Quaranta lingue in un cappello, pescate a sorte e utilizzate per legger poesie, sonetti e testi di qualsiasi tipo, rigorosamente brevi, accompagnati da una traduzione in italiano. E' iniziato così il pomeriggio dedicato a "L'Italia nelle 40 lingue di Ca' Foscari", che ha avuto luogo oggi dalle 15 alle 18, presso l'Auditorium di Santa Margherita a Venezia. Attraverso la voce di scrittori e lettori di diverse nazionalità si è potuto ascoltare un verso in hindi, un canto in turco, ma anche in polacco, neogreco, yiddish, armeno, persiano, cinese, coreano, senza dimenticare l'inglese, il francese, il tedesco per arrivare fino al latino, al veneziano, all'italiano e persino alla lingua dei segni. Un grande laboratorio linguistico, dove la convivenza di lingue diverse rappresenta una ricchezza culturale e sociale. Una maratona di parole dove si sono mescolate tutte le 40 lingue che si insegnano alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Ca' Foscari, la più fornita di corsi di studi linguistici di tutta l'Europa.
L'iniziativa, in collaborazione con la Casa delle Parole, è nata per amore della ricerca e dello studio delle lingue, ma anche per il piacere della condivisione nell'ascolto di tanti pezzi di mondo.
Una festa del cosmopolitismo che ha avuto un grande successo già l'anno scorso, con l'Auditorium costantemente pieno e un via vai di idee, poesie e persone in una festosa maratona linguistico letteraria di parole di tanti paesi.
Il 9 marzo 1510, la Vergine apparve a Giovanni Cigana, un pio contadino di 79 anni, nativo di Redigole, che da vent’anni recitava ogni giorno il Rosario davanti ad un ‘Capitello’ della Beata Vergine, tuttora esistente. Mentre stava passando davanti al capitello della Madonna, posto all'incrocio di tre strade, l'uomo si arrestò colpito da una visione celeste: una bellissima giovane, vestita di bianco, se ne stava seduta sul campo di grano ancora verde.



