori di mostre, osservatori di opere, semplici curiosi. Gli incontri, aperti al pubblico, avranno cadenza mensile e si protrarranno per tutto il 2010. Per il primo appuntamento, oggi alle 17 a Palazzo Grassi, toccherà a Umberto Eco con una conferenza legata al ciclo di attività svolte al museo del Louvre a Parigi, dove è stato “grand invité” lo scorso novembre 2009, e che ha ispirato il suo libro “La Vertigine della Lista” recentemente uscito per Bompiani.
Tutti gli incontri sono a ingresso libero, sino ad esaurimento posti, realizzati in collaborazione con Fapi (Fondo Nazionale di formazione per i lavoratori delle piccole e medie imprese, e con il sostegno del quotidiano IL GAZZETTINO).

giovedì 7 gennaio 2010

I 5 sensi di Calvino

Non è uno dei libri più conosciuti di Italo Calvino, anzi a dir la verità non è neanche un libro, ma una serie di appunti tratti da una conferenza che l'autore ha tenuto nel 1983, stiamo parlando di "Sotto il sole giaguaro".


E' molto particolare, ecco come lo presenta lo stesso Calvino:


"Un libro che sto scrivendo parla dei 5 sensi, per dimostrare che l'uomo contemporaneo ne ha perso l'uso. Il mio problema scrivendo questo libro è che il mio olfatto non è sviluppato, manco di attenzione auditiva, non sono un buongustaio, la mia sensibilità tattile è approssimativa, e sono miope."

Leggetelo, è una vera esperienza sensoriale!

martedì 29 dicembre 2009

Fratello Bancomat

Afflitti dalla crisi economica, come siamo, ci vorrebbe proprio un “Fratello Bancomat” come quello di Stefano Benni: un Bancomat umano, che fa da consulente psicologico e da giustiziere allo stesso tempo.
Il protagonista del brano tratto da “L’Ultima lacrima” (Feltrinelli, Milano 1994) è davvero uno sportello Bancomat, su cui si imbatte il Signor Piero, appena abbandonato dalla moglie Laura (che gli ha preferito il dottor Vanini, diventato ricco a furia di speculazioni).
Conoscendo la storia, ricostruita attraverso i movimenti bancari, quando Piero chiede al Bancomat 400.000 delle vecchie lire, per arrivare alla fine del mese, quest’ultimo ordina:
Bancomat: “…componga in fretta questa numero 99362"
Signor Piero: “Ma, non è il mio.”
Bancomat: “Infatti, è quello di Vanini.”
Signor Piero: “Ma io non so se…”
Bancomat: “Componga! Non posso tenere un collegamento irregolare così a lungo. Operazione in corso. Attendere prego.”
Signor Piero: "Attendo, ma…"
Bancomat: "Operazione momentaneamente non disponibile"
Signor Piero: "Ritiro subito la tessera"
Bancomat: "Fermo signor Piero. Era un messaggio falso per ingannare il computer centrale. Apra la borsa."
Signor Piero: "Perché?"
Bancomat: "Apra la borsa e stia zitto. Ora le sparo fuori sedici milioni in contanti."

....e così fece...giustizia!

giovedì 12 novembre 2009

S'i' fosse foco...

E’ da un po’ che non ci occupiamo di congiuntivo…oggi abbiamo deciso di farlo con poesia!

Contemporaneamente al Dolce Stil Novo si sviluppa in Toscana, in particolare a Siena, la poesia comico realistica che rappresenta con efficace realismo gli aspetti e i sentimenti più comuni, talvolta anche volgari, della vita.

I temi cui s’ispira la poesia comico-realistica, nettamente contrapposti a quelli spirituali del Dolce Stil Novo, sono:
-l’amore ardente, appassionato e sensuale;
-la donna come creatura terrena (e non la donna angelo degli stilnovisti );
-l’esaltazione del denaro, del gioco d’azzardo, del divertimento, del piacere;
-il lamento contro la povertà e i fastidi della vita.

Questi componimenti poetici, che utilizzano un linguaggio “comico”, cioè medio, vicino a quello popolare, obbediscono a precise scelte stilistiche come l’uso dell’ingiuria e il gusto per la parola forte e violenta, per l’aggressività verbale.

Il maggior rappresentante della poesia comico-realistica è Cecco Angiolieri.

Cecco Angiolieri nacque a Siena intorno al 1260 da una famiglia nobile e ricca. Di lui abbiamo poche e frammentarie notizie. Amante dei piaceri e dei divertimenti, visse in modo sregolato. Processato più volte per debiti, fu anche bandito da Siena. Entrato in possesso dell’eredità paterna, la dilapidò e morì in miseria nel 1310 circa.
A Cecco Angiolieri si attribuiscono circa centodieci sonetti che hanno come motivi ricorrenti: la storia del suo amore schiettamente sensuale per una certa Becchina; la passione per il vino, il gioco, la taverna; l’odio nei confronti dei genitori che non gli danno sufficiente denaro per da sfogo ai suoi vizi e ai suoi piaceri.
I suoi componimenti sono caratterizzati dal gusto del violento, del colorito, dell’esagerato, del disperato.

Nel sonetto che vi presentiamo, senz’altro il più famoso del Canzoniere, Cecco Angiolieri sfoga la sua rabbia lanciando una serie di maledizioni contro il mondo intero.
Il poeta, però, grazie alla scherzosa conclusione finale, riesce a sdrammatizzare con grande abilità il tono violento e dissacrante dell’intero sonetto.
Il sonetto è stato reso ancor più famoso dal musicista Fabrizio de André, che l’ha trasformato in canzone.

S’ì fosse*foco, arderei il mondo;
S’ì fosse vento lo tempesterei ;
S’ì fosse acqua, i’ l’annegherei;
S’ì fosse Dio, mandereil’ en profondo;

S’ì fosse papa, sare’ allor giocondo,
ché tutt’i cristiani imbrigherei;
S’ì fosse ‘mperator, sa’ che farei ?
A tutti mozzerei lo capo a tondo.

S’ì fosse morte, anderei da mio padre;
S’ì fosse vita, fuggirei da lui;
similmente farìa da mi’ madre.

S’ì fosse Cecco, com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
e vecchie e laide lasserei altrui.

* S’ì fosse = in italiano moderno corrisponde a “se io fossi”

martedì 3 novembre 2009

Ciao Alda!

Domenica si è spenta, a causa di un tumore osseo, una grande donna della poesia italiana:
Alda Merini.
Domani pomeriggio alle 14.00, in Duomo a Milano, ci saranno i funerali di Stato.

Alda verrà poi sepolta tra i grandi al Famedio, il cimitero monumentale.

Questo è l’omaggio di Milano, città che ha tanto amato e odiato, come lei stessa ha confessato in “Canto Milano”, una raccolta di prose e poesie pubblicate nel 2007.

Alda, classe 1931, aveva esordito a 15 anni spinta da Spagnoletti, che nel 1950 pubblicò alcune sue poesie nell’ "Antologia della poesia italiana 1909-1949”.
Nel 1947 la Merini incontra quelle che definirà come "prime ombre della sua mente": viene internata per un mese all'ospedale psichiatrico di Villa Turno.
Nel 1951, anche su suggerimento di Eugenio Montale, l'editore Scheiwiller stampa due poesie inedite di Alda Merini in "Poetesse del Novecento". In questo periodo frequenta per interesse di lavoro ma anche per amicizia Salvatore Quasimodo.
Sposa Ettore Carniti, proprietario di alcune panetterie di Milano, nel 1953.
Esce poi il primo volume di versi intitolato "La presenza di Orfeo". Due anni dopo pubblica "Nozze Romane" e "Paura di Dio". Sempre nel 1955 nasce la primogenita Emanuela: al medico pediatra dedica la raccolta "Tu sei Pietro" (pubblicata nel 1961).
La poetessa inizia poi un triste periodo di silenzio e di isolamento: viene internata al "Paolo Pini" fino al 1972, periodo in cui non manca comunque di tornare in famiglia, e durante il quale nascono altri tre figli.
Dopo alternati periodi di salute e malattia, che durano fino al 1979, la Merini torna a scrivere; lo fa con testi intensi e drammatici che raccontano le sue sconvolgenti esperienze al manicomio: secondo lei vera causa dell'alienazione e della pazzia degli internati.
I testi sono raccolti in "La Terra Santa", pubblicato da Vanni Scheiwiller nel 1984.
Nel 1981 muore il marito; si risposa nel 1983 con il poeta tarantino Michele Pierri.
Alda si trasferisce a Taranto dove rimarrà tre anni. In questi anni scrive le venti "poesie-ritratti" de "La gazza ladra" (1985). A Taranto porta a termine anche "L'altra verità. Diario di una diversa", suo primo libro in prosa.
Dopo aver nuovamente sperimentato gli orrori del manicomio, questa volta a Taranto, torna a Milano nel 1986: si mette in terapia con la dottoressa Marcella Rizzo alla quale dedicherà più di un lavoro.
Dal punto di vista letterario questi sono anni molto produttivi: naturale conseguenza è anche la conquista di una nuova serenità.
Negli anni, diverse pubblicazioni consolideranno il ritorno sulla scena letteraria della scrittrice. Nel 1993 riceve il Premio Librex-Guggenheim "Eugenio Montale” per la Poesia. Nel 1996 le viene assegnato il "Premio Viareggio" per il volume "La vita facile"; l'anno seguente riceve il "Premio Procida-Elsa Morante".
Nel 2002 viene pubblicato da Salani un piccolo volume dal titolo "Folle, folle, folle d'amore per te", con un pensiero di Roberto Vecchioni, il quale nel 1999 aveva scritto "Canzone per Alda Merini".
Nel 2003 la "Einaudi Stile Libero" pubblica un cofanetto con videocassetta e testo dal titolo "Più bella della poesia è stata la mia vita".
Nel 2004 esce un disco che contiene undici brani cantati da Milva tratti dalle poesie di Alda Merini.
Nel 2006 la poetessa si avvicina al genere noir con "La nera novella" (Rizzoli).

La sua è stata una vita piena di passione, segnata da gioie, dolori e da un'intensa produzione letteraria, tutta volta a mostrarci la meraviglia di quello che comunemente chiamiamo follia!

Follia, mia grande giovane nemica,
un tempo ti portavo come un velo
sopra i miei occhi che mi scoprivo appena.
Mi vide in lontananza il tuo bersaglio
e hai pensato che fossi la tua musa;
quando mi venne quel calar di denti
che ancora mi addolora tra le spoglie,
comprasti quella mela del futuro
per darmi il frutto della tua fragranza.

Alda Merini