Visualizzazione post con etichetta Gioconda. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gioconda. Mostra tutti i post

lunedì 26 novembre 2012

Cosa c'è alle spalle della Gioconda?



Si pensava il paesaggio del Valdarno, ma secondo la fotografa e pittrice Rosetta Borchia e la professoressa associata di Geografia dell'Università di Urbino Olivia Nesci, è il Montefeltro.
Nel loro libro, “Codice P”, che sarà pubblicato da Electa Mondadori a dicembre 2012, le due scrittrici identificano lo sfondo del famoso dipinto con il Montefeltro, che fu il Ducato di Urbino, osservato dalla Valmarecchia.
Leonardo era stato più volte in Montefeltro, con un ruolo che lo aveva portato a guardare il paesaggio con attenzione: nel 1502 il Valentino, quel Cesare Borgia che ispirò la figura del Principe al Machiavelli, lo aveva nominato “soprintendente generale alle fortificazioni del paesaggio”. E di altri suoi passaggi si hanno diverse testimonianze.
Se questa teoria è esatta, è probabile che il genio Leonardo da Vinci abbia incamerato con il suo occhio leggendario quel panorama di vallate e alture e ne abbia usato la prospettiva come scenografia per il suo ritratto del mistero.


martedì 6 settembre 2011

Accadde un secolo fa..

Nella notte fra domenica 20 e lunedì 21 Agosto del 1911, la Gioconda venne "rapita" proprio nella sua casa, al Louvre di Parigi. L’autore del furto fu un giovane italiano Vincenzo Perruggia, partito dalla provincia di Varese per lavorare come decoratore in Francia.

Perruggia, avendo lavorato per il famoso museo, conosceva bene le abitudini del personale del museo e compì il colpo senza grossi problemi.

Il 7 settembre seguente venne accusato del furto Guillaume Appollinaire, in quanto il poeta aveva affermato di voler distruggere le grandi opere del passato per dar spazio all'arte nuova, e successivamente niente meno che Pablo Picasso.

Perruggia aveva portato il quadro in Italia, con l'intenzione di darlo alla Galleria degli Uffizi, a Firenze: a suo avviso quello sarebbe stato "il suo posto", in nome del pattriottismo contro i saccheggi napoleonici... peccato però che il quadro fosse stato regolarmente acquistato dal re di Francia Francesco I, quando Leonardo lavorava ad Amboise.

Nel 1913 Perruggia fu arrestato e la Gioconda tornò a casa!

venerdì 20 maggio 2011

Alla ricerca della Gioconda

Il mistero che da secoli avvolge la Gioconda, una delle opere maggiori di Leonardo da Vinci, potrebbe essere vicino a una svolta. Arrivano infatti i primi risultati dalla campagna di scavi nell'ex convento di Sant'Orsola, in cui monna Lisa, al secolo Lisa Gherardini, sarebbe stata sepolta nel 1542: potrebbe infatti essere proprio della Gioconda il cranio venuto alla luce.
L'obiettivo dichiarato dei ricercatori è quello, grazie al ritrovamento dei resti, di ricostruire il volto di monna Lisa per confrontarlo con il quadro del Louvre. Per farlo si dovrà innanzitutto analizzare il teschio ritrovato, capire se si tratti di un cranio maschile o femminile e, grazie a esami come il carbonio 14, verificare se appartenga all'epoca coeva di Lisa Gherardini. Si potrà poi procedere estrapolando il Dna, per confrontarlo con quello dei figli della monna Lisa, conservati nella cappella della famiglia Del Giocondo nella chiesa fiorentina della Santissima Annunziata.

mercoledì 2 febbraio 2011

La Gioconda: la summa del pensiero di Leonardo

La Gioconda, il piu' celebre e misterioso dipinto del mondo, nasconderebbe il grande testamento, la summa del pensiero di Leonardo da Vinci. Ad annunciarlo oggi è Silvano Vinceti, Presidente del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici, Culturali e Ambientali, che, tra i propri recenti 'successi', vanta l'individuazione del luogo di sepoltura dei resti di Caravaggio.
Da una ricerca avviata il 9 dicembre scorso, gli esperti del Comitato hanno rinvenuto tre ''stratificazioni accertate'' e tre segni ''inequivocabili' all'interno del dipinto che ne farebbero appunto ''il testamento filosofico, esoterico, religioso e teologico'' del genio del Rinascimento.
Le analisi digitali hanno fatto scoprire due lettere negli occhi della Monna Lisa: una S, perfettamente coincidente con la grafia del pittore, nell'occhio sinistro della modella (destro per chi guarda), una L nel destro e il numero 72 sotto un'arcata del ponte dello sfondo.
Nella tradizione cabalistica 72 lettere compongono il nome di Dio e il 7 è la creazione del mondo - spiega Vinceti -. Ma 7 e 2 rimandano anche all'Apocalisse di Giovanni nel Nuovo Testamento. Il 2 è il dualismo, l'opposizione, ma anche l'armonia dei principi maschile e femminile.
Nelle lettere 'ritrovate' anche il mistero dell'identità di quel volto, per alcuni, dai tratti maschili. La L rinvierebbe al pittore stesso, ma anche a Lisa Gherardini e la S al Salai, al secolo Gian Giancomo Caprotti, giovane ''di una passionalità sprigionante'' che andò a lavorare da Leonardo a 16 anni, nel 1490, unito a lui da un rapporto speciale.