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mercoledì 30 dicembre 2009

"passare la notte in bianco"


Sapete cosa si intende con l’espressione “passare una notte in bianco”?

Non riuscire a chiudere occhio...


Questo perché nel Medioevo chi doveva essere nominato cavaliere passava, vestito di bianco, una notte insonne.

giovedì 5 novembre 2009

Novembre

Riportiamo qui sotto il testo (bucato) della canzone di Giusy Ferreri, uscita un anno fa, e diventata un tormentone.
Prova a coniugare al tempo giusto i verbi all’infinito tra parentesi, puoi scegliere tra passato prossimo, passato remoto e imperfetto.
Poi ascoltala e correggi l’esercizio!

Novembre

(io-difendere) _____________ le mie scelte
(io-credere) _____________nelle attese
(io-sapere) _____________ dire spesso di no

con te non (io – riuscirci) _____________.
(io-indossare) _____________ le catene
io ho i segni delle pene
lo so che non volendo ricorderò quel pugno nello stomaco.


RIT. A novembre la città (spegnersi) _____________in un istante
tu (dire) _____________basta e io (rimanere) _____________ inerme
il tuo ego (essere) _____________ sempre più forte di ogni mia convinzione.
A novembre la città si accende in un istante il mio corpo non si veste più di voglie e tu non sembri neanche più così forte come ti (credere) _____________ un anno fa novembre.

(io-dare) _____________ fiducia al buio ma ora sto in piena luce
e in bilico tra estranei che mi contendono la voglia di rinascere

RIT.

E tu (parlare) _____________ senza dire niente
(io- cercare) _____________ invano di addolcire

quel retrogusto amaro di una preannunciata fine.

ASCOLTA E VERIFICA

giovedì 29 ottobre 2009

Storie horror

L’horror e il giallo sono i generi più amati in letteratura e nel cinema.
Gli insegnanti di lingue straniere solitamente lo usano come pretesto per fare esercizio sulla forma passiva dei verbi: “è stato trovato il cadavere di un uomo...la vittima è stata pugnalata al cuore...”.
Se siete a corto di idee vi consigliamo un gioco di gruppo divertente e appassionante: un mazzo di carte con 50 casi misteriosi da risolvere,
Storie Horror (di Holger Bösch, Magazzini Salani, Euro 8,90).
Non giocarci sarebbe un delitto!

martedì 27 ottobre 2009

Tarocchi d'autore

Attraversato un fitto bosco incantato, un prode cavaliere arriva ad un castello, ricovero di viandanti.
Giunto alla mensa si accorge che tutti gli ospiti, lui compreso hanno perso la favella.
Ma alla fine della cena, succede qualcosa di strano:

“A quel punto sulla tavola appena sparecchiata, colui che pareva essere il castellano posò un
mazzo di carte da gioco. Erano
tarocchi più grandi di quelli con cui si gioca in partita o con cui le zingare predicono l’avvenire […] Eppure non sembrava che alcuno di noi avesse voglia d’iniziare una partita, e tanto meno di mettersi a interrogare l’avvenire, dato che d’ogni avvenire sembravamo svuotati […]. Era qualcos'altro che vedevamo in quei tarocchi, qualcosa che non ci lasciava più staccare gli occhi […]Uno dei commensali tirò a sé le carte sparse, lasciando sgombra una larga parte del tavolo; ma non le radunò in mazzo né le mescolò; prese una carta e la posò davanti a sé.
Tutti notammo la somiglianza tra il suo viso e quello della figura, e ci parve di capire che con quella carta egli voleva dire io e che s’accingeva a raccontare la sua storia.”

Italo Calvino, Il Castello dei destini incrociati, 1973

martedì 25 agosto 2009

Se fosse…sarebbe

Per automatizzare l’uso del periodo ipotetico del secondo tipo, c’è un gioco molto simpatico, che procede per associazioni: “Se Fosse”.
Si gioca in due o più persone. Un giocatore pensa ad un personaggio famoso, l’altro o gli altri pongono domande del tipo:

“se fosse un’automobile?”


“se fosse un luogo?”


“se fosse un abito?”


Rispondendo a questi quesiti , dicendo “sarebbe…”, si devono dare degli indizi per indovinare il personaggio. E voi avete indovinato?


Dopo una decina di domande, l’acquisizione del costrutto congiuntivo imperfetto-condizionale presente sarà un gioco da ragazzi!

venerdì 17 luglio 2009

La poesia del Taboo

Per rendere le lezioni più attive e divertenti, a volte, basta poco. Uno dei giochi in scatola che più si addice ad un gruppo di studenti (intermedi e avanzati) è Taboo: si deve far capire la parola misteriosa scritta in rosa o blu sulla parte alta della carta, senza utilizzare le parole seguenti scritte in nero, che appartengono allo stesso campo semantico. Il gioco prevede una certa abilità nel fare “giri di parole”.
Una delle definizioni più poetiche di uno studente è stata la seguente:
“è una parte del corpo che tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo avuto rotta… non si può ingessare! Io ne lascio sempre un po’ dove vado, ne lascio un po’ anche qui”
La parola misteriosa era CUORE.
Non si tratta dunque solo di grammatica e parole!