giovedì 28 novembre 2013
A Natale regala l'iscrizione al FAI
Questo Natale potete fare un gesto di grande ricercatezza e sensibilità: regalare una tessera FAI, per condividere un mondo che valorizza il patrimonio culturale, artistico e naturale del nostro Paese.
Così regalerete ad un amico un anno di concerti, spettacoli, mostre, eventi culturali, visite guidate a castelli, antiche dimore, parchi secolari e altro ancora.
Donando una tessera FAI, come segno di riconoscimento si riceverà inoltre un abbonamento di tre mesi alla rivista DOVE.
Per maggiori informazioni www.fondoambiente.it
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martedì 19 novembre 2013
24-30 Novembre - 1 Dicembre 2013: Fiera di S. Andrea a Portogruaro
Domenica 24 novembre inizierà la
tradizionale Fiera di S. Andrea a Portogruaro (Venezia), giunta ormai alla
sua 28esima edizione.
Il Centro storico sarà animato dagli
stand espositivi di prodotti artigianali a cura delle associazioni e
degli enti locali. I Musei della città saranno aperti e l'entrata
gratuita.
Vi segnaliamo delle occasioni
imperdibili:
*l'escursione, di due ore, sul fiume
Lemene con tipica Caorlina a cura dell'associazione Dilettantistica
Voga Concordiese (Partenza da Piazzetta Pescheria alle 14.00 - domenica
24 e sabato 30);
*la visita guidata del Museo Nazionale
Concordiese, a cura del Gr.A.V.O. e della Fondazione "A.
Colluto", nell'ambito della mostra didattica "l'Oriente in
Occidente: l'opera di Rufino di Concordia" (alle ore 16.00
domenica 24 e sabato 30).
Speciali saranno inoltre le molteplici
attività di Sant'Andrea per i bambini.
Lunedì 25 alle ore 18.00 in Piazza
della Repubblica, ci sarà il FLASH MOB, per tutti coloro che
vogliono dire "NO" alla violenza sulle donne, in
occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle
donne.
La fiera si concluderà domenica 1
dicembre, con il concerto della rockband The Panicles alle ore 18.30
in Piazza della Repubblica.
Il programma è disponibile al sito www.comune.portogruaro.ve.it
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giovedì 14 novembre 2013
IMMAGINIamo un racconto: laboratorio di scrittura creativa a San Donà di Piave
Sono
aperte le iscrizioni per il laboratorio di scrittura creativa
sull'immagine e il racconto breve, ideato e condotto da Annalisa
Bruni.
Il
laboratorio si svilupperà in 4 incontri presso la Biblioteca Civica
di San Donà di Piave (Venezia):
giovedì
28 novembre dalle 18.00 alle 20.00
giovedì
5 dicembre dalle 18.00 alle 20.00
giovedì
12 dicembre dalle 18.00 alle 20.00
giovedì
19 dicembre dalle 18.00 alle 20.00.
La quota di partecipazione è di 40 Euro.
Le
iscrizioni chiuderanno il 23 novembre.
Numero
massimo di partecipanti: 20
Per informazioni e iscrizioni: Biblioteca Civica, Piazza Indipendenza 12, tel. 0421.590232
e-mail:
biblioteca@sandonadipiave.net
mercoledì 30 ottobre 2013
Bob Dylan in concerto a Padova l'8 Novembre
La
figura chiave del movimento di protesta americano, Bob Dylan, si
esibirà venerdì 8 novembre al Gran Teatro Geox a Padova.
I
brani in scaletta saranno per lo più quelli appartenenti all’album
The Freewheelin’, ovvero il secondo album ufficiale
pubblicato nel Maggio del 1963: un album storico che
il mese scorso ha compiuto ben 50 anni.
Bob Dylan, incredibile personaggio che si è fatto portavoce
delle proteste e del malessere giovanile, è stato una delle figure più
influenti degli ultimi cinquant’anni non solo in ambito musicale,
ma anche nel campo della letteratura e della cultura
popolare, ed è per questo che la
leggenda del folk rock sta per ricevere una delle più
alte onorificenze francesi ovvero la Legion d’Onore.
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martedì 29 ottobre 2013
Una fiaba per Halloween
Pierino
Pierone era un bambino alto così, che andava a scuola. Per la strada
di scuola c'era un orto con un pero, e Pierino Pierone ci
s'arrampicava a mangiar le pere. Sotto il pero passò la Strega
Bistrega e disse:Pierino
Pierone dammi una pera
Con la tua bianca manina,
Ché a vederle, son sincera,
Sento in bocca l'acquolina!
Pierino Pierone pensò: «Questa si sente l'acquolina in bocca perché vuole mangiare me, non le pere», e non voleva scendere dall'albero. Colse una pera e la buttò alla Strega Bistrega. Ma la pera cascò per terra, proprio dov'era passata una mucca e aveva lasciato un suo ricordo.
La Strega Bistrega ripeté:Pierino Pierone dammi una pera
Con la tua bianca manina,
Ché a vederle, son sincera,
Sento in bocca l'acquolina!
Ma Pierino Pierone non scese e buttò un'altra pera, e la pera cadde per terra, proprio dov'era passato un cavallo e aveva lasciato un laghetto.
La Strega Bistrega ripeté la sua preghiera e Pierino Pierone pensò che era meglio accontentarla. Scese e le porse una pera. La Strega Bistrega aperse il sacco ma invece di metterci la pera ci mise Pierino Pierone, legò il sacco e se lo mise in spalla.
Fatto un pezzo di strada, la Strega Bistrega dovette fermarsi a fare un bisognino: posò il sacco e si nascose in un cespuglio. Pierino Pierone che intanto, coi suoi dentini da topo, aveva rosicchiato la corda che legava il sacco, saltò fuori, ficcò nel sacco una bella pietra e scappò. La Strega Bistrega riprese il sacco e se lo mise sulle spalle.Ahimè Pierino Pierone
Pesi come un pietrone!
disse, e andò a casa. L'uscio era chiuso e la Strega Bistrega chiamò sua figlia:Margherita Margheritone,
Vieni giù e apri il portone
E prepara il calderone
Per bollire Pierino Pierone.
Margherita Margheritone apri e poi mise sul fuoco un calderone pieno d'acqua. Appena l'acqua bollì, la Strega Bistrega ci vuotò dentro il sacco. - Plaff! - fece la pietra, e sfondò il calderone; l'acqua andò sul fuoco e tutt'intorno e bruciò le gambe alla Strega Bistrega.Mamma mia cosa vuol dire:
Porti i sassi da bollire?disse Margherita Margheritone. E la Strega Bistrega saltando per il bruciore:Figlia mia, riaccendi il fuoco,
Io ritorno qui tra poco.
Cambiò vestito, si mise una parrucca bionda, e andò via col sacco.
Pierino Pierone invece d'andare a scuola era tornato sul pero. Ripassò la Strega Bistrega travestita, sperando di non esser riconosciuta, e gli disse:Pierino Pierone dammi una pera
Con la tua bianca manina,
Ché a vederle, son sincera,
Sento in bocca l'acquolina!
Ma Pierino Pierone l'aveva riconosciuta lo stesso e si guardava bene dallo scendere:Non dò pere alla Strega Bistrega
Se no mi prende e nel sacco mi lega.
E la Strega Bistrega lo rassicurò:Non sono chi credi, son sincera,
Arrivata son qui stamattina,
Pierino Pierone dammi una pera
Con la tua bianca manina.E tanto disse tanto fece che Pierino Pierone si persuase scese a darle una pera. La Strega Bistrega lo ficcò subito nel sacco.
Arrivati a quel cespuglio, dovette di nuovo fermarsi per un bisognino, ma stavolta il sacco era legato così forte che Pierino Pierone non poteva scappare. Allora il ragazzo si mise a fare il verso della quaglia. Passò un cacciatore con un cane cercando quaglie, trovò il sacco e l'aperse. Pierino Pierone saltò fuori e supplicò il cacciatore di mettere il cane al suo posto nel sacco. Quando lí Strega Bistrega tornò e riprese il sacco, il cane lì dentro non faceva che dimenarsi e guaire, e la Strega Bistrega diceva:Pierino Píerone non ti rimane
Che saltare e guaire come un cane.
Arrivò alla porta e chiamò la figlia:Margherita Margheritone,
Vieni giù e apri il portone
E prepara il calderone
Per bollire Pierino Pierone.
Ma quando fece per rovesciare il sacco nell'acqua bollente, il cane furioso sgusciò fuori, le morse un polpaccio, saltò in cortile e cominciò a sbranar galline.Mamma mia, che casi strani,
Tu per cena mangi i cani?disse Margherita Margheritone. E la Strega Bistrega:Figlia mia, riaccendi il fuoco,
Io ritorno qui tra poco.Cambiò vestito, si mise una parrucca rossa e tornò al pero; e tanto disse tanto fece che Pierino Pierone si lasciò acchiappare un'altra volta. Questa volta non si fermò in nessun posto e portò il sacco fino a casa, dove sua figlia l'aspettava sull'uscio.
- Prendilo e chiudilo nella stia, - le disse, - e domani di buonora, mentre io sono via, fallo in spezzatino con patate.
Margherita Margheritone, l'indomani mattina, prese un tagliere e una mezzaluna e aperse uno spiraglio nella stia.Pierino Pierone fammi un piacere,
Metti la testa su questo tagliere.E lui:Come? Fammi un po' vedere.Margherita Margheritone posò il collo sul tagliere e Pierino Pierone prese la mezzaluna, le tagliò la testa e la mise a friggere in padella.
Venne la Strega Bistrega ed esclamò:Margheritone figlia mia bella,
Chi t'ha messa lì in padella?
- Io! - fece Pierino Pierone su dalla cappa del camino,
- Come hai fatto a salire lassù? - chiese la Strega Bistrega.
- Ho messo una pignatta sopra l'altra e sono salito.
Allora la Strega Bistrega provò a farsi una scala di pignatte per salire ad acchiapparlo, ma sul più bello sfondò le pignatte, cadde nel fuoco e bruciò fino all'ultimo briciolo.
Con la tua bianca manina,
Ché a vederle, son sincera,
Sento in bocca l'acquolina!
Pierino Pierone pensò: «Questa si sente l'acquolina in bocca perché vuole mangiare me, non le pere», e non voleva scendere dall'albero. Colse una pera e la buttò alla Strega Bistrega. Ma la pera cascò per terra, proprio dov'era passata una mucca e aveva lasciato un suo ricordo.
La Strega Bistrega ripeté:Pierino Pierone dammi una pera
Con la tua bianca manina,
Ché a vederle, son sincera,
Sento in bocca l'acquolina!
Ma Pierino Pierone non scese e buttò un'altra pera, e la pera cadde per terra, proprio dov'era passato un cavallo e aveva lasciato un laghetto.
La Strega Bistrega ripeté la sua preghiera e Pierino Pierone pensò che era meglio accontentarla. Scese e le porse una pera. La Strega Bistrega aperse il sacco ma invece di metterci la pera ci mise Pierino Pierone, legò il sacco e se lo mise in spalla.
Fatto un pezzo di strada, la Strega Bistrega dovette fermarsi a fare un bisognino: posò il sacco e si nascose in un cespuglio. Pierino Pierone che intanto, coi suoi dentini da topo, aveva rosicchiato la corda che legava il sacco, saltò fuori, ficcò nel sacco una bella pietra e scappò. La Strega Bistrega riprese il sacco e se lo mise sulle spalle.Ahimè Pierino Pierone
Pesi come un pietrone!
disse, e andò a casa. L'uscio era chiuso e la Strega Bistrega chiamò sua figlia:Margherita Margheritone,
Vieni giù e apri il portone
E prepara il calderone
Per bollire Pierino Pierone.
Margherita Margheritone apri e poi mise sul fuoco un calderone pieno d'acqua. Appena l'acqua bollì, la Strega Bistrega ci vuotò dentro il sacco. - Plaff! - fece la pietra, e sfondò il calderone; l'acqua andò sul fuoco e tutt'intorno e bruciò le gambe alla Strega Bistrega.Mamma mia cosa vuol dire:
Porti i sassi da bollire?disse Margherita Margheritone. E la Strega Bistrega saltando per il bruciore:Figlia mia, riaccendi il fuoco,
Io ritorno qui tra poco.
Cambiò vestito, si mise una parrucca bionda, e andò via col sacco.
Pierino Pierone invece d'andare a scuola era tornato sul pero. Ripassò la Strega Bistrega travestita, sperando di non esser riconosciuta, e gli disse:Pierino Pierone dammi una pera
Con la tua bianca manina,
Ché a vederle, son sincera,
Sento in bocca l'acquolina!
Ma Pierino Pierone l'aveva riconosciuta lo stesso e si guardava bene dallo scendere:Non dò pere alla Strega Bistrega
Se no mi prende e nel sacco mi lega.
E la Strega Bistrega lo rassicurò:Non sono chi credi, son sincera,
Arrivata son qui stamattina,
Pierino Pierone dammi una pera
Con la tua bianca manina.E tanto disse tanto fece che Pierino Pierone si persuase scese a darle una pera. La Strega Bistrega lo ficcò subito nel sacco.
Arrivati a quel cespuglio, dovette di nuovo fermarsi per un bisognino, ma stavolta il sacco era legato così forte che Pierino Pierone non poteva scappare. Allora il ragazzo si mise a fare il verso della quaglia. Passò un cacciatore con un cane cercando quaglie, trovò il sacco e l'aperse. Pierino Pierone saltò fuori e supplicò il cacciatore di mettere il cane al suo posto nel sacco. Quando lí Strega Bistrega tornò e riprese il sacco, il cane lì dentro non faceva che dimenarsi e guaire, e la Strega Bistrega diceva:Pierino Píerone non ti rimane
Che saltare e guaire come un cane.
Arrivò alla porta e chiamò la figlia:Margherita Margheritone,
Vieni giù e apri il portone
E prepara il calderone
Per bollire Pierino Pierone.
Ma quando fece per rovesciare il sacco nell'acqua bollente, il cane furioso sgusciò fuori, le morse un polpaccio, saltò in cortile e cominciò a sbranar galline.Mamma mia, che casi strani,
Tu per cena mangi i cani?disse Margherita Margheritone. E la Strega Bistrega:Figlia mia, riaccendi il fuoco,
Io ritorno qui tra poco.Cambiò vestito, si mise una parrucca rossa e tornò al pero; e tanto disse tanto fece che Pierino Pierone si lasciò acchiappare un'altra volta. Questa volta non si fermò in nessun posto e portò il sacco fino a casa, dove sua figlia l'aspettava sull'uscio.
- Prendilo e chiudilo nella stia, - le disse, - e domani di buonora, mentre io sono via, fallo in spezzatino con patate.
Margherita Margheritone, l'indomani mattina, prese un tagliere e una mezzaluna e aperse uno spiraglio nella stia.Pierino Pierone fammi un piacere,
Metti la testa su questo tagliere.E lui:Come? Fammi un po' vedere.Margherita Margheritone posò il collo sul tagliere e Pierino Pierone prese la mezzaluna, le tagliò la testa e la mise a friggere in padella.
Venne la Strega Bistrega ed esclamò:Margheritone figlia mia bella,
Chi t'ha messa lì in padella?
- Io! - fece Pierino Pierone su dalla cappa del camino,
- Come hai fatto a salire lassù? - chiese la Strega Bistrega.
- Ho messo una pignatta sopra l'altra e sono salito.
Allora la Strega Bistrega provò a farsi una scala di pignatte per salire ad acchiapparlo, ma sul più bello sfondò le pignatte, cadde nel fuoco e bruciò fino all'ultimo briciolo.
Da
Fiabe Italiane (1956), di Italo Calvino
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martedì 22 ottobre 2013
31/10/2013: Chioggia e le streghe
Ogni
città spesso racchiude una tradizione popolare ricca di storie,
aneddoti, leggende che danno ai luoghi un’aurea magica e
misteriosa. Chioggia possiede diverse leggende e tra le tante ce ne
sono alcune che riguardano le streghe,; per questo la pro loco per la
notte di Halloween ha organizzato una visita alla città davvero da
brivido...
L'itinerario
avrà inizio alle ore 21.00 dal "Sagraeto" caratterizzato
dalla bellissima balaustra in pietra d' Istria dove è collocata la
statua della Madonna del "Refugium Peccatorum" e dalle
statue, oggi prive di testa, che adornano il parapetto. Partendo
da questo punto verrà raccontata la storia di tradizione popolare
"del latte e le mosche" che spiega per quale motivo le
statue siano mozzate. Proseguendo l'itinerario e oltrepassando il
Ponte della Cuccagna, dopo un breve tratto si giungerà nella piccola
e caratteristica "Corte Taccheo" denominata anche "Corte
delle streghe" dove verrà raccontata la storia "dell'intenta".
Dalla suggestiva corte ci si dirigerà verso campo Duomo e ai piedi
dell'alto campanile della cattedrale verrà narrata la
raccapricciante storia del "gatto e la zampa mozzata". Il
percorso proseguirà poi fino a calle Ponte Scarpa dove si trova
l'omonimo ponte dal quale si scorge il palazzo denominato "della
strega".
lunedì 14 ottobre 2013
La Venezia di Casanova
A
Venezia esiste uno speciale itinerario ispirato al grande
seduttore Giacomo
Casanova.
Così
attraversando i percorsi da lui descritti nelle sue memorie,
potrete riscoprire il frequentatore di salotti, giramondo e
conquistatore di donne, che, dal Settecento a oggi, non cessa di
affascinare l’immaginario collettivo...ma che non riusciva a
definire l'amore!
Qu'est-ce
donc que l'amour ! J'ai beau avoir lu tout ce que des prétendus
sages ont écrit sur sa nature, et j'ai beau y philosopher dessus en
vieillissant que je n'accorderai jamais qu'il soit ni bagatelle, ni
vanité. C'est une espèce de folie sur laquelle la philosophie n'a
aucun pouvoir ; une maladie à laquelle l'homme est sujet à
tout âge, et qui est incurable si elle frappe dans la
vieillesse. Amour indéfinissable ! Dieu
de la nature ! Amertume dont rien n'est plus doux, douceur dont
rien n'est plus amer. Monstre divin qu'on ne peut définir que par
des paradoxes. (da Histoire de ma vie, éd.
Robert Laffont, coll. Bouquins, 1993, t. I, vol. 2, chap. V, p. 346)
Per
informazioni:
Prigioni
di Palazzo Ducale
Tel: 041-5224951/
041-2715911; Fax: 0415285028; E-mail:
info@fmcvenezia.it
Orari: Aprile-ottobre:
lunedì-domenica 8.30-19.00 (ultimo ingresso un'ora prima).
Novembre-marzo:
lunedì-domenica 8.30-17.30.
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