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venerdì 24 febbraio 2012

I luoghi meravigliosi della letteratura italiana

Ci sono luoghi meravigliosi di origine letteraria che non esistono nella realtà ma di cui tutti usiamo il nome e conosciamo il significato. Il primo che vi illustreremo viene dal Decameron di Boccaccio (1350) ed è il Paese di Bengodi, un luogo di grande abbondanza soprattutto alimentare, dove non è necessario lavorare.

Ecco come lo descrive Boccaccio:

...in una contrada che si chiamava Bengodi, nella quale si legano le vigne con le salsicce, e avevavisi un'oca a denaio e un papero giunta, ed eravi una montagna tutta di formaggio grattugiato, sopra la quale stavan genti che niuna altra cosa facevan che far maccheroni e raviuoli e cuocergli in un brodo di capponi, e poi gli gittavan quindi giù, e chi più ne pigliava più se n'aveva: e ivi presso correva un fiumicel di vernaccia, della migliore che mai si bevve, senza avervi dentro gocciol d'acqua.

Passiamo poi ad un altro bel paese, quello dei Balocchi de "le avventure di Pinocchio" di Carlo Collodi (1883).

Ecco come Lucignolo lo descrive a Pinocchio:

"Lì non vi sono scuole: lì non vi sono maestri: lì non vi sono libri. In quel paese benedetto non si studia mai. Il giovedì non si fa scuola: e ogni settimana è composta di sei giovedì e di una domenica. Figurati che le vacanze d'autunno cominciano col primo gennaio e finiscono coll'ultimo di dicembre. Ecco un paese come piace veramente a me! Ecco come dovrebbero essere tutti i paesi civili!"...in questo paese ci si diverte sempre e non si lavora mai."

E' interessante notare come a distanza di secoli i desideri dell'uomo siano sempre gli stessi: mangiare, bere e divertirsi, senza aver bisogno di faticare!

venerdì 12 novembre 2010

Non è mai troppo tardi...per l'Italiano

La lingua italiana nasce dal volgare, cioè da una lingua, derivante dal latino, parlata dal popolo.
Fu il Cardinale Pietro Bembo che nel Cinquecento regolò la Lingua Italiana basandola sull’uso che ne avevano fatto i grandi scrittori toscani del Trecento: Dante Alighieri, Giovanni Boccaccio e Francesco Petrarca.
Nel corso dell’Ottocento Alessandro Manzoni, con il suo celebre romanzo storico "I Promessi Sposi", apportò notevoli cambiamenti alla lingua italiana, abbassandone il registro, per calarla nella realtà a lui contemporanea.
Ma l'alfabetizzazione di massa, di un popolo che ancor oggi continua a parlare i suoi numerosi dialetti, avvenne solo nella seconda metà del Novecento, grazie ai Mass Media con in testa la televisione, attraverso programmi popolari come “Non è mai troppo tardi” condotto da Alberto Manzi e trasmesso dalla RAI. Questa trasmissione ebbe inizio il 15 novembre 1960 e venne sospesa solo nel 1968, dopo 484 puntate, grazie all'aumento della frequenza della scuola dell'obbligo.